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Visualizzazione dei post con l'etichetta letteratura contemporanea

Bisogna prendere e sprecare tempo.

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" Ho imparato molto dai fotografi, prima di tutto la modestia. Lo stare ore a guardare qualcosa. A un certo momento mi è venuto proprio un rigetto nei confronti dei letterati, i quali portano con sé questa tradizione falso-umanistica del dire le grosse frasi, dell’usare i grossi aggettivi. Tutte cose che ho sempre aborrito. Quando ho iniziato a collaborare con Ghirri, Basilico, Barbieri e tanti altri fotografi, e insieme abbiamo realizzato il libro sulla Val Padana, ho scoperto un modo di lavorare diverso, che non si concentrava tanto sulla precisione del fatto in sé, quanto sul tempo dedicato all’osservazione, alla proiezione immaginativa sulla cosa vista. Non a caso gli eroi di Luigi Ghirri erano i personaggi dei quadri di Friedrich, con la schiena voltata, intenti a contemplare qualche misteriosa lontananza. Allo stesso modo, per scrivere bisogna prendere e sprecare tempo, ozio. Ecco, quello l’ho imparato da loro ". Gianni Celati Dall'intervista di Alessandro Bott...

Più avanti nel tempo.

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La prima serata del nuovo ciclo di incontri di Phom , stavolta dedicato al rapporto tra fotografia e parola , ha visto come protagonisti Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, i co-autori dell'opera "Condominio oltremare", della quale ebbi già modo di scrivere su questo blog. Trovate il post QUI . Certamente ha ragione Marco Benna, il boss di Phom, quando dice che scopo degli incontri è quello di sentire dalla viva voce dei protagonisti quale sia la loro esperienza delle cose e il senso che pensano possa e debba avere ciò che fanno. Nel caso di Falco e Ragucci è stato proprio così. Avevo già espresso delle perplessità sulla coesione, a mio avviso mancata, tra le parole del romanzo breve di Giorgio Falco e le 59 fotografie di Sabrina Ragucci che vi si innestano in vario modo all'interno, con l'intenzione di creare un controcanto, un "innesco" come dicono loro, qualcosa in grado di espandere l'effetto delle parole e di introdurre ulteriori sfumature di...

L'italiano non è l'italiano.

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In questi ultimi giorni la mia fiducia nella condivisione di un pensiero razionale è entrata in crisi. Osservo accadimenti e comportamenti dettati da un relativismo di comodo, che non ritiene più dirimenti i fatti , escludendoli dal ragionamento o peggio considerandoli come fossero semplici opinioni, di parì dignità quindi con ogni altra possibile. Cerco per questo consolazione in uno dei maestri del pensiero, del ragionare.   Il magistrato si era intanto alzato ad accogliere il suo vecchio professore. «Con quale piacere la rivedo, dopo tanti anni!». «Tanti: e mi pesano» convenne il professore. «Ma che ne dice? Lei non è mutato per nulla, nell’aspetto». «Lei sì» disse il professore con la solita franchezza. «Questo maledetto lavoro… Ma perché mi dà del lei?». «Come allora» disse il professore. «Ma ormai…». «No». «Ma si ricorda di me?». «Certo che mi ricordo». «Posso permettermi di farle una domanda?… Poi gliene farò altre, di altra natura… Nei componimenti di italian...

Una seconda convocazione.

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Grazie ad un amico ho letto e guardato Condominio Oltremare di Giorgio Falco e Sabrina Ragucci, L'Orma Editore, 2014, pp. 176, brossura con alette, ISBN 9788898038435, collana fuoriformato nuova serie € 19,00  –10%  € 17,10. "Un concerto di narrazione e immagine che non segue un modello canonico ma fa la scommessa di fondarne uno tutto nuovo" . Questo l'ambizioso lancio riportato sul sito dell'editore. L'ho letto e l'ho guardato. Un libro pieno zeppo di immagini. La maggior parte delle quali però sono fatte di parole. Una prosa che mi allontanava all'inizio. Poi, per sfida anche, dopo tre interruzioni, una lunghetta, l'ho presa di petto e me la sono fatta andare bene. Alla fine ci stavo comodo, come l'avessi sempre indossata. C'è un ritmo, c'è parecchia finzione, a volte si sente troppo, ma nel complesso mi sono rispecchiato in molte parti, nonostante una vita, una generazione, un'idea delle cose forse, completamente divers...

Compresi gli occhi... o forse no

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©2012 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera) . Una volta aveva letto che inizialmente gli occhi vedevano tutto ruotato di  centottanta gradi, trasmettendo al cervello un'immagine del mondo per così dire capovolta. Siccome però il cervello sapeva che la gente non andava a spasso sulla testa e che le montagne non si allargavano dal basso all'alto, aveva imparato a rigirare l'immagine. In qualche modo, li occhi imbrogliavano e la ragione fungeva da correttore. Che fosse vero o no, questo poneva in ogni caso una questione fondamentale: come poteva Jonas essere certo che quel che i suoi occhi vedevano fosse davvero là? In fin dei conti, lui era un grumo di carne che vagava per il mondo. Ciò che sapeva lo acquisiva soprattutto tramite gli occhi. Grazie a loro si orientava, prendeva decisioni, evitava di andare a sbattere. Ma niente e nessuno potevano garantirgli che dicesserò la verità. Il daltonismo era un esempio innocuo di come l'inganno fosse...

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