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Visualizzazione dei post con l'etichetta Silvio Berlusconi

Limpide e fredde

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Torino, 2006. Dalla serie Candidati . Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell'atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all'oblio. Anche quando gli amanti dànno volta ai corpi nudi pelle contro pelle cercando come mettersi per prendere l'uno dall'altro più piacere, anche quando gli assassini spingono il coltello nelle vene nere del collo e più sangue grumoso trabocca più affondano la lama che scivola tra i tendini, non è tanto il loro accoppiarsi o trucidarsi che importa quanto l'accoppiarsi o trucidarsi delle loro immagini limpide e fredde nello specchio. (Italo Calvino, Le città invisibili)

OBAMA for President

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Ci sono molti buoni motivi per desiderare che Barack Obama sia il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America. Uno su tutti: difficilmente diventerà amico del cuore di Silvio Berlusconi, come oggi lo sono George W. Bush e Vladimir Putin. Ma, al di là di questa mia meschina soddisfazione provinciale, il motivo più importante è che venga finalmente riannodato il lungo filo democratico spezzatosi bruscamente con la "mancata" elezione di Al Gore . Sorvoliamo sulle dietrologie riguardanti quell'incidente di percorso e domandiamoci: che America avremmo avuto sotto la sua Presidenza? Quante guerre, quante bolle speculative e quanti disastri ambientali avremmo evitato? L'America è un grande paese e ormai da tanti decenni influenza, nel bene e nel male, la vita di tutto il pianeta. Che a presiederla sia un uomo, e uno staff, diretta espressione dei suoi potentati economici è un pericolo globale che non si può più correre con leggerezza. L'America deve, ripeto D...

La cultura non è un pranzo di gala

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Parafrasando il famoso incipit del film " Giù la testa "  di Sergio Leone, direi che l'uomo politico più "maoista" d'Italia sta portando avanti con sempre maggiore violenza la sua Lunga Marcia per la Rivoluzione Culturale del paese. Dopo aver completamente rimodellato il pensiero collettivo grazie all'ormai più che ventennale massaggio mcluhaniano delle sue televisioni commerciali, attacca ora al cuore il nemico di sempre: la tradizionale supremazia culturale, e morale, della sinistra democratica. Per farlo, sceglie il punto più debole del suo avversario: il sistema scolastico. La tattica è molto accorta. Per prima cosa riduce la portata del finanziamento pubblico, adducendo come motivazione-paravento la imprescindibile necessità di ridurre la spesa pubblica. Com'era prevedibile, i primi a sentire il fuoco sotto i piedi non sono gli studenti, ma i docenti. La risposta dei docenti è però debole. Oscilla tra il timore privato per il proprio destino...

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