La libertà di vivere.
Sta cambiando rapidamente la sensibilità verso ciò che può offendere. Forse a causa della televisione degli anni Ottanta Novanta prima e della rete Internet oggi, sempre più spesso l'espressione coincide con la sua spettacolarizzazione e quindi il pensiero si fa immediatamente azione, offensiva a volte o percepita come tale. La fotografia ha certamente parte in tutto questo perché l'immagine automatica e le sue derivazioni audiovisive trasferiscono le azioni dal piano dell'esperienza diretta a quello dell'esperienza mediata. Oltre a questo, va considerato il fattore tempo. La parola scritta sulla carta è per sua natura non sincronica come invece quella parlata. La parola detta in televisione o scritta sulla rete recupera invece molta della sincronia del parlato ridotto però ad una forma che espone ad equivoci, fraintendimenti e quindi provoca facilmente reazioni istintive invece che razionali. In questo scenario complesso l'offesa aumenta di intensità perché ...