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Visualizzazione dei post con l'etichetta Editoria

Note per fotografi silenziosi.

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Da sinistra: Emanuele Camerini, Tommaso Parrillo. Ieri sera ero tra il pubblico dell'incontro organizzato da Phom con Witty Kiwi , una particolare casa editrice in un uomo solo . Alla serata ha partecipato anche un autore pubblicato, Emanuele Camerini . Assente giustificata Aminta Pierri , autrice anch'essa in catalogo. Fin qui si potrebbe pensare a qualcosa di letterario. In parte lo è anche. Durante la serata, Tommaso Parrillo, l'editore di Witty Kiwi, ha presentato se stesso e la sua attività. Salernitano, giovane, diplomato all'Accademia di Belle Arti di Napoli, fotografo orientato al fotoreportage e alla fotografia documentaria. Dopo le prime prove, inizia a sentire interesse più per il lavoro di altri fotografi che per il proprio (cosa questa che sentii dichiarare anche al marchigiano Milo Montelli, suo competitore nella stessa nicchia di mercato con la casa editrice Skinnerboox ). Di conseguenza, si sposta di lato e si reinventa nella figura professionale...

Il cantiere di Edoardo.

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Nell'ambito della manifestazione libr@aria a Venaria Reale è avvenuta la presentazione del libro fotografico Landscape Materials di Edoardo Hahn , edito nella collana Urbanautica Collections per i tipi de L'Artiere. L'autore ha parlato del suo libro con Enzo Pertusio, presidente della Società Fotografica Subalpina di Torino. Il libro contiene 90 fotografie selezionate dall'autore, in collaborazione con Steve Bisson, tra quelle prese con un vecchio modello di Hasselblad e pellicole negative a colori durante un suo recente viaggio nel nord della California. Il riferimento diretto di Hahn per questo lavoro sono gli anni Settanta, così come li vediamo nelle fotografie di William Eggleston e Stephen Shore, con quelle cromie che oggi suonano vintage e sono intimamente legate ad un preciso momento tecnologico dell'industria fotografica americana. I soggetti sono quelli tipici dell' inessenziale urbano, il backstage dell' American Way,  inaugurato p...

Molto di più.

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Il 21 aprile scorso mi è capitato di incontrare a Torino " Zines of the Zone ". Si tratta di una biblioteca itinerante dedicata al self publishing fotografico: fotozine e fanzine che utilizzano le immagini fotografiche (anche come documentazione) e qualsiasi tipo di materiale stampato legato alla fotografia. Dal gennaio 2014,  Julie Hascoët e Guillaume Thiriet (due gentilissimi e disponibili giovani francesi di Nantes) viaggiano attraverso l'Europa con un furgone per mostrare la loro collezione, organizzare eventi istantanei , raccogliere nuovi libri e conoscere editori locali. Purtroppo sono rimasti in città quel giorno e basta, per questo ne scrivo solo ora. I libri li ho trovati su degli appositi espositori pieghevoli installati per l'occasione nel fucking bar and art gallery RAT di via San Massimo. Ho potuto sfogliarmeli con tutto comodo, essendo arrivato puntuale all'apertura dell'evento, cioè in larghissimo anticipo sul "freque...

Molto più di un diamante.

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In occasione del Salone del Libro, da Jest a Torino è stata aperta un'esposizione di fotolibri apparsi nell'ultimo anno o poco più in quell'insieme di rivoli e ruscelli dell'editoria che fluiscono sovente in modo carsico attraverso le lande desolate del settore, occupate per lo più da titoloni celebrativi di gloriose mummie, meglio se di grandi dimensioni (Magnum) e piene di Contrasto. Su due listarelle a parete si trovano allineate le monografie di 19 autori da sfogliare con calma e attenzione. A parte in una nicchia vicina all'ingresso c'è il germoglio del bookshop con i titoli in vendita: alcuni tra quelli esposti e altri ancora. Già in post precedenti avevo scritto su alcuni di loro: Simone Donati (Hotel immagine) ,  NastyNasty© e Domingo Milella . Di altri avrò occasione di scrivere in futuro. Ora però mi preme porre l'accento sulla vivacità culturale del fotolibro contemporaneo d'autore, o "d'artista" come chi è più sensibil...

L'onestà di Milo.

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La serata di "Secondo", il ciclo di incontri del martedì sera ideato da Pepe Fotografia di Torino, stavolta ha ospitato l'esperienza biennale da editore indipendente di fotografia contemporanea del giovane Milo Montelli (Jesi, 1982). Con il marchio SKINNERBOOX ha fin qui pubblicato 14 titoli, tutti con tirature comprese tra le 100 e le 750 copie, per la maggior parte stampati in offset e ciascuno concepito per dare la migliore soluzione grafica e oggettuale al progetto selezionato. Il lavoro di Montelli sta trovando all'estero importanti segni di riconoscimento e anche una buona risposta di mercato. Si tratta di un fenomeno di nicchia estrema, ma proprio per questo riesce ad intercettare tendenze autoriali di notevole interesse. Ovviamente Montelli non riesce a campare di editoria, fa lo psicologo per contribuire a sostenere se stesso e la sua famiglia, che sta anche crescendo. Ciò nonostante, con una politica attenta e rigorosa, sta facendo funzionare un circui...

REST, uno spazio di silenzio.

