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Visualizzazione dei post con l'etichetta pensiero

Immagino, dunque sono.

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Siamo animali a trazione cerebrale. Abbiamo un corpo fragile e decisamente meno adatto a sopravvivere di quello di tante altre specie animali, ma abbiamo un cervello particolare. Adattivo, in grado di farci sviluppare azioni e comportamenti nuovi, non solo quelli innati. Non è semplice però conviverci. Anche per questo motivo, le immagini sono d'aiuto. Ci servono per interagire con l'esperienza nel tempo e nello spazio senza limitarci ad essa quando si manifesta. Possiamo "immaginare" e così affrontare in assenza i fenomeni e le loro conseguenze. Per il cervello è quasi la stessa cosa, una sorta di allenamento ininterrotto. Un modo indiretto ed efficiente di acquisire, elaborare e mettere a frutto le informazioni sensoriali nelle quali siamo immersi. Senza le immagini probabilmente non saremmo umani. Le parole stesse non esisterebbero senza le immagini, non conterrebbero nulla e non significherebbero niente. Per paradosso, mi pare che sia frequente invece pensarla al ...

La libertà e il pensiero.

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Questo articolo contiene miei pensieri, come tutti i precedenti. Per poterli esprimere qui ho dovuto avere accesso al sistema informatico e quindi alla rete telematica. In essa ho dovuto trovare delle risorse gratuite ove collocarli, in questo caso Blogger di Google. I miei pensieri sono quindi pubblici, nel senso che chiunque abbia accesso alla rete e conosca l'indirizzo può leggerli liberamente e si manifestano per tramite di un potere, quello di accedere alla rete. Però per evitarmi fastidi con la corporazione dei giornalisti ed editori, protetta dalla Legge italiana, c'è in fondo al blog un breve testo che avvisa i lettori del fatto che le parole che leggono qui non sono parte di una testata giornalistica in quanto non aggiornate con periodicità. Sembrerebbe un avviso assurdo e incostituzionale visto che l'art. 21 della Costituzione Italiana recita: " Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mez...

Uscire dalla gabbia.

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Di recente ho avuto modo di incontrare la resistenza di alcuni all'idea di potersi trovare di fronte a delle immagini fotografiche senza alcun supporto da parte delle parole, siano esse dette o scritte. Un vero è proprio horror vacui . L'immagine vissuta come abisso oscuro sul quale affacciarsi sia un pericolo mortale e vada perciò fatto solo con le dovute cautele verbali del caso per non precipitarvi dentro. Il timore parrebbe essere quello di non poter comprendere quello che si vede. Una sfiducia paradossale nella capacità del sistema occhio/cervello di risolvere l'enigma, come fosse tutta una trappola preparata ad arte per impedirlo. Penso purtroppo che le cose non stiano proprio così. Sarebbe in fondo una paura ragionevole perché rivolta alla necessità, tutta umana, di dare un qualche senso alle cose e alle esperienze. Invece leggo nel rifiuto del rapporto diretto con delle immagini senza la cintura di protezione delle parole il bisogno prioritario di conformar...

Una rosa.

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Esercizi di risveglio visivo. Prendiamo una parola: rosa . Visto che siamo di maggio e chi ha studiato latino sa anche che la declinazione del nome rosa è come il gatto sul tavolo per chi studia inglese. Sono passati diversi secondi da quando avete iniziato a leggere queste righe. Inevitabilmente l'immagine di una rosa è stata richiamata dal vostro magazzino mentale ed ora è proiettata dai neuroni sullo schermo della parte conscia. Siamo quindi tutti pronti a leggere cose che riguardano una rosa paragonandole alla nostra rosa, quella che conserviamo nelle parti chimiche interne del nostro cervello. La frittata è già fatta. Il linguaggio scritto/verbale ora ha il pieno controllo del pensiero perché l'immagine è stata richiamata da una parola. Tutto ciò che pensiamo di sapere sulle rose è lì pronto ad affacciarsi in sala proiezione, come in un gioco a quiz televisivo. A questo servono le parole e chi più le adopera, con competenza almeno mediamente sufficiente, se ne rend...

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