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Visualizzazione dei post con l'etichetta Paesaggio urbano

La questione del paesaggio.

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Si pone la questione del paesaggio. Almeno per chi, ancora oggi, ci cammina in mezzo con una fotocamera in mano. Che cosa esso sia è faccenda che anima le discussioni. Se esista per davvero poi è da capire. Un paesaggio può essere tante cose insieme, come anche nessuna. Più che un luogo con caratteri precisi e distinguibili da altri luoghi è un concetto, una sintesi che appare alla mente di chi vi entra in contatto. A fare massa, fino a definirne contorni visibili, è l'insieme dei concetti che gli umani si comunicano a vicenda convincendosi l'un l'altro che una certa identità visibile sia verificabile a maggioranza. Si tratta di un complesso rincorrersi di percezioni e pensieri che convergono verso una comune convinzione. Un paesaggio quindi parrebbe esistere prima di tutto nella mente degli umani. Per la natura forse la questione è tutta un'altra, fisica in pratica. Si tratta di cambiamenti che interagiscono fino a condensarsi in un certo rallentamento, una sorta di ab...

Il dito nella piaga.

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Con il post di ieri ho fatto il botto! Le visualizzazioni del blog si sono impennate vistosamente e su Facebook i commenti sono arrivati a raffica. Belli densi di riflessioni pure. Rilevo quindi che devo aver messo il dito su una piaga ben grossa. Ci dev'essere parecchia stanchezza in giro per la ripetitività delle fotografie in circolazione. In specie nell'ambito del cosiddetto paesaggio urbano , ma non solo. Ora certamente non si tratta di passare al "fàmolo strano", tanto per cambiare, ma di riconnettere le scelte visive ai motivi che le determinano. La tradizione fotografica questo lo insegna bene, se lo si vuole capire. Fotografare un viadotto, magari con i colorini chiari ed "evocativi" che ancora continuano ad andare di moda, che senso ha? Se non c'è un motivo molto forte, equivale a fare accademia, cioè esercitazioni erudite sui cadaveri iconografici del passato: soffermarsi sulla pelle, l'aspetto esteriore, senza domandarsi cosa ci s...

Sempre le stesse foto.

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In We Do The Rest , il gruppo che gestisco su Facebook, è stata condivisa la notizia di un progetto in corso a livello europeo di indagine sul paesaggio urbanizzato da parte di un collettivo di quattro fotografi. Le foto di esempio avevano per soggetto cavalcavia, lampioni, strade, ecc. Uno dei componenti del gruppo ha sbottato con il commento: " Basta sempre le stesse foto. " La risata sorge spontanea. Davvero su certi temi, come quello del paesaggio urbano, sembra che il tempo si sia fermato. Il diluvio di imitatori dell'iconografia scritta su qualche pietra sacrale dalla generazione dei New Topographics pare non riuscire ad avere fine. Anche nella versione italica, nata dalla chiesa di San Luigi Ghirri, non si scherza mica. Penso che si debba davvero iniziare una riflessione, questa sì collettiva, su possibili nuove iconografie di quell'ossimoro che è il paesaggio urbano . Non per altro, ma perché è passato quasi mezzo secolo e il pianeta ha cambiato di molt...

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Secernere strumenti.

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©2014 Fulvio Bortolozzo, Genova . (...) un aspetto essenziale nello sviluppo della cognizione umana è la capacità della nostra specie di secernere strumenti cognitivi (tra cui anche il linguaggio, ma non solo quello) nel mondo esteriore, dove possono modellare non solo le sue stesse azioni ma anche quelle degli altri esseri umani e delle generazioni successive. Questa visione ampia della cognizione assume particolare importanza per l'analisi dello spazio, dal momento che gli esseri umani percepiscono lo spazio dall'interno di ambienti socialmente organizzati ed elaborano concettualmente lo spazio, lo costruiscono e lo percorrono grazie ad una ricca serie di strumenti frutto delle attività cognitive dei nostri predecessori (...). Charles Goodwin, Il senso del vedere . .

Milano, ma anche no.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Le parole, secondo me, dovrebbero stare lontane dalle fotografie. Sono troppo pesanti e ingombranti per accumularsi sopra ali di farfalla fatte di luce. Ecco, già qui scatta lo pseudo poetico letterario. Tuttavia, farne a meno e anche quasi impossibile. Pure una data ed un luogo, nel loro voler essere minimamente invadenti, costituiscono comunque una colonizzazione. Con questa contraddizione irrisolvibile è quindi necessario convivere. Almeno però trovo indispensabile farlo in modo cauto e problematico. Tra le parole più nefaste ci sono quelle in libertà, in specie quelle di chi, per necessità o vocazione, di parole vive. Facile scrivere e parlare di immagini. Tutto pare consentito. Tutto però finisce per essere tritato nella giostra autoreferenziale del linguaggio scritto /verbale. Silenzio. Questo sì, aiuterebbe. Interrotto a volte da parole: poche e solo se proprio necessarie. Qui sopra c'è una riproduzione in bassa risoluzione (570 pixel lato cort...

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Cannes (France).

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©2012 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Torino.

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©2014 Fulvio Bortolozzo.

Come si può.

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©2013 Fulvio Bortolozzo. Un anno è passato da quando Gabriele Basilico è andato a fotografare in altri luoghi. Arrivai a Milano solo il 15 febbraio successivo, nel primo pomeriggio, troppo tardi per le esequie a Sant'Ambrogio, ma in tempo per il commovente ricordo che di lui si fece alla Triennale. Di recente mi capita spesso di nominarlo con gli allievi e gli amici. Misuro così il vuoto che va espandendosi in me da quando nessuna sua nuova fotografia arriva ad illuminare qualche pezzo della strada che sto faticosamente percorrendo. Non pensavo davvero che potesse mancarmi così tanto la sua presenza autoriale. Invece è proprio questo che sento. C'è uno spazio che resterà sempre suo, per quanto si possa immaginare di occuparlo per proseguirne il lavoro. Capita così con i grandi, quelli che cambiano la direzione delle cose, che impongono soluzioni di continuità tra quello che c'era prima di loro e cosa ci sarà dopo. Grazie Gabriele per tutto quello che ci hai insegna...

