Un qualunque Midwest planetario.
A fronte della scomparsa di centinaia di persone nel sisma di Amatrice e dintorni, e superata l'emergenza dolorosa di questi tragici giorni, si porrà il problema di come e cosa fare per l'area quasi del tutto rasa al suolo o comunque resa inagibile. A questo proposito, mi si affacciano alla mente alcune considerazioni storiche. La prima è che la Amatrice oggi devastata era quella che venne ricostruita dopo il sisma dell'ottobre del 1639. Quindi furono le energie artistiche del secolo barocco a presentare di nuovo al mondo un paese che viveva ancora oggi soprattutto del turismo fondato sul suo fascino paesaggistico e urbanistico. Non ci fu mera ricostruzione di abitazioni, ma si riuscì a ricostruire della bellezza in grado di suscitare interesse anche nei secoli successivi. L'altro esempio, che ho potuto vedere di recente è Noto, nel siracusano. Lì, ciò che il sisma aveva cancellato fu l'origine di una potente sfida artistica al destino mortifero. Oggi Noto rap...