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Visualizzazione dei post con l'etichetta Paesaggio

L'Ottocento della GAM.

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Rimarrà aperta fino all'11 aprile 2023 l'esposizione di 71 dipinti ottocenteschi selezionati dalla ricca collezione della GAM di Torino . Alcuni mai visti in precedenza e due restaurati per l'occasione, anche con il contributo dell' Associazione Amici della Fondazione Torino Musei . La cura della mostra è del Direttore della GAM Riccardo Passoni e della Conservatrice Capo delle raccolte Virginia Bertone. Quindi si tratta di un'operazione svolta interamente con risorse interne, scelta intelligente per poter coniugare una ripresa dell'attività post pandemica con le ristrettezze sempre maggiori del bilancio a disposizione. L'allestimento è particolarmente riuscito, cosa peraltro tradizionale per le esposizioni temporanee della GAM, ma in questo caso l'aspetto più pregevole è lo studio accurato svolto sulle fonti che ha portato a rivalutare alcune tele e persino ad individuare un tema trasversale legato alla condizione femminile, di particolare interesse ed ...

La questione del paesaggio.

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Si pone la questione del paesaggio. Almeno per chi, ancora oggi, ci cammina in mezzo con una fotocamera in mano. Che cosa esso sia è faccenda che anima le discussioni. Se esista per davvero poi è da capire. Un paesaggio può essere tante cose insieme, come anche nessuna. Più che un luogo con caratteri precisi e distinguibili da altri luoghi è un concetto, una sintesi che appare alla mente di chi vi entra in contatto. A fare massa, fino a definirne contorni visibili, è l'insieme dei concetti che gli umani si comunicano a vicenda convincendosi l'un l'altro che una certa identità visibile sia verificabile a maggioranza. Si tratta di un complesso rincorrersi di percezioni e pensieri che convergono verso una comune convinzione. Un paesaggio quindi parrebbe esistere prima di tutto nella mente degli umani. Per la natura forse la questione è tutta un'altra, fisica in pratica. Si tratta di cambiamenti che interagiscono fino a condensarsi in un certo rallentamento, una sorta di ab...

Dedizione senza brama.

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"Dalla tristezza che spesso diventò insopportabile, trovai una via d'uscita per me cominciando a disegnare e a dipingere, ciò che non avevo mai fatto in vita mia. Non importa se ha un valore oggettivo; per me è un nuovo immergersi nel consolamento dell'arte, che lo scrivere non mi dava quasi più. Dedizione senza brama, amore senza desiderio." Hermann Hesse (da una lettera allo scrittore Felix Braun, 1917) Esiste un Hermann Hesse pittore. Non è assolutamente paragonabile allo scrittore fondamentale che fu. Lo sapeva benissimo lui stesso. Tuttavia, a ben guardare, i suoi acquerelli non hanno solo un'importanza biografica e personale. Facevano parte in un certo qual modo di un'autoterapia per la depressione che verso i quarant'anni lo affliggeva con forza. Fu il suo psicanalista di scuola junghiana a consigliargli di "buttare fuori" non con le parole, ma con le immagini gli stati d'animo inesprimibili che lo agitavano. Camminare, nel pae...

Distacco, impassibilità, rigore.

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Molti fotografi italiani nei decenni Ottanta e Novanta del Novecento sembra che avessero riscoperto l'affetto e il sentimento per i luoghi. Dopo i concettuali, e quindi razionali e freddi Anni Settanta, bagnati nel sangue di sconvolgimenti sociali e politici, dalle loro immagini tende a scomparire la cronaca, l'evento eclatante, il protagonismo dell'umanità in subbuglio. Il bianco e nero lascia spesso il posto al colore, un colore non squillante e saturo, se non nella declinazione di Franco Fontana, ma delicato, chiaro, tonale, sussurrato persino. Le presenze umane sono evocate in assenza. Gli orrori urbanistici, di cui la penisola è straripante, rimangono come dimenticati o se ci sono sembrano pacificati, risolti, assolti. La mozione è quella emotiva, della sensibilità alla luce. Luce che sembra tutto condonare. Sembra possibile vivere fuori dalle ansie in un rinnovato recupero di prossimità familiare con i segni sconvolti di un mondo ormai medializzato, confuso tra ...

Il luogo tra topografia e scena.

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Mauro Thon Giudici durante la conferenza (foto: Fulvio Bortolozzo). Lo scorso 11 settembre Mauro Thon Giudici ha tenuto una conferenza nella sede dell' associazione L'impronta di Cosenza dal titolo " Adattamento. Il paesaggio raffigurato dalla proprietà privata alla Divina natura, passando per l'impero coloniale ". Come si può intuire dal titolo l'argomento era piuttosto complesso, ma è stato comunque  ben presentato dal relatore anche se, forzatamente, solo nei suoi punti fondamentali. Rimando al video che verrà spero presto messo nel canale You Tube di un socio de L'impronta chi volesse riascoltare l'ora e venti circa della serata. Nel frattempo è già visibile il video della conferenza precedente, propedeutica a quest'ultima per certi aspetti. Nel discorso fatto da Giudici vi è un passo che vorrei mettere in rilievo. Riguarda l'origine del concetto di paesaggio così come viene a formarsi nella tradizione pittorica europea. Nella pr...