La nuova Istanbul di Paola De Pietri.

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Dettaglio fotografato dall'opera in mostra. Da Alberto Peola a Torino si è inaugurata il 4 dicembre scorso una mostra personale di Paola De Pietri dal titolo " Istanbul New Stories ". Quest'ultimo lavoro dell'artista è dedicato all'espansione edilizia di Istanbul. Da alcuni anni la Turchia cresce economicamente quasi a ritmi da tigri asiatiche e l'afflusso esponenziale di nuovi abitanti porta alla rapida costruzione di intere zone residenziali su terreni fino a poco tempo fa non urbanizzati. Nel tumultuoso svolgersi di questa vicenda, la De Pietri ha portato l'attenzione sul momento germinale, quello nel quale non esiste ancora una comunità, ma se ne possono già intravedere i primi segni, carichi delle inevitabili contraddizioni. Il progetto si compone di una quarantina di fotografie riprese con una fotocamera per pellicole di grande formato. In attesa di poterlo vedere pubblicato nella sua interezza, si possono ammirare da Peola quasi una decina...

Olimpia, seconda edizione.

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Come preannunciato il mese scorso alla presentazione di Walk around the Walls , ecco il nuovo titolo della collana di pubblicazioni autoeditoriali che sto producendo grazie agli strumenti e ai servizi di stampa del sito blurb.com . Per chi mi segue da qualche anno non è una vera novità. Si tratta infatti di una riedizione, la seconda, di Olimpia , il progetto che ha ricevuto finora il maggior numero di riconoscimenti. Olimpia è il risultato di un attraversamento notturno del paesaggio urbano che si andava trasformando a Torino in occasione dei preparativi per la XX edizione dei Giochi olimpici invernali. Le fotografie sono state tutte realizzate a partire dall'aprile 2004 fino all'ultima, ripresa dal balcone di casa la sera stessa dell'apertura dei Giochi, il 10 febbraio 2006.  Non ho voluto seguire alcun canovaccio nello svolgimento del progetto. Diffido da sempre di quello che penso di sapere, dalle notizie su cosa e dove siano le cose importanti da fotograf...

Walk around the Walls.

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Tutto avviene durante da una giornata trascorsa a Castelfranco Veneto, il 19 giugno scorso, per partecipare all'inaugurazione di una mostra di Guido Guidi e salutare alcuni amici. Nell'occasione ho messo in atto un'osservazione delle antiche Mura attraverso due percorsi, svolti uno al mattino e l'altro nel tardo pomeriggio, applicando quell'approccio da classico flâneur, che ormai ho ben collaudato in vari progetti precedenti. Da questa performance , ho ricavato alcune fotografie ad alta risoluzione, 21 per l'esattezza, che ho poi voluto riunire in una pubblicazione on demand messa in vendita su blurb.com.  Un'iniziativa autoeditoriale che spero possa venir apprezzata da quanti seguono con interesse il mio lavoro e desiderano aggiungere alla loro biblioteca una pubblicazione che lo rappresenti. Con questo primo titolo intendo comunque dare avvio ad una collana autoeditoriale di titoli monografici on demand dedicati alle mie serie fot...

Camisano Vicentino, 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Torri di Quartesolo, 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Una lezione in Facoltà.

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Anche quest'anno torno alla Facoltà di Architettura di Genova nell'ambito delle iniziative culturali del Corso di Fotografia Applicata tenuto dal Prof. Giancarlo Pinto. Nell'occasione esporrò alcune stampe della serie OLIMPIA, dedicata alle trasformazioni urbane torinesi realizzate nel periodo delle Olimpiadi invernali 2006. Un lavoro con il quale ho ottenuto diversi riconoscimenti e al quale hanno fatto seguito altre serie sempre dedicate al territorio urbano italiano ed internazionale. Proprio in considerazione dell'esperienza maturata nel tempo, mi è stato chiesta dal Prof. Pinto, e dal mio collega Ilenio Celoria disponibilità a tenere una lezione in facoltà sulla fotografia d'architettura. Un segno di apprezzamento e di sostegno che mi onora molto. Nel rispondere positivamente a questa bella opportunità, terrò la mia lezione lunedì 25 marzo prossimo, alle ore 14:30 nell'aula 4H. Il titolo della lezione (durata prevista due ore circa) sarà  " La fo...

Nell'occhio di Polifemo

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©2008 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Un habitat italiano. Ci siamo. Ieri abbiamo ultimato la disposizione delle opere sulle pareti. Ora non restano che piccoli ritocchi e lunedì 5 novembre prossimo alle 18:30 una dozzina di mie tracce ottiche realizzate in una piccola città operaia confinante con Torino, Grugliasco , saranno presentate al pubblico milanese. Per la seconda volta l' associazione Polifemo dimostra in concreto di apprezzare il mio lavoro sul paesaggio urbano. Nel 2006 furono difatti proprio loro a scoprirmi sul web e a propormi quella che poi sarebbe diventata la prima mostra nazionale della serie Olimpia , dedicata alle trasformazioni in atto del territorio torinese in vista delle Olimpiadi invernali. Oggi gli "amici monoculari", come a volte li chiamo scherzando, mi danno l'opportunità di esporre nell'ambito della loro rassegna sul mestiere del fotografo un progetto cui tengo molto perché nacque da un'inedita apertura di fiducia d...

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