Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Lo stile documentario in fotografia

La sola e intera realtà

Immagine
©2010 Fulvio Bortolozzo -  dalla serie Appunti per gli occhi . Se non fosse possibile afferrare l'oggetto, l'animale o la pianta nella loro essenza attraverso la loro sola apparenza, la fotografia resterebbe l'allusione morta di un geroglifico. Ci sarebbe bisogno dell'interpretazione artistica per far rivivere il fenomeno e liberarne il senso. Crediamo invece che ogni cosa sia essenzialmente e spiritualmente contenuta nell'espressione della sua forma. La struttura, la materia, la superficie di un oggetto sono, a ben guardare, la sola e intera realtà. (Walther Petry, citato da Olivier Lugon in "Lo stile documentario in fotografia ") .

Smettere è molto difficile

Immagine
©2010 Fulvio Bortolozzo -  dalla serie Appunti per gli occhi . In questi ultimi anni si è cercato spesso di avvicinare la fotografia documentaria — quella che pretende di limitarsi a pure constatatazioni — al ready-made artistico dal momento che il gesto dell'artista sembrerebbe in entrambi i casi limitarsi all'atto di operare una scelta. Due caratteristiche distiguono tuttavia la fotografia documentaria dal ready-made, apparentandola piuttosto, come afferma Evans, all'arte della collezione. In primo luogo, allontanandosi dalla ricerca dell'indifferenza estetica auspicata da Duchamp, essa mantiene un elemento di gusto come criterio di selezione: il fotografo come il collezionista , ammassa e mostra solo oggetti che gli interessano (...) . In secondo luogo, la fotografia documentaria, sforzandosi sempre di costituire un dispositivo di relazioni, si fonda, contrariamente al gesto di Duchamp, sulla quantità. Evans stesso ha sottolineato l'aspetto compulsivo d...

Per apprezzare appieno le immagini

Immagine
Scene di passaggio (Soap Opera) , 1° aprile 2004, San Giorgio Canavese (Italia) - © Fulvio Bortolozzo 2004. Sander sembra davvero aver costruito la propria opera in previsione di una ricezione differita. Nella sua quinta conferenza, quella in cui parla del suo lavoro in modo più approfondito, torna quattro volte sulla assoluta necessità di datare le immagini. La data trasforma il senso e il valore di un'opera: concorre a fondare una "storia del mondo" e, inoltre, conoscere il luogo e il momento in cui è stata scattata accentua il "tragico" intrinseco alla fotografia. Non potendosi questo portato supplementare rivelare se non a uno sguardo retrospettivo, la distanza storica viene concepita come una delle condizioni necessarie per apprezzare appieno le immagini. (Olivier Lugon, Lo stile documentario in fotografia) .

Non vuol dire niente

Immagine
Novate Nord    - ©2010 Fulvio Bortolozzo. [...] le cose che facevo mi sembravano troppo semplici [ plain ] per essere considerate opere d'arte. Cominciavo a pormi delle domande. Sapevo di voler essere un artista, ma mi chiedevo se lo fossi davvero. Facevo cose talmente ordinarie che, sebbene io ne percepissi la particolarità, non ricevevo alcun sostegno. La maggior parte degli spettatori tendeva a dire: [...] Non vuol dire niente, non è arte. (Walker Evans da Olivier Lugon, Lo stile documentario in fotografia)

ARCHIVIO

Mostra di più

HASHTAG

Mostra di più