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Visualizzazione dei post con l'etichetta educazione

Sinner, l'italiano.

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A volte capitano dei piccoli miracoli immeritati. Come un fiore nel deserto è sbocciato un giovane campione di tennis educato, umile, gentile, sensibile e attento agli esseri umani che gli stanno intorno. Nel deserto di un'Italia sempre più incanaglita e amorale, senza limiti di generazione, classe sociale, cultura e provenienza regionale. Come può essere italiano un uomo così lontano da quanto di peggio riesce ad esprimere l'italianità contemporanea? Eppure da una zona influenzata dalla cultura tedesca, senza per questo essere meno italiana di altre zone influenzate da culture balcaniche, magrebine, francesi, ispaniche e dalle mille e mille che in tanti secoli di storia si sono mescolate nello Stivale dando origine a questo unicum planetario che è l'Italia, arriva oggi sulle spalle di questo giovane uomo un esempio, una speranza, una luce nella notte fonda dei nostri giorni disperati e disperanti. Una luce di civiltà, rispetto e anche forza, determinazione e volontà di vit...

Le scimmie non fanno una brutta vita.

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©2012 Fulvio Bortolozzo. " Chi cerca quello che non deve, trova quello che non vuole ". La nostra proverbiale saggezza popolare sancisce da sempre questa banale regola di sopravvivenza. Lo sappiamo tutti, siamo adulti e vaccinati. Ai bambini lo si deve però insegnare e, in famiglia o a scuola, la lezione arriva presto, tra le prime della vita. Articolo uno della convivenza italica: "Fatti i fatti (cazzi) tuoi". Non mi stupisce quindi che molti compatrioti reagiscano con violente dichiarazioni di dissenso, quando non con veri e propri insulti personali, a vicende come quella recente delle due nostre giovani concittadine rapite in Siria e, per loro fortuna, ritornate sane e salve. Esse non sono state educate a modino ed hanno infranto bellamente il primo articolo della vera Costituzione nazionale, quella non scritta sulla carta, ma nella mente di tutti noi. Superato lo sdegno per una simile offesa al buon senso comune , prima di archiviare il caso e passare...

We Do the Rest.

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Con questo primo giorno di un mese di piena estate inizio un necessario momento di riflessione. Spesso mi capita in questo periodo di tirare le fila di quanto fatto e di pensare al da farsi. Forse dipende dalla stagione, forse da una consuetudine radicata fin dai tempi della scuola elementare. Un primo argomento su cui merita scervellarsi è il senso che può avere, per uno come me che lo fa da trenta e passa anni, continuare a fotografare nel tempo di Instagram . Chi mi legge, sa che considero Instagram un progetto di "social marketing" altamente tossico per l'educazione all'immagine fotografica. Abitua le menti meno coltivate a considerare il fotografico un giochino facile facile per mettersi in evidenza con amici e conoscenti attraverso tecniche automatiche di produzione di icone ottiche. Sembra la realizzazione perfetta dell'antico motto della Kodak "You Press the Button, We Do the Rest ". All'epoca, con l'espressione " We Do the Rest...

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