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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fotografia e inconscio tecnologico

Un'esercitazione sugli stili.

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©2008 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . Parafrasando Mac Luhan si può dire che per il fotografo lo stile è il messaggio ; la fotografia diventa così una delle tante manifestazioni della cattiva pittura. C'è stato un periodo in cui i "toni alti", cioè l'immagine risolta solo nelle gradazioni più tenui del grigio tendenti idealmente al bianco, hanno imperversato, chiara metafora di quel "sublime" continuamente ricorrente in pittura. Oggi sono le forme tardo surrealiste, l'illusionismo onirico, la spietatezza iperrealista e, nei casi più irrecuperabili, lo sfumato impressionista con valenze astratte, che si dividono i consensi più entusiasti. Tutto questo rende la fotografia una delle forme più alienate del "do it yourself"; invece di portare alla costruzione di oggetti rappresenta un'esercitazione sugli stili. Franco Vaccari, da Fotografia e inconscio tecnologico (1979). .

Tutti gli aspetti del reale.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere . Se è vero, come dice R. Castel, che " ogni immagine è la presentazione di una assenza e la fotografia è l'assenza reale, la presenza familiare e autentica della realtà in sua assenza ", oggi bisogna constatare che questa assenza sta diventando totale, si fotografa per provocarla, quasi che l'oggetto diventi visibile e tollerabile solo se posto a distanza incolmabile. La fotografia diventa così, in realtà, una tecnica di allontanamento, una tecnica di controllo. L'immediata prossimità non è sopportabile se non in effigi. In un mondo esploso, dove l'oggetto liberato diventa metafora inquietante dell'impossibilità di controllo, la fotografia diventa lo strumento che esorcizza se stesso . Essa suscita rassicuranti fantasie di potere e l'archivio, da quello della polizia fino all'album di famiglia, diventa lo strumento che permette di imbrigliare e regolare l'energia degli oggetti liberat...

Come in una cura omeopatica

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©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . La fotografia ha disegnato un crinale dove da una parte precipitano gli eventi e dall'altra si distende il falsopiano del senso. Da questa consapevolezza ha origine quella perdita di interesse per il classico "momento decisivo" di bressoniana memoria, mentre l'attenzione viene rivolta ai tempi lunghi che mettono in evidenza le strutture, le costanti, le matrici comportamentali che indirizzano inesorabilmente il nostro sguardo. Come in una cura omeopatica, dove col simile si tenta di cacciare il simile, è la stessa fotografia a provocare un tipo di consapevolezza nuova, capace di decongestionare lo sguardo, dopo averne provocato la congestione. Franco Vaccari, da Fotografia e inconscio tecnologico (1979)

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