Negli occhi di Lee Miller.

Avevo già visto la mostra organizzata al Castello di Stupinigi poco più di due anni fa. Molto ben allestita e incentrata sul ricordo filiale della complessa figura di Lee Miller. Prevaleva la sua straordinaria biografia supportata dalle fotografie in cui apparve e quelle che prese nell'arco della vita.

Lee Miller a Stupinigi

Per questo, mi sono attardato fin quasi all'ultimo per tornare a vedere una mostra su di lei, stavolta allestita a Torino negli spazi di Camera. Ho potuto così fotografare, visto che a Stupinigi fu vietato, e finalmente rispecchiarmi con la fotocamera nei suoi occhi, cogliendo le affinità culturali e le suggestioni visive.

La mostra torinese è ben condotta, ma si limita a descrivere puntualmente la sua carriera, senza entrare troppo nella vicenda esistenziale, forse con una parte sovradimensionata sulle vicende belliche. Questa per me, memore della mostra precedente, è stata una mancanza importante. Trovo che la Miller sia stata un'ottima fotografa professionista, ma non un'eccellenza artistica assoluta. Il personaggio Miller è invece molto più affascinante e complesso. Questo richiede apparati espositivi che favoriscano un coinvolgimento emotivo, senza il quale non scatta quell'empatia profonda con la sua figura che la rende così memorabile, almeno secondo me.

Come al solito, di seguito qualche "appunto per gli occhi".










































©2026 Fulvio Bortolozzo

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