Trippa per gatti.

©2014 Fulvio Bortolozzo.

Vero, falso. Semplice a dirsi, impossibile a determinarsi, se non con un atto di fede. Il linguaggio scritto stesso che sto adoperando ora è una falsificazione di ciò che si agita nella mia mente mentre scrivo. Sto quindi scrivendo il "falso", ma lo faccio per riportare come posso il "vero" di ciò che penso di pensare.

Un gioco di specchi senza fine, una condizione umana ineliminabile. Inutile insistere, si torna sempre da capo a dodici. Sarebbe quindi anche ora, ma non sarà così purtroppo, di piantarla lì con le troppe chiacchiere sulla verità e sulla falsità nel fotografico. Come per ogni linguaggio ed espressione umana, verità e falsità sono sempre presenti e variano di combinazione in infiniti modi.

Può essere anche possibile analizzare questi modi, ma essendo infiniti non è che se ne ricavi chissà che risultato epocale. Capiti i primi 100, se ne stanno già usando in giro per il mondo migliaia d'altri di nuovi.

Allora più che insistere a dividere il falso dal vero in una fotografia, sarebbe più utile concentrare l'attenzione sul pensiero che in essa è rivelabile. Non esiste difatti nessuna fotografia che non sia il risultato di un pensiero, fosse anche solo quello del produttore della fotocamera o della fotocamera stessa. Proprio nell'intersecarsi di questi pensieri c'è finalmente dell'ottima trippa per gatti.


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