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Visualizzazione dei post con l'etichetta Neorealismo

Una collezione da Fico.

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Rimane tempo solo fino al prossimo 29 gennaio per poter vedere la mostra Realismo, Neorealismo e realtà. Italia 1932-1968 allestita splendidamente al MEF (Museo Ettore Fico) di Torino. Si tratta di 261 stampe fotografiche vintage di una sessantina di autori, tra i quali molti nomi notissimi e altri molto meno. Una ristretta selezione dalle oltre 1.500 della collezione di Guido Bertero . Le stampe perfettamente incorniciate e ben illuminate sono anche accompagnate da teche con autentiche "perle" editoriali dell'epoca, come la mitica prima edizione di Un paese , con fotografie di Paul Strand e testi di Cesare Zavattini. L'esposizione è suddivisa in otto sezioni tematiche che evidenziano i legami con la cultura e il cinema dell'epoca. Una scelta del curatore Andrea Busto che porta l'attenzione in modo trasversale sulle motivazioni ideologiche di fondo che sorreggevano, anche inconsapevolmente, le scelte iconografiche dei singoli autori. Il catalogo che acco...

Brutti, sporchi e cattivi.

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Mi viene proprio in mente il titolo di quel film di Ettore Scola del 1976 . Brutti, sporchi e cattivi erano e brutti, meno sporchi, ma più scemi son diventati. Un progresso sociale in fondo. La presentazione del libro fotografico Hotel immagine di Simone Donati organizzata ieri a Torino da Phom insieme alla Libreria Oolp , è l'occasione per sentire dalla viva voce del fotografo il racconto della sua esperienza immersiva, durata alcuni anni, negli abissi delle manifestazioni pubbliche dell'idolatria italica di massa. Dalla politica alla religione, dallo sport alla musica, ogni immagine introduce nuovi aspetti di un delirio collettivo. La serata era supportata da uno slide show, dal quale ho estratto alcuni dettagli qui pubblicati. Il succedersi delle immagini proiettate contrappuntava efficacemente il commento equilibrato, e persino rilassato, del fotografo, mentre ogni figura aumentava l'effetto deprimente. Almeno nel mio sentire. Il valore di questo lib...

Cercasi italiano disperatamente.

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Sì, di nuovo al Cineteatro Baretti . Un luogo che mi si rivela ogni volta di più indispensabile, pur collocato com'è nell'offerta variegata di una grande città come Torino. Il suo non so che di familiare, lo rende quel cinema di paese, o di quartiere, già vissuto nell'infanzia; il tutto unito poi  ad una programmazione che, titolo dopo titolo, presenta una qualità culturale davvero eccellente. Questa volta tocca a Daniele Gaglianone con il suo ultimo film " La mia classe ", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno. Questo non è un blog di critica cinematografica è quindi mi si perdonerà se non possiedo gli strumenti e la competenza necessari per una disamina coerente del fim. Sono tuttavia da sempre un cinefago . In questa veste sui generis , consiglio vivamente la visione di quest'opera low cost , girata in sole due settimane con attori, tranne il magnifico Valerio Mastandrea , presi dalla vita di tutti i giorni. Sempre che la trovi...

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