Un artigiano di valore

C'è ancora qualche giorno di tempo, fino al 14 dicembre, per prendersi una boccata d'aria fresca e pulita. Nella piccola galleria Tagliento di piazza Borromini 76/A, a Torino, Rodolfo Suppo espone diverse vedute di paesaggio sia in bianco e nero sia a colori.

Sono pezzetti panoramici di un mondo locale presentati con insolita grazia e semplicità. Certamente il bianco e nero occhieggia forse un po' troppo ad Ansel Adams — lo stesso autore si definisce autoironicamente "Adams di Porta Pila" —, ma il suo colore così tonale, e conseguentemente realistico, ha invece un'autonomia ed un'esperienza della luce che affascinano.

Conosco Rodolfo da molto tempo e ho potuto apprezzarne, oltre all'umanità, l'understatement sabaudo. La stessa definizione di "artigiano fotografo" che ha scelto per questa sua personale, ne è un esempio. Al contempo, è tra le persone più ricche di ironia e gentilezza naturale che abbia incontrato fino ad oggi. Mentre guardavo le sue opere "artigianali" pensavo che gli assomigliavano tantissimo e la cosa mi dava un piccola ebbrezza. Trovo davvero entusiasmante che una persona riesca ad infondere così tanto di se stessa in dei pezzetti di carta più o meno colorata su cui ha lasciato che la luce depositasse delle impronte ottiche.


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