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Visualizzazione dei post con l'etichetta Walker Evans

Il fotografo, la morte e la seconda morte.

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"Robert Frank è morto per la seconda volta" . Ho letto questo post su Facebook il 10 settembre scorso, data della diffusione sulla rete della notizia della sua morte, avvenuta il giorno prima, e dell'ondata travolgente di commozione espressa dalla maggior parte dei miei contatti. Sul momento quella frase mi risuonava sgradevole, persino ingenerosa. Poi, riflettendoci, in effetti se non ci fosse la rete e non avessi letto un quotidiano nazionale fino alle pagine della cultura, per me oggi Frank sarebbe ancora vivo, ma più probabilmente già morto da chissà quanto tempo. Un po' come capita con i nomi famosi dello spettacolo che hanno fatto qualcosa di memorabile tanti anni fa e dopo di allora se ne sono perse le tracce. Robert Frank ha fatto un solo libro: The Americans .  Nel 1955, sostenuto da Walker Evans, fu il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio annuale della Fondazione Guggenheim per realizzare un suo progetto. Viaggiò per oltre 10.000 chilom...

L'autore liquido.

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Seguo con interesse diversi approcci editoriali innovativi realizzati sovente da collettivi di fotografi intenzionati ad affermare la loro visione ed il loro pensiero nel panorama culturale italiano. Alcuni di questi risultati mi arrivano comodamente a Torino grazie al meritorio lavoro di Ivan Catalano , che dal basso delle sue inesistenti risorse economiche, ma dall'altissimo di quelle psicofisiche e relazionali, continua da oltre un anno a portare avanti, insieme ad Adele Corvo , una rassegna di assoluto interesse: I Just Look at Pictures -  Viaggio nel photobook italiano . Riflettendo sui vari incontri fin qui avvenuti, mi pare che si possa affermare di trovarsi di fronte ad una trasformazione profonda del concetto di autorialità. Dalla tradizione novecentesca del "demiurgo" origine e fine di ogni cosa, piano piano si assiste ad una vera e propria liquefazione dell'autore , quanto mai contemporanea. Al suo posto, molteplici individui, come fossero vasi comun...

REST 10

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REST è una rivista On Demand di fotografie senza parole. I fotografi selezionati per REST realizzano serialità con immagini interessanti. REST cambia la priorità. La percezione visiva è la prima forma di conoscenza: istintiva, pre-verbale. Se avete bisogno delle parole chiedete direttamente ai fotografi. REST pensa: se un'immagine non funziona, centinaia, migliaia o milioni di parole non potranno salvarla. REST  is  an  On Demand  photographic magazine without words . The photographers selected for REST carry out good projects with interesting pictures. REST wants to change the priority. The visual perception is the first form of knowledge: instinctive, pre-verbal. If you need words, ask the photographers directly. REST thinks: if an image doesn't work, a hundred, a thousand, or a million words won't be enough to save it. Guarda un'anteprima e acquista. Preview and buy . REST 10 ANARSON BELLINO EVANS FAVA GIORDANO MAZZESI MORETTI ZANNI Uscite ...

Tanta osservazione e lunghe camminate.

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©1936 Walker Evans. "(...) I risultati che ammiro di più in fotografia sono più piccoli, più silenziosi. Molti provengono da fotografi che hanno lavorato con limitate risorse economiche, fotografi che quando produssero il lavoro (...) avevano scarso sostegno dal mercato e pressocché nessun riconoscimento in nessun settore. (...) Sono foto che nascono da tanta osservazione e lunghe camminate. " Jerry L. Thompson, A che serve la fotografia .

Banalità funzionali.

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Ultimo giorno del 2015. Una convenzione come un'altra. Niente riassunti quindi e nemmeno buoni propositi. Si faranno quando se ne avrà davvero necessità, semmai. Tornando brevemente al tema delle missioni fotografiche , di cui scrivevo ieri, vorrei solo precisare che sono ovviamente ben contento che ci siano state. Il problema è che secondo me non è più il caso che ci siano. Sia chiaro però, sono contento che ci siano state, come sono contento che un tempo la chiesa cattolica e i principi rinascimentali abbiano fatto lavorare Michelangelo. Senza Michelangelo, e compagnia d'artisti, chiese e palazzi sarebbero solo luoghi di culto e residenze signorili anonime; di nessun interesse se non per l'utilità dei praticanti e dei dimoranti. Il fatto quindi che un Walker Evans abbia lavorato per la FSA o un Gabriele Basilico per la DATAR, quest'ultimo realizzando con Bord de mer quello che ritengo il suo capolavoro assoluto, sono coincidenze felici, ma non fanno parte del...

Verso il lontano ovest, in Cina.

