Lavori in Villa


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la seconda mostra collettiva della rassegna LAVORI IN CORSO.

Le fotografie selezionate per quest'esposizione rappresentano lo "stato dell'arte" degli autori nel loro personale cammino di ricerca visiva.

Nell'intento di permettere a ciascun partecipante un riscontro diretto sul rapporto esistente tra progettualità individuale e coinvolgimento del pubblico, si è dato molto spazio alle serie d'immagini omogenee. Tutte sorrette dall'intenzione esplicita di "conquistare" un proprio significato in virtù della ripetizione, e variazione, del loro tema di fondo.

Come nella precedente esperienza, il momento espositivo, lungi dal voler essere l'occasione per tirare le fila di discorsi ancora germinali o in pieno svolgimento, viene vissuto come indispensabile punto di passaggio critico per l'irrobustimento della consapevolezza progettuale degli autori esposti.

L'auspicio del curatore di LAVORI IN CORSO II è quello di veder crescere, anche grazie ad iniziative come questa, il maggior numero possibile di nuove volontà espressive orientate ad una concezione perfomativa, procedurale e progettuale della pratica fotografica.



LAVORI IN CORSO II

1° dicembre 2009 - 10 gennaio 2010

a cura di Luigi Walker

Fotografie di Fabrizio Amort, Luca Capello, Daniele Druella, Francesco Germinara, Marco Masanotti, Marcello Torti.

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Presentazione:
martedì 1° dicembre 2009
alle ore 19:00


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle 19:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)

cel. 348.774.7360 (Bortolozzo)
e-mail info@osservatoriogualino.net
web www.osservatoriogualino.net




Osservare con calma

"Appunti per gli occhi" © Fulvio Bortolozzo 2009

Scoprivo che un medesimo viaggio si poteva prolungare, ripetere e moltiplicare attraverso la lettura di libri, lo studio delle mappe, l'osservazione delle immagini e delle fotografie. Scoprivo anche che quel modo di spostarsi aveva addirittura un vantaggio rispetto allo spostarsi fisicamente, nel senso che il percorso iconografico permetteva di fermarsi, osservare con calma, tornare all'immagine precedente, cosa che spesso in un vero viaggio non si ha né il tempo né la possibilità di fare.
(Ryszard Kapuściński, In viaggio con Erodoto)

Hopper a Milano

© Fulvio Bortolozzo 2009

Una bella fila di persone mi accoglie nel cortile di Palazzo Reale a Milano. Tutti in attesa, più o meno paziente, di vedere dal vero i capolavori di Edward Hopper. L'aspettativa è grande, però, come già mi era successo con la precedente mostra di Magritte, in questo palazzo finisco per consumare anche piccole delusioni.

Per dare a Cesare quel che è di Cesare, devo subito dire che sia l'accoglienza, sia l'allestimento, danno prova della solita positiva laboriosità meneghina. Tutto è stato fatto per il meglio. Il catalogo anche. Persino di più. Nel senso che alcuni dei pezzi più importanti realizzati da Hopper si possono vedere solo lì. Qui nasce il retrogusto amaro della mia delusione. La comunicazione mediale della mostra ha, almeno con me, lavorato "troppo bene". Una mostra intitolata "Edward Hopper" aveva fatto nascere nella mia fantasia sogni di gloria. Come, per esempio, quello di poter vedere un'antologica piuttosto completa dell'artista senza dover per forza volare negli States.

Errore, errore. In realtà vengono esposti i pezzi eccellenti, davvero pochi, della collezione del Whitney Museum di New York assieme a opere iniziali e minori, bozzetti preparatori, schizzi, davvero tanti. Intendiamoci, per approfondire la metodologia operativa dell'artista, questa mostra è importante. Dal mio punto di vista, fotografico of course, ho anzi avuto un'occasione per riflettere sull'importanza, a mio parere non ancora sufficientemente indagata, dell'uso della fotocamera nei progetti hopperiani proprio osservando in mostra alcune opere finite e gli studi relativi.

Persino un piccolo set predisposto da un artista contemporaneo per far giocare il pubblico al tableau vivant, cioè alla soddisfazione di "entrare" in una composizione famosa di Hopper, Morning Sun, dava in effetti lo spunto per ragionare sulle sue scelte a volte fortemente antiprospettiche. Del tutto insufficienti invece le postazioni informatiche, contenenti solo qualche notizia e immagine.

In sintesi, si tratta, a mio parere, di una mostra molto specifica e davvero utile solo per chi già conosca Hopper e desideri capirne meglio il percorso di costruzione del suo particolarissimo modo di dipingere. In questo senso sono ben contento di averla vista, ma forse mi sarei risparmiato qualche pullman di visitatori "giocondeschi" se solo l'agenzia di comunicazione avesse, per una volta, detto la verità sul prodotto in vendita.

Lo so, pretendo troppo.

P.S.- Dopo la pubblicazione di questo post mi è stato riferito da fonte affidabile che, alla faccia della "positiva laboriosità meneghina", la mostra è stata in realtà comperata "chiavi in mano" dal Comune di Milano al Whitney Museum di New York. Mentre però nasceva a New York come mostra dichiaratamente settoriale, dedicata al rapporto tra Edward e sua moglie, qui in Italia diventa il Grande Evento farlocco nel quale sono inciampato. Bravissimi, applausi a scena aperta...


Un iraniano a Torino

© Mohammadreza Mirzaei
Sono davvero lieto di poter proporre al pubblico torinese un incontro-conferenza con il giovane autore iraniano Mohammadreza Mirzaei.

Mirzaei vive e lavora a Teheran. Da alcuni anni porta avanti un pensiero originale sulla realtà culturale del suo Paese, con riferimenti forti alle migliori tradizioni fotografiche internazionali. Nell'occasione di questo suo viaggio in Europa ha voluto sostare a Torino per rinsaldare di persona i rapporti virtuali che da qualche tempo intrattiene con me via Internet. Durante la serata Mohammadreza presenterà uno slide-show e commenterà i progetti in corso, mettendosi a disposizione degli intervenuti per approfondirne i vari aspetti.

Spererei proprio che la partecipazione all'evento sia degna della sua eccezionalità. Per questo motivo esorto i miei concittadini, e gli amici più vicini, a non voler mancare a questo appuntamento.

UN IRANIANO A TORINO

Slide Show e conferenza di Mohammadreza Mirzaei

A cura di Fulvio Bortolozzo

Venerdì 27 novembre alle ore 18:00


Sede della conferenza:

Villa Gualino
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Informazioni:
e-mail borful@gmail.com


Artissima 16

Non c'è due senza tre. Rieccomi qui con il mio "pezzo" su Artissima fatto come al solito con la "muta" sequenza cronologica della fotografie scattate durante l'incursione di ieri pomeriggio.

Così, a caldo, mi è sembrata un'edizione con meno cose da vedere, ma diverse delle quali interessanti. Parecchie le ho trovate nelle gallerie tedesche, berlinesi in primis. Una presenza rilevante, forse dovuta al ventennale della caduta del Muro? Buone cose le ho incontrate anche tra Londra e New York. Fotografia sempre a piene mani. Dei Luigi Ghirri deliziosi, Struth giganteschi, Ruff anche, un Olivo Barbieri amazzonico, un bel pezzo storico di Eggleston, vari altri autori e, udite, udite nemmeno un Basilico!!!! Devo essermelo perso io, perché un'edizione di Artissima senza un po' di basilico, mi parrebbe quasi un sacrilegio ;-)


Chi desidera ri-vedere le fotografie delle due edizioni precedenti può cliccare qui e qui.