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Visualizzazione dei post con l'etichetta Man Ray

Lee Miller a Stupinigi.

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Nelle ex cucine reali della Palazzina di Caccia di Stupinigi è visitabile dal 9 settembre scorso la mostra " Lee Miller, Photographer & Surrealist ". Gratuita per i fortunati possessori, ed io modestamente lo sono, della Tessera Musei Piemonte. La figura di Lee Miller è davvero romanzesca e difatti un film di quest'anno è dedicato proprio a lei. Personalmente sono sempre un po' distaccato nei confronti dei romanzi. Mi domando sempre se l'artista che mi viene proposto abbia fatto opere di grande interesse artistico o l'unica opera d'arte davvero interessante in realtà sia solamente la sua biografia. Nel caso della Miller, mi pare di poter dire che sì, ci ha lasciato alcune fotografie decisamente di alta qualità e in mostra vengono ben presentate. Tutto questo al netto del fatto che sia stata violentata da giovanissima e che questo le abbia condizionato il resto dell'esistenza, che fosse pure una bella donna in un mondo maschile incapace di riconosce...

Le pere di Newton.

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Da non mettere insieme alle mele, sia chiaro. La GAM di Torino ospita, è proprio il caso di dirlo, Helmut Newton. Works . Una retrospettiva di 68 stampe fotografiche di qualità mediamente professionale in bianco e nero e a colori, di medie e medio-grandi dimensioni, selezionate dal curatore Matthias Harder della Helmut Newton Foundation di Berlino. Il curatore, assente giustificato per malattia alla conferenza stampa, è stato sostituito dal suo amico Denis Curti il quale, durante la presentazione dell'opera di Newton, ha dichiarato che mostre come questa ne aveva già portate in giro in Italia in altre sedi e che comunque quest'anno Milano dedicherà allo stesso Newton una grande mostra di circa 200 opere nell'occasione del centenario della nascita. Ricorrenza che invece il direttore della GAM Riccardo Passoni aveva poco prima detto di non essere stata il motivo della mostra torinese. Qual è stato allora il motivo per portare a Torino ancora una volta l'opera di...

Who Man Ray?

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Prima del 2 febbraio, merita fare un salto alla mostra di Camera a Torino, dedicata all'universo femminile di Man Ray . Non perché sia particolarmente utile per capire l'opera di questo complesso autore che ha partecipato ad uno dei periodi più intriganti del Novecento europeo, quello del Movimento Surrealista. Sarebbe stato d'altronde un obiettivo davvero troppo ambizioso che avrebbe richiesto ben altri spazi espositivi ed approfondimenti critici. Nelle sale scorrono comunque molte fotografie e tante sono state prese da assistenti, amanti, mogli, amiche, prostitute, ecc. Belle, o almeno piacenti, donne che gravitavano attorno al movimento e che oltre ad esserne le muse ispiratrici diventavano fotografe esse stesse. Nell'insieme si respira l'ossessione maschile di quegli anni per il femminino erotico, sublimato dall'arte che nobilitava ogni pelo purché trasformato in un canone estetico, anche se rivoluzionario.  Le stesse donne si prestavano con ...

Ieri come oggi.

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Manuel Alvarez Bravo, The Daughter of the Dancers , 1933  Un fenomeno curioso che trova nel passato il suo riscontro in pittura, continua a manifestarsi: le mostre nazionali e internazionali, emanazioni per lo più di società fotografiche, esaltano con premi e scambievoli riconoscimenti quella fotografia "pompieristica" ancor oggi (1949) fatta con le accennate ricette a base di paesaggi-quadro, "scenette caratteristiche", argute o grottesche, nature morte di pezzi meccanici o simili ripetuti all'infinito, nudi in pose languide, ginnastiche o da diploma di "premiata ditta", con o senza anfore ecc. Al mondo di questi autori, fierissimi delle innumerevoli "etichette" testimonianti la loro presenza a mostre di tutto il globo, si oppone senza polemica un altro mondo di fotografi quasi introvabili nei cataloghi delle sullodate mostre e comprende forse la maggioranza dei più grandi nomi della fotografia: si può cominciare con Steichen per fin...

Aperte confidenze

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©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera)  Al pari dello scienziato, che è solo un prestigiatore che manipola i molteplici fenomeni della natura e trae profitto da qualsiasi cosiddetto caso o legge, il creatore che opera con i valori umani consente alle forze dell'incoscio di filtrare attraverso se stesso tinte della propria selettività, che è il desiderio umano universale, e porta alla luce motivi e istinti a lungo repressi, che dovrebbero formare la base di una confidente fraternità. L'intensità di questo messaggio può essere turbata solo in misura proporzionale alla libertà che è stata concessa all'automatismo o all'inconscio stesso. La rimozione di modi di presentarsi inculcati, da cui nasce un'artificiosità o una stranezza apparente, è una conferma del libero funzionamento di questo automatismo, e deve considerarsi benefica. Ogni giorno si fanno aperte confidenze, e all'occhio non resta che imparare a registrarle senza restrizion...

La fotografia è un'arte

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©2011 Fulvio Bortolozzo serie Scene di passaggio (Soap Opera). La nascita della pittura risale a migliaia d'anni fa, la fotografia ha solo cent'anni circa di vita. Non c'è contraddizione tra fotografia e pittura. Ma la fotografia costituisce un grande fenomeno sociale grazie alla facilità della sua riproduzione e diffusione. Al contrario della pittura, essa è fatta per il consumo immediato. Forse è proprio questo suo valore comunitario a interessarmi. Dipingo per mia soddisfazione e fotografo per mantenere il contatto con gli altri. La pittura è arte, la fotografia è un'arte. Man Ray, Sulla fotografia. .

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