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Di recente ho tirato fuori dal cappello l'ennesimo progetto editoriale On Demand . Niente da fare, Blurb.com mi diverte troppo. Provo la libertà di dare corso ai miei pensieri e di renderli carta e inchiostro senza dover percorrere direttamente i faticosi passaggi produttivi tradizionali. Per anni, dagli anni Ottanta, ho trafficato con l'editoria vivendone i vari momenti nei vari ruoli. Oggi tutto questo si è azzerato e mi rimane il puro piacere dell'ideare e realizzare il file di stampa. La creatura si chiama REST . Estrema contrazione di quel We Do the Rest della storica pubblicità Kodak con il quale nominai un gruppo su Facebook che tra un mesetto compie due anni. Per la rete sono tanti. Nel gruppo si postano fotografie, ma si chiacchiera e discute anche. Poi tutto avviene all'interno di un social network su un monitor, anzi sempre più spesso sul display di uno smartcoso. Insomma le immagini sono contornate e insidiate dalle parole e dalla grafica, ridondant...

Riportare per chi?

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Grazie all'amico Sandro Iovine ho avuto occasione di partecipare all'apertura della mostra personale del fotogiornalista professionista Ugo Lucio Borga alla galleria di Paola Meliga in via Maria Vittoria 46/c a Torino. Borga presenta il progetto " In the name of God " sulla guerra civile, per molti aspetti ormai endemica, che si svolge nella Repubblica Centrafricana , uno dei paesi più poveri della Terra. Per la realizzazione del suo lavoro l'autore ha trovato la collaborazione dell’ Onlus Amici del Centrafrica , organizzazione operativa nel paese, e dell’ Associazione Six Degrees di Torino. Scopo della mostra oltre al voler documentare l'ennesima tragedia umanitaria di cui poco o nulla si viene a sapere dai media mainstream è anche quello di raccogliere fondi attraverso le donazioni. L'approccio di Borga al tema è basato sulle migliori tradizioni del fotogiornalismo internazionale, sia sotto il profilo espressivo sia per quanto riguarda l'...

Permettersi un Ghirri? No, grazie.

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Riproduzione dal fotolibro "Kodachrome" del 1978. Sulla webzine Fotografia Magazine è stata pubblicata il 18 dicembre scorso un'intervista a Eugenio Re Rebaudengo dal titolo " Puoi permetterti di comperare queste fotografie di Luigi Ghirri? " alla quale rimando i lettori che vogliano meglio comprendere i motivi di questo articolo. Qui mi preme solo rispondere alla domanda evocata nel titolo, che fa riferimento all'iniziativa di proporre al mercato collezionistico stampe originali di Ghirri a svariate migliaia di euro ciascuna, contando sulla loro inevitabile rarità, dovuta alla scomparsa prematura dell'autore e alla sua noncuranza in vita delle logiche di tiratura ed edizioni numerate tipiche del mercato di beni d'arte e di lusso. No, non posso permettermelo di comperarle e però anche se potessi non lo farei, proprio per rispetto di Luigi Ghirri che per tutta la vita si era mosso fuori dalle logiche più commerciali del mercato dell'arte. ...

Walk around the Walls.

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Tutto avviene durante da una giornata trascorsa a Castelfranco Veneto, il 19 giugno scorso, per partecipare all'inaugurazione di una mostra di Guido Guidi e salutare alcuni amici. Nell'occasione ho messo in atto un'osservazione delle antiche Mura attraverso due percorsi, svolti uno al mattino e l'altro nel tardo pomeriggio, applicando quell'approccio da classico flâneur, che ormai ho ben collaudato in vari progetti precedenti. Da questa performance , ho ricavato alcune fotografie ad alta risoluzione, 21 per l'esattezza, che ho poi voluto riunire in una pubblicazione on demand messa in vendita su blurb.com.  Un'iniziativa autoeditoriale che spero possa venir apprezzata da quanti seguono con interesse il mio lavoro e desiderano aggiungere alla loro biblioteca una pubblicazione che lo rappresenti. Con questo primo titolo intendo comunque dare avvio ad una collana autoeditoriale di titoli monografici on demand dedicati alle mie serie fot...

Seguire l'invito

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"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo. Il flâneur è una persona priva di fede, ma che dà importanza alla condotta. Ferma il passo per prestare attenzione a qualcosa: è questa la sua devozione. Le sue guide sono il caso, le coincidenze, gli attori. Niente gli può risultare più favorevole di un indirizzo sbagliato. La città non fa che mandare segnali per sviarlo e lui segue l'invito. È l'eroe della strada smarrita, il principe della svolta sbagliata, il Don Chisciotte degli incidenti. (Ulf Peter Hallberg, Lo sguardo del flâneur)

È successo di nuovo

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©2009 Fulvio Bortolozzo. Ho vissuto un'epoca felice in cui entravo in un negozio di dischi e trovavo, una settimana dopo l'altra, quelli che solo dopo la loro improvvisa e incomprensibile scomparsa dagli scaffali avrei capito essere capolavori irripetibili della musica pop. Questo fenomeno orrendo, ha continuato poi a ripetersi in altri campi sorprendendomi ogni volta e lasciandomi una sensazione d'amaro in bocca che mi sto purtroppo abituando a considerare parte essenziale del vivere. Così è successo di nuovo, stamattina. Su Facebook ho scambiato l'amicizia virtuale con Sabrina Ragucci e sono subito dopo finito sul suo blog, dove un post inatteso mi ha impietrito: tredici modi per non perdere una rivista . Non ci potevo credere, è successo di nuovo. Ancora una volta qualcosa che consideravo una parte stabile, positiva e piacevole della mia vita intellettuale improvvisamente non esisteva più. La rivista Around Photography chiude al suo numero 14. Sono corso a...

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