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Visualizzazione dei post con l'etichetta The Others

E poi Artissima, The Others, Flashback.

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Così, nell'ordine in cui le ho viste. Sono davvero tanti anni ormai che aspetto i tre giorni dell'Apocalisse artistica come fosse Natale. Mi preparo psicofisicamente a sostenere il ritmo elevatissimo imposto dalle quantità: scarsissime di tempo e diluvianti di opere. Purtroppo non ci ho più il fisico . Una sola fiera al dì mi basta e meno male che Paratissima parte prima! Artissima è Artissima . Rimane l'evento che tiene in piedi tutto il resto. Insostituibile. La sede dell'Oval è sempre funzionale e spettacolare. Ormai è un passaggio obbligato e tradizionale della passeggiata torinese festiva, un po' come il Salone del Libro . Si va da soli, in coppia, con la famiglia o in gruppo a transumare tra un corridoio colorato e l'altro cercando qualcosa di diverso, divertente o stupefacente. Finiti i piedi ci si stravacca ovunque o, se si è tra i fighi esclusivi, nella Lounge panoramica o nello spazio Illy. La cosa sempre valida è il trovare tante gallerie da...

Maria Adelaide e gli Altri.

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C'era una volta a Torino l' ospedale Maria Adelaide . Dal 1895 agli inizi del 2016 vi hanno svolto il loro compito generazioni di medici e paramedici tra la soddisfazione generale. Poi le fiabe un brutto giorno finiscono ed ora per poter entrare nell'edificio, e constatare che è ancora intatto come se stesse aspettando di risvegliarsi da un brutto sogno, ci vogliono gli altri , quelli dell'arte contemporanea. Il disagio che provo, come torinese, nel percorrere spazi tutt'altro che in degrado e comunque abbandonati al loro destino di luogo dismesso, condiziona l'approccio a questa sesta edizione di The Others Art Fair . Un'edizione dimezzata, non solo nel numero degli espositori, dai 63 dello scorso anno ai 29 attuali (mai così pochi), ma anche nel rapporto con il Maria Adelaide. L'ex ospedale prevale sempre sulle opere, tranne che nell'installazione di Luca Gilli che assume a suo soggetto proprio l'ospedale stesso. ...

Voi siete Here.

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Anche se riguarda solo "Torino Torino", come si diceva una volta per specificare che si era di Torino città e non della provincia, bisogna comunque dirlo in inglese. E allora eccoci qui, anzi no Here ! Here vuole essere l'inizio di un progetto culturale a lungo termine completamente autogestito dalla Assemblea Cavallerizza , un gruppo eterogeneo di cittadini che da un paio d'anni occupano la fortemente degradata  Cavallerizza Reale di Torino per protestare contro l'abbandono colpevole in cui la lascia l'Amministrazione comunale. Questa, tra l'altro, pare essere una specialità fassinista , visto che anche il Palazzo del Lavoro , l' ex Borsa Valori e il Torino Esposizioni seguono la stessa sorte. Ma sono "robe moderne" e pensavo quindi fosse indifferenza per tutto ciò che non ci avevano lasciato i qui sempre più beneamati Savoia. Invece no, ce n'è anche per loro. Tra le varie iniziative di resistenza civile dell'Assembl...

Artissima e gli altri.

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Ieri gran tuffo in Artissima . Oggi è stata la volta di The Others e della sua sezione staccata Exhibit . Poi ci sarà tempo di riflettere con calma, ma così, a caldo, l'impressione è di una certa perdita di freschezza della principale alternativa ad Artissima . Dopo il primo anno eclatante, The Others aveva mantenuto nelle edizioni precedenti un livello di proposta stimolante, almeno suoi valori nuovi ed impossibili da presentare nel format di Artissima . Quest'anno mi pare invece che, a parte singole gallerie ed artisti che lavorano sempre a livelli alti, per il resto ci sia della ripetitività, quando non della fuffa bella e buona. Diciamo che se il trend continua così, nel giro di poche edizioni vi sarà un ripiegamento tale da non giustificare più di tanto questa offerta d'arte contemporanea attorno all'unica vera mostra di valore internazionale.

Artissima e The Others 2014.

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Artissima, 2014. Quelle che per me sono ormai due fiere d'arte contemporanea assolutamente complementari non mettono più in evidenza il numero di edizioni che son passate dalla loro prima apertura. Segno che si sentono esse stesse talmente consolidate da darsi per scontate anno dopo anno. L'edizione 2014 conferma alcuni caratteri che le connotano: ampia, molto decorativa, e persino lussuosa, Artissima nella sede dell'Oval; claustrofobica e però molto coinvolgente The Others alle ex carceri Le Nuove . Ad Artissima ci vogliono 15 euro per passare qualche ora a fare qualcosa di diverso dall'andare alla solita Ikea a scegliersi un arredo di design sì, ma che costi meno di quello che sembra. Persone medie, con redditi medi e famiglie medie, ma con quel qualcosa di colto in più che non guasta, sempre attrezzate di passeggini giusti, scarpe giuste, disponibilità al coinvolgimento giusta. Ogni tanto qualche visitatore più originale, con quel tanto di "artistico...

Tra Artissima e The Others

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Quest'anno le ho viste una dietro l'altra. Prima Artissima , poi The Others . Devo dire che inaspettatamente mi sono divertito di più alla seconda. Senza nulla togliere ad Artissima , una manifestazione d'arte contemporanea ormai collaudata e senz'altro in grado di proporre artisti di qualità internazionale, la seconda edizione di The Others sembra aver superato le pecche iniziali e presenta lavori ancora più interessanti. Penso che una forte affluenza di pubblico tornerà  a far emergere le situazioni claustrofobiche dello scorso anno, inevitabili per le ridotte dimensioni delle celle dell'ex carcere Le Nuove, ma stavolta gli spazi sono stati allestiti con più cura, spesso con soluzioni site specific piacevoli e a volte persino sorprendenti. Artissima conferma invece nell' Oval un luogo ideale, ampio e confortevole, perfettamente in grado di assorbire una forte affluenza senza penalizzare troppo la visione delle opere. Penso che la visita ad entrambi gli eventi...

The Others 2011

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Ci sono stato stasera a The Others , nonostante il diluvio che incombe su Torino. Con me, molte altre persone si aggiravano tra una cella e l'altra delle ex Carceri Le Nuove. Devo dire che l'effetto claustrofobico dell'insieme non favorisce certo la "fruizione delle opere". I pezzi di valore sono a mio parere sommersi dall'eccesso di roba accatastata (dai lavandini agli imballi, alle opere buttate per terra...). Lo stesso sciamare del pubblico mi pareva più un rito mondano (ma come? Non sei andato alle Nuove?) che una reale attenzione all'arte contemporanea. Sarà la pioggia, sarà l'umore, ma auspico fortemente un ritorno al classico: spazi neutri e pensati per ospitare opere davvero selezionate e che consentano di poterle avvicinare senza fretta e disturbi vari. Detto tutto questo, per tre euro è proprio impossibile trovare di meglio per passare una serata "colta".

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