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Camisano Vicentino, 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Torri di Quartesolo, 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Château de La Napoule (France), 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Camisano Vicentino, 2013.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere .

Parco pubblico.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere . Verso il tardo pomeriggio. Nei dintorni dei luoghi d'infanzia. Alcune cose le inseguo da decenni. Altre, come questo angolo di parco pubblico, mi appaiono per la prima volta. Vedo un chiosco sotto gli alberi. "L'oasi, Bar Pizzeria" dice il neon. Vedo gli alberi, gli avventori. Questo rapporto mi trattiene. La fotografia mi libera. Solo in studio, osservando la scena con attenzione vedo un simbolo padano. Questo amo del fotografare. Scopro ogni volta qualcosa di diverso da ciò che pensavo di vedere. E imparo. .

Chi sa vedere la bellezza.

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©2012 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere . Non si può dunque parlare né di oggettività né di soggettività della bellezza, perché per un verso la bellezza è perentoria solo per chi la sa vedere, e per l'altro chi sa vedere la bellezza la vede sempre in qualcosa e come bellezza di qualcosa; cioè per un verso la contemplazione non è tanto riconoscitiva da ridursi a mera registrazione senza carattere produttivo e figurativo, e per l'altro la contemplazione non è tanto produttiva da essere una vera e propria creazione senza carattere riconoscitivo. Luigi Pareyson, Estetica , 1988. .

A partire da tale gesto.

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©2013 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Note a perdere . Oltre al desiderio condiviso di fedeltà al reale e di utilità pubblica delle immagini, un altro aspetto riunisce le diverse direzioni del discorso documentario ed è il fatto d'essersi sempre sviluppato in contrapposizione — e in riferimento — alla fotografia artistica o a una determinata condizione della fotografia artistica con cui si intendeva rompere. Ed è proprio questo il paradosso centrale di tale discorso: lo stile documentario che si potrebbe considerare come antonimo di "artistico" è essenzialmente un'emanazione del campo artistico; soltanto dei fotografi desiderosi di collocarsi rispetto a un approccio artistico precedente — in relazione ad esso e dunque all'interno di un discorso estetico — ne hanno avuto bisogno. I professionisti dediti a produrre documenti semplicemente utili al loro filone — dalla medicina all'astronomia — non si sono affatto preoccupati di costruire una qualsiasi...

In un determinato modo

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©2012 Fulvio Bortolozzo. Non riesco a convincermi che l'obiettivo fotografico veda in modo diverso dall'occhio umano. Forse vede peggio, essendo immobile, ma quel che l'obiettivo ci restituisce è quanto noi stessi siamo in grado di vedere. La lastra dietro la lente, diversamente dalla nostra retina, fissa le immagini e di esse i fotografi se ne servono per scopi ed usi diversi. È un problema che riguarda i fotografi, ma costoro, a somiglianza dei pittori, possono insegnarci a vedere determinate cose o in un determinato modo. Alfred Döblin, dalla prefazione alla prima edizione di Antlitz der Zeit di August Sander (1929). .

Quasi quasi mi faccio uno shampoo

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©2012 Fulvio Bortolozzo. Ultimamente incontro fotografie con maggiore frequenza che nel passato recente. Nella vita "reale" intendo: quella delle mostre, delle fiere, dei festival. Sento come un senso di gonfiore intellettuale, mi pare di perdermi in tutto questo ribollire di immagini, intenzioni, dichiarazioni, visioni, attimi fuggenti e attimi in forte ritardo sui tempi. Troppe cose, troppe per una mente sola, pur curiosa e affamata di conoscenza. In tutto questo affollarsi di tracce ottiche pubblicate ed esposte, non vedo però una qualche direzione che non sia già stata indicata e percorsa da autori del passato. Forse perché non ho la fortuna di sbagliare porta ed entrare nella hall dell'hotel Canalgrande di Modena, come capitò a Mussini quando incontrò le prime opere di Luigi Ghirri nell'ormai sideralmente lontano 1972. Può darsi. Sta di fatto che mi assale una certa stanchezza. Forse, come cantava Giorgio Gaber, è ora che mi faccia uno shampoo...

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