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Fino al 6 febbraio prossimo Bruno Picca Garin espone alla galleria Elettroshock Arte di Torino una ventina di fotografie a colori realizzate in Cina e riunite sotto il titolo "Far West, China". Non si tratta di un reportage, ma di un viaggio privato verso l'occidente del territorio cinese. Durante il percorso l'autore si sofferma su alcuni aspetti che attirano la sua attenzione: dalla vita della gente alla conformazione dei luoghi. Il pericolo dell'esotismo di genere è ben evidente. Così come quello dell'album di foto ricordo. Entrambi di nessun particolare interesse nel moltiplicarsi infinito del flusso fotografico contemporaneo.  Picca Garin riesce invece a trovare strategie efficaci per evitarsi, ed evitarci, le insidie del déjà vu . La principale delle quali consiste nello scegliere come strumento di ripresa una antiquata, ma ancora efficientissima, Rolleiflex biottica. Il tipico approccio operativo, a occhi bassi sul mirino a pozzetto con ...

La zia di Perpignan

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©2008 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera). " Si è concluso anche quest’anno il Festival di Perpignan . Ci siamo andati anche quest’anno, con la stessa voglia che abbiamo quando facciamo alla zia gli auguri di Natale. Però alla zia si vuol bene. " Inizia così l'articolo di Renata Ferri pubblicato oggi su Il Post e intitolato: " Festival del fotogiornalismo: un bilancio amaro " che suggerisco vivamente di leggere. Conosco Renata e ne apprezzo molto la competenza, anche perché è inseparabilmente legata alla notevole carica umana ed etica che mette in tutto ciò che dice e fa. Per questo motivo, non dubito del ritratto deprimente che ci propone sulla manifestazione, ma più ancora sulla qualità in generale dei progetti partecipanti (ovviamente, con delle eccezioni che segnala in una sua personale galleria). Pare proprio che il mondo del fotoreportage sia messo male, ridotto com'è a produrre in gran parte lavori stereotipati e ...

Smettere è molto difficile

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©2010 Fulvio Bortolozzo -  dalla serie Appunti per gli occhi . In questi ultimi anni si è cercato spesso di avvicinare la fotografia documentaria — quella che pretende di limitarsi a pure constatatazioni — al ready-made artistico dal momento che il gesto dell'artista sembrerebbe in entrambi i casi limitarsi all'atto di operare una scelta. Due caratteristiche distiguono tuttavia la fotografia documentaria dal ready-made, apparentandola piuttosto, come afferma Evans, all'arte della collezione. In primo luogo, allontanandosi dalla ricerca dell'indifferenza estetica auspicata da Duchamp, essa mantiene un elemento di gusto come criterio di selezione: il fotografo come il collezionista , ammassa e mostra solo oggetti che gli interessano (...) . In secondo luogo, la fotografia documentaria, sforzandosi sempre di costituire un dispositivo di relazioni, si fonda, contrariamente al gesto di Duchamp, sulla quantità. Evans stesso ha sottolineato l'aspetto compulsivo d...

Non vuol dire niente

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Novate Nord    - ©2010 Fulvio Bortolozzo. [...] le cose che facevo mi sembravano troppo semplici [ plain ] per essere considerate opere d'arte. Cominciavo a pormi delle domande. Sapevo di voler essere un artista, ma mi chiedevo se lo fossi davvero. Facevo cose talmente ordinarie che, sebbene io ne percepissi la particolarità, non ricevevo alcun sostegno. La maggior parte degli spettatori tendeva a dire: [...] Non vuol dire niente, non è arte. (Walker Evans da Olivier Lugon, Lo stile documentario in fotografia)

I primi due workshop di aprile

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©2010 Fulvio Bortolozzo  L'Osservatorio Gualino presenta due nuovi laboratori di fotografia. DOPO LO SCATTO Fotoritocco di base Sabato 17 Aprile 2010 Controllare il colore e determinare i valori tonali di ogni parte della propria immagine trasformano un semplice scatto in un'opera che esprime un punto di vista personale. Lo scopo di questo workshop è quello di avviare ogni iscritto verso una prima consapevolezza operativa, da cui poter partire per sviluppare correttamente il proprio flusso produttivo digitale. LUOGHI COME PROSPETTIVE Fotografare l'architettura Domenica 18 Aprile 2010 Nell'ambito del workshop, oltre a proporre la visione commentata di fotografie attinenti al tema realizzate da vari autori storici ( Eugene Atget, Walker Evans, Bernd e Hilla Becher, Stephen Shore, ecc. ), si terrà una sessione pratica di ripresa, incluso il famoso terrazzo panoramico sommitale, per dare modo agli iscritti di sperimentare sul campo l'applicaz...

Molto altro ancora

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Da parte sua Evans nel 1934 compilò una lista di categorie di immagini allo scopo di chiarirsi le idee su quanto stava tentando di fare con il suo lavoro: Persone, di tutte le classi, circondate da mandrie di nuovi miserabili. Automobili e il paesaggio automobilistico. Architettura, il gusto urbano americano. commercio, piccola scala, larga scala, club, finta cultura, cattiva istruzione, religione in decadimento. I film. Prove di quello che leggono le persone di città, quello che mangiano, vedono per divertirsi, fanno per rilassarsi senza successo. Sesso. Pubblicità. Molto altro ancora, capisci cosa intendo. (Geoff Dyer, L'infinito istante)

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