Far ripensare il visibile.

Nell'osservazione il lavoro più delicato è togliere. Si deve ripulire il campo dagli elementi che lo confondono per poter concentrare l'attenzione sul soggetto. Questo risulta più semplice se si ha già identificato un soggetto, ma un'osservazione analitica interroga le cose proprio alla ricerca di connessioni non immediatamente evidenti e per questo motivo difficili da riconoscere come soggetto.

Lo stesso metodo di approccio all'osservazione viene sovente messo in discussione nel tentativo di precisarne l'azione. Se poi a tutto questo aggiungiamo la fase di traduzione in immagine, per mezzo di congegni ottici come le fotocamere, ecco che la complessità raggiunge livelli davvero difficili da gestire.

Ciascuno osservatore negli anni mette in atto strategie diverse e ne studia l'efficacia. Il riscontro finale sta però nelle fotografie. Se il visivo, a parere dell'osservatore, contiene elementi coerenti con l'analisi svolta sul campo allora un primo risultato è stato raggiunto. Se questi elementi agiscono anche sulla riflessione di altre persone, ecco infine che l'osservazione raggiunge il suo obiettivo fondamentale: far ripensare il visibile.

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