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Neutrale e senza pregiudizi.

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Il fotografo deve stare sempre attento a non contraddire ciò che l'occhio vede, non deve essere influenzato o distorto da sentimenti, da incrostazioni o da ideologie culturali, né dai ricordi o da altro, non deve prevaricare né forzare, ma essere appunto contemplativo, con uno sguardo lento, che mette a fuoco e coglie tutte le cose, che si impossessa e rende protagonista lo spazio; l'occhio diventa tutt'uno con il medium fotografico, neutrale e senza pregiudizi come la sua macchina, una macchina anch'essa normale, che non ha bisogno delle dilatazioni del grandangolo o delle compressioni del teleobiettivo né dei colori artefatti dei filtri. Gabriele Basilico (da Architetture, città, visioni - pag. 131)

Questo è il progetto.

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Guardo le fotografie che ho realizzato finora, e mi dicono che chi siamo, che cosa sentiamo, che cosa sarà di noi, semplicemente non conta. Le nostre aspirazioni e i nostri successi sono stati superficiali ed insignificanti. Leggo i quotidiani, le loro rubriche, qualche libro, sfoglio le riviste (la nostra stampa). Trattano tutti di illusioni e fantasie. Posso solo concludere che abbiamo perso noi stessi e che la bomba potrà ultimare l'opera, definitivamente, e non ha importanza; non abbiamo amato la vita. Non posso accettare le mie conclusioni e, quindi, devo proseguire in questa ricerca fotografica, portarla più avanti e più in profondità. Questo è il mio progetto. Garry Winogrand (dalla domanda per la borsa di studio Guggenheim del 1963) .

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