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Una Model da conoscere.

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Lisette Model, dalla serie "Reflections" (1945 ca, dettaglio) Per circa un mese rimane aperta da PHOS a Torino una mostra di stampe fotografiche vintage di Lisette Model (Vienna, 1901 - New York 1983) . L'esposizione è realizzata in collaborazione con Mc2 Gallery di Milano, dove era già stata presentata in precedenza. La figura di Lisette Model è quasi sconosciuta in Italia, dove per esempio invece quasi tutti i "fotografanti eruditi" sanno chi sia Vivian Maier. La dura legge del marketing impone anche qui dei capovolgimenti di valori storici difficilmente poi recuperabili. Un'ottima occasione per cominciare ad avvicinarsi alla figura straordinaria della Model è quindi proprio quella di andare a vederne alcune stampe da PHOS. Non sono stampe "Fine Art", anzi sono un poco maltrattate dal tempo trascorso e già all'epoca dovevano essere buone più per l'archivio privato o la pubblicazione sui periodici che per la collezione d'arte...

Una di noi!

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Oh raga, una cosa pazzesca. Stavo pulendo la mia Fuji col 23mm fisso dopo aver fatto la mattinata in centro a cuccare gente, turiste meglio, per tirar fuori le emozioni, la verità delle sensazioni che come scosse elettriche invadono la città, ed ecco che mi arriva il whatsapp di un amico: " c'è la Maier da Meravigli ". Figata pazzesca! Finalmente è arrivata anche qui a Milano, lei l'unica stella nascosta, la più brillante, quella che ha spaccato alla grande, meglio dei tanto strombazzati che sappiamo, ma stava per non essere mai conosciuta. Meno male che un'anima gemella, uno street photographer che per campare faceva altro, ha beccato all'asta tutte quelle foto, una miniera di diamanti, una più forte dell'altra. Corriamo a metterci in fila, dai! Una di noi! Una di noi!

Milano, ma anche no.

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©2014 Fulvio Bortolozzo. Le parole, secondo me, dovrebbero stare lontane dalle fotografie. Sono troppo pesanti e ingombranti per accumularsi sopra ali di farfalla fatte di luce. Ecco, già qui scatta lo pseudo poetico letterario. Tuttavia, farne a meno e anche quasi impossibile. Pure una data ed un luogo, nel loro voler essere minimamente invadenti, costituiscono comunque una colonizzazione. Con questa contraddizione irrisolvibile è quindi necessario convivere. Almeno però trovo indispensabile farlo in modo cauto e problematico. Tra le parole più nefaste ci sono quelle in libertà, in specie quelle di chi, per necessità o vocazione, di parole vive. Facile scrivere e parlare di immagini. Tutto pare consentito. Tutto però finisce per essere tritato nella giostra autoreferenziale del linguaggio scritto /verbale. Silenzio. Questo sì, aiuterebbe. Interrotto a volte da parole: poche e solo se proprio necessarie. Qui sopra c'è una riproduzione in bassa risoluzione (570 pixel lato cort...

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