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Visualizzazione dei post con l'etichetta Scena del crimine

Due Francesco per un panorama.

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Siamo a maggio e una grande rosa è sbocciata da Camera Centro Italiano per la Fotografia . Il curatore Francesco Zanot mette a segno un bel colpo sotto diversi punti di vista. Questa "ricognizione", come viene definita nei comunicati di Camera, è in realtà qualcosa di più: un'antologica ragionata sull'opera complessiva fino ad ora portata avanti da Francesco Jodice (1967). Mai prima d'ora realizzata da nessuno. L'occasione quindi per chi la visiterà è quella di poter provare a formare, o riformare, la propria opinione sulle diverse progettualità di Jodice avendole lì a disposizione in un unico momento e luogo, ben esposte e spiegate a sufficienza. La figura di Jodice appare in tutta la sua ampiezza: dall'origine fotografica, il figlio di Mimmo , sviluppandosi poi nel superamento del fotografico, come ambito a se stante, verso la centralità dell'approccio intellettuale alle tematiche. Da cui far poi derivare le scelte procedurali, di volta...

Cesare in Camera.

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E anche Cesare Lombroso ha avuto il suo momento da Camera Centro Italiano per la Fotografia . Ne lamentavo l'assenza nella mostra Sulla scena del crimine e ieri sera una conferenza lo ha almeno evocato. Prenotando la serata (direi che un paio di centinaia di persone stavolta c'erano) e pagando tre euro, però con calice di vino offerto, ho  potuto ascoltare Nicoletta Leonardi , studiosa di fotografia e professoressa di Storia dell'Arte all'Accademia Albertina di Torino,  e Luigi Gariglio , fotografo professionista e sociologo, portare il loro contributo sul tema Lombroso. La professoressa Leonardi ha dato conto di una sua ricerca nell'archivio fotografico del Museo Cesare Lombroso , quel museo che alcuni oppositori vorrebbero cancellare, portando all'attenzione il valore storico e scientifico del fondo. Sono oltre seimila fotografie di varia provenienza e materialità, quasi tutte con soggetti legati alla criminologia e alla malattia mentale. Tra le altre ...

Fotografia criminale (parte I).

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Per qualche congiunzione astrale, in questo momento ben tre mostre torinesi contengono riferimenti più o meno diretti alla fotografia criminale. Intesa come applicazione scientifica della tecnica fotografica allo scopo di determinare la veridicità di alcuni fenomeni. Non tanto documento quindi, quanto vera e propria "prova", processuale persino. Sarebbe per questo piuttosto interessante metterle insieme in un unico testo, ma per non tediare oltre misura con pistolotti chilometrici inadatti ad un blog, ne scriverò in tre articoli separati. Inizio dalla mostra più ampia e ambiziosa. Quella ospitata da Camera, Centro Italiano per la Fotografia . Si tratta della seconda mostra dopo quella d'apertura, l'antologica dedicata a Boris Mikhailov . Il titolo è " Sulla scena del crimine. La prova dell’immagine dalla Sindone ai droni. Una coproduzione franco-anglo-olandese ideata da Diane Dufour e altri, nella versione allestita per Camera da Marco Palmieri. I...

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