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Nel vetro delle ampolle.

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©2012 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere . C'è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva a una spiaggia marina, alle rive d'un fiume o d'un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d'arena e se la porta con sé. Al ritorno, l'attendono allineati in lunghi scaffali centinaia di flaconi di vetro entro i quali la fine sabbia grigia del Balaton, quella bianchissima del Golfo del Siam, quella rossa che il corso del Gambia deposita giù per il Senegal, dispiegano la loro non vasta gamma di colori sfumati, rivelano un'uniformità da superficie lunare, pur attraverso le differenze di granulosità e consistenza, dal ghiaino bianco e nero del Caspio che sembra ancora inzuppato d'acqua salata, ai minutissimi sassolini di Maratea, bianchi e neri anch'essi, alla sottile farina bianca punteggiata di chiocciole viola di Turtle Bay, vicino a Malindi nel Kenia. In un'esposizione di collezioni strane ch...

Le colline di Rodolfo.

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Ebbi modo qualche anno fa di curare una mostra di  Rodolfo Suppo a Villa Gualino , dopo averne scoperto le immagini in una personale del 2008. ( http://borful.blogspot.it/2008/12/un-artigiano-di-valore.html ). L'autore nel frattempo ha proseguito la sua ricerca sul paesaggio, con particolare accento su quello collinare piemontese dei dintorni di dove abita. Ora presenta le sue opere nella galleria comunale di Chivasso . L'inaugurazione è per le 17:30 di giovedì 22 agosto prossimo. Consiglio vivamente a chi potrà di andare a vedere le stampe originali, curate direttamente dall'autore. La luce che riesce a ricavarne è solo sua. Un merito che fin da subito  mi colpì e mi fece apprezzare i lavori che andava realizzando. Pur usando tecnologie attuali riesce difatti non solo a dominarle, ma persino a non restarne esteticamente prigioniero. Le piega perfettamente a tutto ciò che sa, ed è molto pur se lo negherebbe nella sua ritrosa modestia. Questo è, per me, un esempio posi...

Summer Days...

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©2007 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Summer Days... L'estate al mare vissuta attraverso gli anni. Tracce fotografiche di luoghi ed eventi che si ripetono, senza mai essere davvero identici, nello svolgersi di un'unica, e virtualmente interminabile, estate della mente. . .

Nell'occhio di Polifemo

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©2008 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Un habitat italiano. Ci siamo. Ieri abbiamo ultimato la disposizione delle opere sulle pareti. Ora non restano che piccoli ritocchi e lunedì 5 novembre prossimo alle 18:30 una dozzina di mie tracce ottiche realizzate in una piccola città operaia confinante con Torino, Grugliasco , saranno presentate al pubblico milanese. Per la seconda volta l' associazione Polifemo dimostra in concreto di apprezzare il mio lavoro sul paesaggio urbano. Nel 2006 furono difatti proprio loro a scoprirmi sul web e a propormi quella che poi sarebbe diventata la prima mostra nazionale della serie Olimpia , dedicata alle trasformazioni in atto del territorio torinese in vista delle Olimpiadi invernali. Oggi gli "amici monoculari", come a volte li chiamo scherzando, mi danno l'opportunità di esporre nell'ambito della loro rassegna sul mestiere del fotografo un progetto cui tengo molto perché nacque da un'inedita apertura di fiducia d...

SP 67 un fotolibro oscuro

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Ricevo cortesemente dall'autore una copia della sua opera prima editoriale intitolata SP 67 La strada della tramontana scura . In cambio non mi si chiede nulla, se non di sfogliarla e poi, semmai, dimenticarla. Con questo atteggiamento, aperto e modesto, certamente Roberto Schena si è guadagnato il mio rispetto. In tempi di Vanitas imperante sono davvero rare le persone che, pur nella necessità di promuoversi, accettano l'incognita dei pareri non "telefonati" e "amichevoli". In questo senso mi sento in dovere di portare un contributo di riflessione che spero possa essere positivo per lo sviluppo della sua attività artistica. Devo subito dire che l'opera di Schena mi mette a disagio. Proprio per questo motivo ho preferito trattenermi dal rigettarla. Anche quando fotografo luoghi, una sensazione di sottile inquietudine è spesso fonte di una buona possibilità di ottenere un'immagine inattesa, e forse in parte ancora sgradita, ma certamente molto ...

Quella della rivolta

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©2011 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi . La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene il giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di lei. La sua norma, che nell'atto stesso di contestare il reale gli conferisce unità, è anche quella della rivolta. Albert Camus, L'uomo in rivolta.

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