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A Milano.

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  ©2015 Fulvio Bortolozzo

La sostanza di ciò che si vede.

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Di recente sono finalmente riuscito ad andare a vedere la mostra personale di Armin Linke al PAC di Milano . Le mie aspettative erano guidate da una scarsissima conoscenza dell'autore, del quale trattenevo nella mente ben poche cose: mi aveva colpito, un decennio fa, la freschezza del suo lavoro all'interno della collettiva 6 x Torino ; avevo navigato una volta il suo sito congegnato con un'innovativa formula di massima libertà di selezione e accostamento; ogni tanto incontravo sue fotografie sulla rete e sulle riviste che mi sembravano improntate ad una certa rigorosa qualità internazionale di derivazione teutonica, ma non troppo, e in ogni caso sempre interessanti. Carico, o meglio scarico, del mio povero bagaglio varco la soglia del PAC e mi trovo di fronte ad un apparato di una complessità impressionante. Invece della personale di un fotografo, mi trovo proiettato in un'installazione site specific che vede coinvolti ben due curatori, Ilaria Bonacossa e Philipp...

E son soddisfazioni.

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Ci sono a volte cose che vanno per il verso giusto in ogni loro parte. Capita. Difficile quindi arrivare ad un tale punto di cieca autostima da attribuirsene il merito. Per fortuna, contro ogni apparenza per chi mi conosce troppo poco, soffro della patologia inversa e quindi posso solo registrare con soddisfazione una congiunzione astrale che mi ha regalato uno dei più bei laboratori che abbia mai tenuto. Milano porta bene, può darsi. Successe già in passato in altre belle occasioni. Milano mi porta di sicuro persone che vanno oltre l'immaginabile per darmi sostegno reale, concreto, indispensabile. Mi porta anche ascolto e disponibilità a mettersi in gioco da parte di chi si arrischia a partecipare al percorso didattico che propongo. Un rischio lo è senz'altro perché non regalo complimenti a nessuno. Non aiuto a coltivare vanità autoreferenziali simulando che la pirite sia oro. Il mio modo di essere utile è quello di non nascondere ciò che sinceramente penso di quel...

REST-LAB parte da Milano.

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Bene, sabato e domenica prossimi terrò a Milano il primo REST-LAB sul tema Iconografie dai territori della contemporaneità . Il laboratorio verrà poi riproposto il 26 e 27 novembre a Bologna, in occasione della prima mostra collettiva di REST . Un lavoro iniziato il 9 agosto dello scorso anno, con la prima uscita di REST, sta proseguendo sempre più intensamente nella direzione del recupero di autonomia dell'icona fotografica rispetto ai contesti verbali e mediali in cui è costantemente immersa. La prima fase del laboratorio sarà teorica e servirà a ricostruire con i partecipanti l'impatto innovativo dell' immagine automatica dal suo apparire ai nostri giorni. Figlia dell'immagine ottica e della teoria prospettica, nel breve lasso di tempo storico che ci separa dal 1839, la fotografia ha reso possibile il paradosso di una moltiplicazione pluridimensionale del mondo nella forma di innumerevoli immagini, in costante aumento esponenziale. Qualcosa che sarebbe stato ...

56 fotografe italiane alla Triennale.

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Una grande festa, questa è la cifra inaugurale della mostra L'altro sguardo alla Triennale di Milano . C'è stato uno straordinario afflusso di persone, del tutto inatteso e che ha costretto persino a contingentare gli ingressi, per la prima collettiva di 56 fotografe che nel complesso delle opere esposte coprono ben mezzo secolo di fotografia italiana, dal 1965 al 2015. Tra l'altro questa è la prima mostra di una nuovissima sinergia tra il MuFoCo e la Triennale , da poco entrata tra i soci del Museo, che prevede di portare a Milano le attività espositive più importanti lasciando a Cinisello Balsamo le attività di studio e le esposizioni di interesse specialistico. All'origine di questa mostra, e non poteva essere diversamente, c'è una donna, tra le altre cose fotografa anch'essa: Donata Pizzi . Di recente la Pizzi ha deciso di attivarsi per dare spazio e riconoscimento ad una vena della fotografia italiana non ancora valorizzata come si dovrebbe, q...

Appunti dal MIA.

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Qualche fotografia presa al volo tra incontri con persone che conosco e la visione delle opere esposte. Non una mappa, ma solo degli appunti per gli occhi . Claudio Composti di mc2gallery (Milano). Roberto Salbitani con Katiuscia Biondi dell'Archivio Giacomelli. Mario Daniele (Savigliano - Cuneo). Valerio Tazzetti di Photo & Contemporary (Torino). Tommaso Parrillo di Jest (Torino) ed editore di Witty Kiwi. Fulvio Merlak del direttivo FIAF. Candido Baldacchino (Torino). Elena Franco (Torino). Fabio Castelli, fondatore del MIA Photo Fair. Enzo Obiso di PHOS (Torino). Annamaria Belloni (Piacenza).

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