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DDL Zan, l'articolo 4.

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Sull'onda della vicenda Fedez / RAI , mi son preso la briga di scaricarmi il PDF del Disegno di Legge numero 2005, noto come "Zan" nella versione approvata dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020. Per quello che posso capirne io, uomo della strada, mi pare uno strumento legislativo che si limita ad integrare le leggi già esistenti con l'aggiunta dell'aggravante dell'ostilità verso gli orientamenti sessuali tra i motivi che portano ad atti di violenza. A questo fine, si introducono anche iniziative educative scolastiche obbligatorie ed una giornata, il 17 maggio, dedicata a questa tematica. Fin qui, tutto bene, almeno per me. Siamo un Paese che sconta ritardi impressionanti nella difesa dei Diritti Civili rispetto ad altri Paesi europei. Ritardi che devono necessariamente essere colmati nel più breve tempo possibile. Ben venga quindi una legislazione in tal senso. Ho però un dubbio sull'articolo 4, in particolare su come è scritto e su come possa veni...

Il Passepartout di Philippe.

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Ci sono figure mediatiche che vivono con noi per un certo tempo, fino a divenire in qualche misura familiari. La RAI ne ha prodotte diverse fin dalle sue origini e ad esse, almeno ad alcune, mi sono negli anni affezionato anch'io. Non nascondo, ma nemmeno mi vanto, di appartenere ad una generazione che si è formata attraverso le trasmissioni della televisione di Stato almeno in misura corrispondente a quanto andava imparando sui banchi di scuola, in certi casi persino di più. Così, anche se ormai adulto, e vaccinatissimo contro le derive mitologizzanti dei mass media, guardavo con piacere sempre rinnovato la serie di programmi di RAI 3 intitolata " Passepartout " la cui anima era un personaggio alquanto sui generis come Philippe Daverio . Oggi ho appena saputo che l'uomo è infine andato a coltivare le sue passioni lontano dagli umani a causa di uno dei soliti ancora troppo implacabili tumori. Devo ammettere che sto provando del dispiacere. Per carità, sono cose che ca...

Cercasi italiano disperatamente.

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Sì, di nuovo al Cineteatro Baretti . Un luogo che mi si rivela ogni volta di più indispensabile, pur collocato com'è nell'offerta variegata di una grande città come Torino. Il suo non so che di familiare, lo rende quel cinema di paese, o di quartiere, già vissuto nell'infanzia; il tutto unito poi  ad una programmazione che, titolo dopo titolo, presenta una qualità culturale davvero eccellente. Questa volta tocca a Daniele Gaglianone con il suo ultimo film " La mia classe ", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia lo scorso anno. Questo non è un blog di critica cinematografica è quindi mi si perdonerà se non possiedo gli strumenti e la competenza necessari per una disamina coerente del fim. Sono tuttavia da sempre un cinefago . In questa veste sui generis , consiglio vivamente la visione di quest'opera low cost , girata in sole due settimane con attori, tranne il magnifico Valerio Mastandrea , presi dalla vita di tutti i giorni. Sempre che la trovi...

Imparando dal mezzo.

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©2013 Fulvio Bortolozzo. Imparando dal mezzo, imparando dalla macchina fotografica e non insegnando alla macchina fotografica come comportarsi. Il problema è questo, no. Se uno disegna deve rispettare il mezzo che usa. Disegna, rispetta la matita, la matita può insegnare, qualcosa. Se uno usa il pennello, a sua volta il pennello può insegnargli alcune modalità di procedere che lo può portare a conoscenze a cui non aveva avuto accesso, no. Così la macchina fotografica non è uno strumento stupido, è uno strumento intelligente in sè e, rispettato per quello che è, può portare a conoscenze. Cioè non è che io uso la macchina fotografica, è la macchina fotografica che, in qualche modo usa me. Guido Guidi Da una intervista a RAI Radio 3 per il programma " A3 il formato dell'arte ", puntata del 16 febbraio 2014 .

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