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Visualizzazione dei post con l'etichetta Roberta Valtorta

Una collezione da Fico.

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Rimane tempo solo fino al prossimo 29 gennaio per poter vedere la mostra Realismo, Neorealismo e realtà. Italia 1932-1968 allestita splendidamente al MEF (Museo Ettore Fico) di Torino. Si tratta di 261 stampe fotografiche vintage di una sessantina di autori, tra i quali molti nomi notissimi e altri molto meno. Una ristretta selezione dalle oltre 1.500 della collezione di Guido Bertero . Le stampe perfettamente incorniciate e ben illuminate sono anche accompagnate da teche con autentiche "perle" editoriali dell'epoca, come la mitica prima edizione di Un paese , con fotografie di Paul Strand e testi di Cesare Zavattini. L'esposizione è suddivisa in otto sezioni tematiche che evidenziano i legami con la cultura e il cinema dell'epoca. Una scelta del curatore Andrea Busto che porta l'attenzione in modo trasversale sulle motivazioni ideologiche di fondo che sorreggevano, anche inconsapevolmente, le scelte iconografiche dei singoli autori. Il catalogo che acco...

Una giornata a Villa Ghirlanda.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Sabato 17 maggio 2014 si è tenuto al MuFoCo di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo, il convegno internazionale " Quale museo di fotografia oggi? " Tutte le informazioni tecniche si possono consultare ai link inseriti nella frase precedente. Nel seguirne i lavori ho ricavato davvero molti stimoli e riflessioni che non è proprio possibile esprimere compiutamente in questa sede senza scivere un post talmente lungo da risultare assolutamente indigeribile anche ai miei lettori più affezionati e volonterosi. Mi limiterò quindi a qualche spunto tra i più interessanti che mi vengono in mente. Innanzitutto, mi preme ringraziare Roberta Valtorta e il suo staff per l'impegno che mettono in ciò che fanno. L'accoglienza è stata ineccepibile. La sala del convegno era predisposta con attenzione, fatta salva l'assenza della connessione Internet rilevata dall'ultimo relatore olandese (punto su cui tornerò in seguito). Le traduzioni simultanee ...

Un dialogo silenzioso con le cose.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Oggi il fotografo restringe il suo campo d'azione alla sfera delle esperienze e delle sensazioni personali, con le quali solamente può avere un rapporto di "verità". (...) Per cercare di visualizzare i dati di un'esperienza che consiste spesso in un dialogo silenzioso con le cose circostanti, fino a sfiorare stati di assorta meditazione, il fotografo contemporaneo finisce per creare un'immagine emblematica dell'ambiente. (...) L'ambiente viene "messo a nudo" sia per una stringente necessità morale di chiarificazione del proprio essere ed esistere nella realtà attuale (...) sia per un'adeguata tendenza formale a spogliare l'immagine da elementi visivi troppo accentratori o di facile effetto visivo. Il concetto di nudità (...) deve essere cioè inteso nel senso della rinuncia alla spettacolarità e all'esotismo, e ai sistemi di segni visivi che hanno perpetuato molte concezioni fuorvianti della realtà ambien...

Il Maestro è nell'anima.

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"Il Maestro è nell'anima e dentro all'anima per sempre resterà." (Paolo Conte) Questo sabato ho infine trovato il giusto momento. Da mesi mi ripromettevo di andare a vedere la mostra antologica che Roberta Valtorta ha dedicato a Roberto Salbitani negli spazi del Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo . La mostra durerà fino al 6 aprile prossimo e consiglio subito vivamente i miei lettori di non perdere questa occasione per incontrare l'opera di Salbitani. Rimandavo perché io lo conosco Salbitani. Dall'aprile del 1997, quando mi decisi a frequentare un suo workshop a Mogginano sul racconto fotografico. In quell'occasione ebbi pure la fortuna di conoscere Mario Giacomelli, da Salbitani invitato per la domenica. Un'evento memorabile per me. Il resoconto di quel giorno è QUI . Lo conosco e lo incontro ogni tanto Roberto. Qualcosa ci lega, dico io, ma allo stesso tempo la vita ci allontana. Ogni volta il piacere d...

Un appello

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Ho ricevuto una e-mail circolare da Cesare Colombo, autore storico della fotografia italiana che mi onora da qualche anno di un'amichevole attenzione. Nella sua e-mail chiede di dare diffusione ad un appello in cui appare come co-firmatario insieme ad altri undici colleghi. E quindi eccomi qui a dare una mano come posso, attraverso il mio blog. Tuttavia, per onestà intellettuale, devo anche dire che non condivido pienamente lo spirito e la lettera dell'iniziativa. Per carità, meglio questo che il silenzio, ma forse si poteva osare qualcosa di più. Ritengo, per esempio, che forse un allargamento della possibilità di firmare l'appello, come poi si usa di solito, avrebbe coinvolto meglio i tantissimi fotografi i quali penso sentano il problema almeno quanto i dodici che l'hanno redatto. Poi più che pensare ad un appello (a chi? All'opinione pubblica? Al governo? Ai ricattatori? Agli "uomini di buona vo...

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