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#5 Passaparola.

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Ieri ho avuto il piacere di chiacchierare in streaming con l'amico Steve Bisson su quello che vado facendo in fotografia. Steve da ormai dieci anni mi onora della sua attenzione nell'ambito dell'ampia attività di osservazione del fotografico contemporaneo che conduce con sensibilità e intelligente apertura di studioso alle figure e ai fenomeni che incontra. Spero che l'oretta di video possa risultare gradita a chi segue questo blog. In ogni caso, fatemi sapere. Come al solito, via e-mail .  P.S. La trascrizione in italiano della prima intervista che mi fece Steve per Urbanautica , è qui: https://borful.blogspot.com/2011/08/le-domande-di-steve.html

Arricchirci l'un l'altro così.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Sì, son stati bei momenti quelli su Poli.Radio . Grazie al padrone di casa Daniele Ferrini, i discorsi son potuti fluire nelle giuste direzioni con i giusti tempi radiofonici. Competenza nell'uso del mezzo e sensibilità sincera per i temi messi in campo dai suoi interlocutori. Un mix fondamentale per fare qualcosa di veramente utile per chi interviene e per chi ascolta. Devo anche dire che prendere parte ad una trasmissione che vedeva coinvolti in questa puntata, come nella precedente, persone con cui condivido interessi e riconoscimento reciproco mi sta facendo riflettere sulle grandi potenzialità delle reti virtuose. In una web radio, nei blog, su Facebook, nei forum o in qualsivoglia altro modo, mettere in rapporto diretto chi  altrimenti forse mai avrebbe potuto incontrarsi là fuori, nel "mondo reale" è qualcosa di entusiasmante e che rende la rete un luogo davvero speciale. Insostituibile ormai. Grazie Daniele, grazie di cuore a tutti...

Imparando dal mezzo.

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©2013 Fulvio Bortolozzo. Imparando dal mezzo, imparando dalla macchina fotografica e non insegnando alla macchina fotografica come comportarsi. Il problema è questo, no. Se uno disegna deve rispettare il mezzo che usa. Disegna, rispetta la matita, la matita può insegnare, qualcosa. Se uno usa il pennello, a sua volta il pennello può insegnargli alcune modalità di procedere che lo può portare a conoscenze a cui non aveva avuto accesso, no. Così la macchina fotografica non è uno strumento stupido, è uno strumento intelligente in sè e, rispettato per quello che è, può portare a conoscenze. Cioè non è che io uso la macchina fotografica, è la macchina fotografica che, in qualche modo usa me. Guido Guidi Da una intervista a RAI Radio 3 per il programma " A3 il formato dell'arte ", puntata del 16 febbraio 2014 .

METADATA #19: Fulvio Bortolozzo.

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Come promesso, ripubblico qui in italiano l'intervista realizzata da Gaia Musacchio e David Pollock, apparsa il 6 agosto scorso in lingua inglese nella sezione METADATA di Photo Schools .   1. Raccontaci del tuo approccio alla fotografia. Com’è cominciato? Quali sono le memorie dei tuoi primi scatti? A parte la consueta pratica delle “foto ricordo”, le prime fotografie consapevoli le feci tardi, verso la fine del corso di scenografia all'Accademia Albertina di Torino, all'inizio degli anni Ottanta. Si trattava di prove sul campo in bianco e nero realizzate con una rudimentale biottica sovietica di medio formato messa in bolla su un leggero treppiede. All'epoca, la mia iniziale attività professionale si svolgeva all'interno del mondo editoriale e spaziava dalla creazione di testi e disegni per fumetti comici, all'illustrazione di libri per l'infanzia, per approdare in seguito alla grafica editoriale e corporate, proseguendo nella produzione e regia ...

Differenza che conta, forse.

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©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . La differenza tra una buona foto e una foto mediocre è una questione di millimetri - piccole, piccole differenze - ma è essenziale. Io non credo che ci sia una grande differenza tra i fotografi. Poca differenza. Ma è quella piccola differenza che conta, forse." (Henri Cartier-Bresson, 1971) .

Le domande di Steve

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Ripubblico oggi qui in italiano l'intervista concessa a Steve Bisson e apparsa in inglese sul suo eccellente blog URBANAUTICA il 20 aprile 2011. PHOTOTALKS: "FULVIO BORTOLOZZO" 1) In Passi carrai lo sguardo cade su territori simbolicamente precisi, interstizi e ritagli di spazi urbani che nel tuo obiettivo acquisiscono una poetica ben definita. è come ritrovarsi in un luogo di tutti e di nessuno insieme... Sì, l'idea di Passi carrai mi si affacciò come possibile serie pensando alle inquadrature naturali di Luigi Ghirri. Sono difatti strutture urbane che creano vere e proprie scene in prospettiva centrale il più del tempo vuote, tranne che per i brevi passaggi delle automobili, e dei loro guidatori prima e dopo averle parcheggiate. In questo senso sono anche simboliche di una condizione contemporanea universale: spazi dedicati sempre più a funzioni specifiche, ma proprio per questo sempre p...

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