La fotografia diretta e la memoria.


Una relazione speciale tra immagine e osservazione umana si stabilisce da sempre per mezzo di quella che si chiama fotografia diretta, in inglese Straight Photography. Alla radice di questo fenomeno c'è l'istintualità, la necessità di reagire con immediatezza a qualcosa che sollecita l'attenzione. Il gesto, sempre meno ostacolato dal congegno, è quello di prendere una fotografia, o un breve video, di qualcosa che si desidera trattenere nel tempo e trasferire nello spazio, almeno come immagine, anche in movimento e persino sonorizzata.

Il senso di questo gesto è però tutto da valutare. La sepoltura nel cassetto, un tempo, e nelle memorie virtuali, oggi, di un'oceano d'immagini che non saranno mai più riviste da chi le ha prese è l'indizio di una patologia. Prendere delle fotografie di ciò che ci interessa al momento fa parte anche dei gesti scaramantici, dei rituali ossessivi, quasi uno scongiuro, una richiesta inconscia di restare in vita. Fotografo dunque sono vivo. Poco importa ripercorrere l'accumulo delle fotografie prese. Anzi, la forma migliore d'uso di questa massa dimenticabile d'immagini è proprio l'oblio. Fotografare per dimenticare. L'assenza di memoria nella speranza di continuare a ripetere gesti abitudinari come se fosse la prima volta. L'età dell'Alzheimer di massa, del qui e ora senza un prima e nemmeno un dopo. Una forma di felicità per assenza che la fotografia diretta può provocare e provoca in molte persone.

Non basta quindi reagire d'impulso agli stimoli sensoriali se poi non subentra una fase critica e di studio su ciò che si preso durante l'azione. L'ordinamento secondo ipotesi, temi, linee di pensiero è la premessa per trattenere qualcosa di meritevole di essere ricordato e persino di una sua diffusione pubblica. Non il mitico "progetto", oggi troppo sopravvalutato a scapito della qualità visiva, ma proprio l'idea che ciò che rimane presente, ciò che si ricorda, alla fine non è tutto, non è nemmeno una sintesi del tutto, ma una scintilla, qualcosa che ha trovato una sua forma compiuta e finisce per rimanere nella mente. A volte per sempre.


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