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05/11/11

The Others 2011



Ci sono stato stasera a The Others, nonostante il diluvio che incombe su Torino. Con me, molte altre persone si aggiravano tra una cella e l'altra delle ex Carceri Le Nuove. Devo dire che l'effetto claustrofobico dell'insieme non favorisce certo la "fruizione delle opere". I pezzi di valore sono a mio parere sommersi dall'eccesso di roba accatastata (dai lavandini agli imballi, alle opere buttate per terra...). Lo stesso sciamare del pubblico mi pareva più un rito mondano (ma come? Non sei andato alle Nuove?) che una reale attenzione all'arte contemporanea. Sarà la pioggia, sarà l'umore, ma auspico fortemente un ritorno al classico: spazi neutri e pensati per ospitare opere davvero selezionate e che consentano di poterle avvicinare senza fretta e disturbi vari. Detto tutto questo, per tre euro è proprio impossibile trovare di meglio per passare una serata "colta"... Come al solito, ho preso i miei appunti visivi.
Eccoli QUI.
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7 commenti:

  1. Condivido il Tuo punto di vista sull'eccesso di roba accatastata: secondo me, sarebbe sicuramente stato più opportuno preparare meglio i locali.
    Tuttavia io ho sentito molto entusiasmo tra gli espositori e ho avuto modo di parlare con molti di loro, i quali, con grandissima disponibilità e cortesia, ed a prescindere da un interesse verso la venfita, mi hanno spiegato la genesi delle opere esposte. Credevo di che avrei passato là un'oretta come mi era stato anticipato e, invece, dopo due ore non ero ancora andato via e conto di ritornarci pure domani sera.
    Anche io ho percepito le tue stesse sensazioni sulla sciamare del pubblico: ma questa è Torino. Lo è sempre stata, e non mi pare proprio che possa diventare qualcosa di differente.
    Ciao
    Luca

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  2. Ahhhh... hai pure fotografato Listri! ;-)

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  3. Certamente Luca tu appartieni alla minoranza realmente interessata all'arte contemporanea. Questo è stato forse percepito dagli espositori, innescando così un circuito virtuoso in grado di minimizzare gli inconvenienti del luogo.

    Torino in effetti non cambia mai. Fabbrica visitatori di mostre, come prima fabbricava automobili e prima ancora eserciti per i Savoia.

    Quanto a Listri... come potevo non notarlo? ;-)

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  4. Grazie Fulvio, come sempre presente ed attento. Avevamo programmato di fare un salto oggi, ma vista la situazione meteo sia a Genova che in Piemonte abbiamo deciso meglio non partire.
    Mi sarebbe sicuramente piaciuto verificare personalmente, anche perchè mi avevano chiesto di partecipare - ma troppo vicino a Parigi -, e poi mi incuriosiva sia il contenitore che il contenuto. Mi fido della tua opinione anche perchè non sei l'unico ad ever detto le stesse cose. Grazie ed un abbraccio Clelia Belgrado - VisionQuesT gallery, Genova

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  5. caro Fulvio hai ragione.
    commentavo domenica scorsa con Claudio (il mio amico storico dell'arte e che tu conosci tramite l'associazione) che da quando l'organizzazione delle mostre è diventata terreno di caccia "della qualunque" dall'esperto di estetica, al filosofo, al chirurgo, e così via (vedi gli allestimenti alla GAM) si è rotto un sano meccanismo di proposta/fruizione ed anche la presenza a mostre, inaugurazioni così via è diventata un "must" sociale (ma sempre più rivolto al "basso").
    ciao,
    Paolo

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  6. @Clelia
    Grazie del commento! Davvero purtroppo oggi la meteo sconsiglia gli spostamenti tra le nostre due belle città ed è un peccato. Il vero diluvio qui da noi non è però dovuto alla pioggia, ma all'eccesso davvero monsonico di mostre di arte cosiddetta "contemporanea" sparse ovunque e concentrate in tre giorni. Se le opere fossero liquide, l'esondazione sarebbe garantita...

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  7. @Paolo
    Sì, davvero in Italia, sarebbe urgente che ognuno tornasse a fare il suo mestiere, se ne ha uno, perché la tragicommedia di un Paese allo sbando ha superato la soglia dell'umorismo internazionale e si avvia a tristissime conclusioni.

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Fulvio Bortolozzo.