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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

Chi sa vedere la bellezza.

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Non si può dunque parlare né di oggettività né di soggettività della bellezza, perché per un verso la bellezza è perentoria solo per chi la sa vedere, e per l'altro chi sa vedere la bellezza la vede sempre in qualcosa e come bellezza di qualcosa; cioè per un verso la contemplazione non è tanto riconoscitiva da ridursi a mera registrazione senza carattere produttivo e figurativo, e per l'altro la contemplazione non è tanto produttiva da essere una vera e propria creazione senza carattere riconoscitivo.

Luigi Pareyson, Estetica, 1988.

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A partire da tale gesto.

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Oltre al desiderio condiviso di fedeltà al reale e di utilità pubblica delle immagini, un altro aspetto riunisce le diverse direzioni del discorso documentario ed è il fatto d'essersi sempre sviluppato in contrapposizione — e in riferimento — alla fotografia artistica o a una determinata condizione della fotografia artistica con cui si intendeva rompere.

Ed è proprio questo il paradosso centrale di tale discorso: lo stile documentario che si potrebbe considerare come antonimo di "artistico" è essenzialmente un'emanazione del campo artistico; soltanto dei fotografi desiderosi di collocarsi rispetto a un approccio artistico precedente — in relazione ad esso e dunque all'interno di un discorso estetico — ne hanno avuto bisogno. I professionisti dediti a produrre documenti semplicemente utili al loro filone — dalla medicina all'astronomia — non si sono affatto preoccupati di costruire una qualsiasi dottrina documentaria a partire da tale gesto.


André Gunther, M…

Le visioni di Uelsmann a Torino.

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Fino al 25 aprile prossimo la galleria d'arte Pirra di Torino ospita alcune stampe fotografiche fine art, varie sono vintage, di Jerry Uelsmann. Nato nel nel 1934 a Detroit, e ancora in attività, è giustamente considerato tra i grandi maestri internazionali, anche se non è molto conosciuto in Italia. Uelsmann raggiunge i massimi riconoscimenti già negli anni '60-'70 e gode oggi di rinnovata attenzione perché viene da alcuni ritenuto il precursore di quanti realizzano le loro immagini post-producendo fotografie con programmi come Adobe Photoshop.

Un'altamente consigliabile visita alla mostra, serve anche per sfatare questo luogo comune. Non basta assemblare in una stampa unica dei negativi, o file, diversi per realizzare visioni della qualità onirica e concettuale di Uelsmann. Alla base della sua sapienza artistica non c'è la pur elevatissima tecnica artigianale che gli consente di ottenere in camera oscura fusioni davvero perfette. Il cuore dell'intensità ragg…