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Visualizzazione dei post con l'etichetta Stati Uniti d'America

Il futuro è adesso.

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In meno di un anno sono usciti nelle sale due film americani di fantascienza in un certo qual modo complementari: Interstellar (2014) di Christopher Nolan e The Marzian (2015) di Ridley Scott . Sostanzialmente per tutto il Novecento il sistema audiovisivo americano ha tenuto fede al suo ruolo sociale di "costruttore" dell'immaginario collettivo nazionale, ma anche internazionale. L'America, gli States , sono prima di tutto un insieme di immagini in movimento, anche quando sono fisse. Si muovono nelle coscienze di ogni umano che le incontri e ne rimanga attraversato, non importa se vive in Ohio, a Canicattì o a Kuala Lumpur. Il potere visivo di questo flusso iconografico è particolarmente forte nel genere cinematografico della fantascienza . Così tanto da ispirare persino la politica internazionale, come nel caso del famoso bluff del Presidente Ronald Reagan sullo Scudo Spaziale o le strategie militari ( la tecnologia Stealth , per esempio). Nella fantas...

I bambini di Lewis Hine.

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Sabato 5 ottobre prossimo, a Chivasso, nella sede di Palazzo Einaudi, sarà inaugurata la mostra: Infanzia Rubata. Lewis Hine, le immagini che turbarono l’America. La mostra è stata fortemente voluta e autoprodotta da Rodolfo Suppo, titolare dello studio Fuocofisso di Torino, coadiuvato da Carmen Di Vuolo, progettista del catalogo. Le fotografie si riferiscono all’arco di tempo compreso tra il 1908 e il 1918, quando, su incarico del National Child Labor Committee di New York, Hine percorre in lungo e in largo ventotto Stati americani per testimoniare e denunciare davanti all’opinione pubblica del suo Paese la drammatica condizione del lavoro minorile nelle fabbriche, nelle città, nelle campagne, nei porti, nelle miniere e nelle abitazioni domestiche. In questi ultimi anni l’attenzione verso questo grande autore americano, ingiustamente relegato nell’oblio fino alla soglia degli anni ‘80 del Novecento, è cresciuta in maniera continua. Parigi, New York, Rotterdam, Milano, M...

Un modo di concepire il mondo

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©2012 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . Tutti percepiamo a ogni istante milioni di cose intorno a noi – queste forme che cambiano, queste colline brucianti, il rumore del motore –, le registriamo automaticamente, ma non ne prendiamo veramente coscienza, a meno che non ci sia un particolare insolito o il riflesso di qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai prendere coscienza di tutto e ricordare tutto perché  la nostra mente si riempirebbe di tanti di quei dettagli inutili che non riusciremmo più a pensare. Dobbiamo scegliere e il risultato di tale scelta, che chiamiamo "coscienza", non è mai identico alle percezioni, perché il processo di selezione le cambia. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo. Una volta di fronte a questo mondo, operiamo su di esso un processo di discriminazione: entra in azione il coltello. Dividiamo la sabbia in mucchi. Questo e quello. Qui e là...

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