Insolera fotografava, anche.


Italo Insolera (1929-2012) è stato un grande urbanista e docente universitario, anzi è stato all'origine dell'urbanistica italiana, intesa come mozione etica, prima che scientifica, verso la comprensione che la vita umana può realizzarsi pienamente solo in ambienti armonici, a sua misura, in un dialogo fertile tra natura e cultura.

Il suo capolavoro saggistico, Roma moderna, ininterrottamente ristampato e rieditato per i tipi di Einaudi dal 1962 al 2011 costituisce una specie di Bibbia per i suoi studenti e colleghi. Attraverso la storia urbanistica di Roma, dall'epoca napoleonica ai tempi attuali, traccia linee di pensiero che ben riassumono la tensione ideale e le purtroppo innumerevoli sconfitte vissute da chi voleva un Italia bella davvero per tutti e non solo per i depliant turistici e i luoghi comuni iconografici internazionali.

Uomo del Novecento quindi, il secolo breve perché si incunea come un lampo accecante tra un passato glorioso, anche se a volte oscuro, e un presente anonimo e disperso. Insolera coltivava anche interessi culturali non solo specialistici e professionali; tra questi, l'attenzione per le immagini e per il loro rapporto con l'esperienza diretta dei fenomeni. Inevitabile quindi l'avvicinarsi al fotografico, con una pratica rigorosamente bianconerista e aperta all'incontro, alla partecipazione. Una fotografia immersa nel privato e compagna di lavoro durante i progetti professionali. Almeno fino agli anni Ottanta. Con l'arrivo massivo del colore, l'interesse di Insolera rifluisce e alla fine abbandona la fotocamera. Il suo archivio contiene quindi migliaia di immagini in bianco e nero tra le quali è possibile estrarre una sintesi che possa indicare quale rapporto è riuscito ad intrattenere Insolera con il fotografico. Non un autore, nemmeno un fotoamatore nel senso classico del termine, un uomo di cultura, sensibile e partecipe. A volte si rinvengono echi stilistici di fotografi che seppero lasciare in lui il loro segno: Henri Cartier-Bresson, Walker Evans, Ugo Mulas, per citare i primi che mi vengono sulla tastiera.

Un'idea dell'universo percettivo e sentimentale di Insolera è ben presentata nella mostra fotografica itinerante aperta al Polo del Novecento di Torino fino al 18 ottobre prossimo. L'esposizione delle circa 50 fotografie selezionate dall'archivio è accompagnata da appuntamenti settimanali di approfondimento. L'8 ottobre, insieme all'architetto Davide Derossi, ci sarò anch'io. Parleremo di Insolera, fotografia e architettura con chi vorrà essere presente, nel più rigoroso rispetto di ogni procedura di sicurezza anti Covid ovviamente. Ci tengo a restare qui ancora a lungo per guardare in che modo, e se, ce la caveremo noi umani per non sparire come dinosauri...

Italo Insolera: saper vedere le città.
L'urbanistica, la fotografia, Roma.


A cura di
Cristina Archinto
Alessandra Valentinelli

17 settembre - 18 ottobre 2020
ore 10-18, lunedì chiuso
Ingresso gratuito

Polo del Novecento
Galleria delle Immagini
Torino, corso Valdocco 4a.


Eventi in programma
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria:
https://www.polodel900.it/allestimenti-e-mostre/

Giovedì 24 settembre | ore 17.00 | Sala Conferenze.
Mirabilia Urbis
Proiezione dell’omonimo documentario di Milo Adami.
Intervengono il regista e Barbara Pizzo. 

Giovedì 1 ottobre | ore 17.00 | Sala Didattica.
Contro il sacco di Roma: Aldo Natoli e Italo Insolera
Con Ella Baffoni, Peter Kammerer e Franco Milanesi.

Giovedì 8 ottobre | ore 17.00 | Sala Didattica.
Fotografia e architettura
Con Fulvio Bortolozzo e Davide Derossi.

Giovedì 15 ottobre | ore 17.00 | Sala Conferenze
Roma: la città moderna e l’antico
Con Vincenza Belfiore, Francesco Erbani, Rita Paris, Francesco Scoppola.


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