martedì 14 luglio 2009

Seguire l'invito

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Il flâneur è una persona priva di fede, ma che dà importanza alla condotta. Ferma il passo per prestare attenzione a qualcosa: è questa la sua devozione. Le sue guide sono il caso, le coincidenze, gli attori. Niente gli può risultare più favorevole di un indirizzo sbagliato. La città non fa che mandare segnali per sviarlo e lui segue l'invito. È l'eroe della strada smarrita, il principe della svolta sbagliata, il Don Chisciotte degli incidenti.
(Ulf Peter Hallberg, Lo sguardo del flâneur)

Lavori in corso

Foto: ©2009 Luca Capello.

L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la seconda mostra fotografica di un ciclo espositivo che si concluderà nel dicembre 2010.

Le stampe presentate in questa mostra collettiva sono i frutti di un percorso di conoscenza svolto da ognuno dei partecipanti, nell'intenzione comune di comprendere meglio le possibilità espressive di un mezzo come quello fotografico.

L'atteggiamento fondamentale di ognuno è stato quello di mettere in relazione diretta la ripresa fotografica con la propria capacità di pensare i luoghi urbani scelti come teatro d'esercizio.

La selezione delle fotografie esposte rispecchia una concidente valutazione positiva tra fotografi e curatore, che si è sviluppata attraverso un continuo scambio d'idee sia sul terreno sia nell'analisi successiva di quanto realizzato. In questo senso, la mostra vuole rappresentare una sintesi finale che permetta a chi espone di verificare il lavoro svolto nel confronto con il pubblico.



LAVORI IN CORSO
14 luglio - 13 settembre 2009

a cura di Fulvio Bortolozzo

Fotografie di:
Arnò Bottero Capello Garello Germinara Ghione Gravino Marazzi Masanotti Palestro Parola Schena Torti Vigna.


Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 14 luglio 2009
dalle ore 18:00 alle ore 22:00


Orario di visita:
fino al 31 luglio e dal 1° al 13 settembre,
tutti i giorni, ore 10:00 - 22:00
dal 1° al 31 agosto,
dal lunedì al venerdì, ore 10:00 - 18:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)
e-mail info@osservatoriogualino.net


venerdì 3 luglio 2009

È successo di nuovo

©2009 Fulvio Bortolozzo.

Ho vissuto un'epoca felice in cui entravo in un negozio di dischi e trovavo, una settimana dopo l'altra, quelli che solo dopo la loro improvvisa e incomprensibile scomparsa dagli scaffali avrei capito essere capolavori irripetibili della musica pop. Questo fenomeno orrendo, ha continuato poi a ripetersi in altri campi sorprendendomi ogni volta e lasciandomi una sensazione d'amaro in bocca che mi sto purtroppo abituando a considerare parte essenziale del vivere.

Così è successo di nuovo, stamattina.
Su Facebook ho scambiato l'amicizia virtuale con Sabrina Ragucci e sono subito dopo finito sul suo blog, dove un post inatteso mi ha impietrito: tredici modi per non perdere una rivista.

Non ci potevo credere, è successo di nuovo.
Ancora una volta qualcosa che consideravo una parte stabile, positiva e piacevole della mia vita intellettuale improvvisamente non esisteva più. La rivista Around Photography chiude al suo numero 14. Sono corso a controllare nell'angolo di libreria dove conservo la rivista. Ho contato e ricontato: per fortuna, i numeri li ho tutti.

Ricordo ancora quando scopersi per caso quella rivista all'Arte Fiera di Bologna. C'era un ragazzo gentile in un piccolo stand con alcuni dei primi numeri. Uno in particolare attirò la mia attenzione. Si parlava dell'argomento che più mi coinvolge: la fotografia dei luoghi. Sbirciando foto e testi mi resi subito conto che il tono era colto, gli articoli sembravano mini-saggi. Era la prima volta, dopo troppi anni, che leggevo su una rivista qualcosa di veramente interessante che non fosse scritto in inglese o francese. Decisi di acquistare quel numero e, di fronte ad un'offerta scontata fattami dal giovane, finii per prenderli tutti, compreso il numero zero. Da allora ho continuato ad intrecciare i miei pensieri con ciò che leggevo su AP. Conobbi successivamente Roberto Maggiori, persona squisita e sinceramente appassionata, come tutte le migliori che ho incontrato finora. Anzi, nacque in me l'abitudine di comperare AP e le edizioni Quinlan direttamente dalle mani di Roberto, quando ci si incontrava: ad Artissima piuttosto che in una sperduta colonia nell'appennino ligure.

Ora il senso di vuoto è grande. Niente può sostituire Around Photography. Forse questo nostro Paese, ormai così desolante, non si merita nemmeno che accada il miracolo di una resurrezione. Spero che Roberto stia lavorando su altre strategie, decisamente internazionali, che lo conducano finalmente fuori dal pozzo italico, nel quale tutti siamo destinati a fare la fine di Alfredino: morire di stupidità.

In bocca al lupo Roberto e... alla prossima!

mercoledì 1 luglio 2009

A furia di parole

"Villa Gualino" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Minor White credeva nella fotografia come mezzo di conoscenza, e sarebbe stato forse d'accordo con Henry Miller nel dire che l'arte scomparirà del tutto quando avremo imparato abbastanza. La convinzione fondamentale di White, che le buone fotografie devono aderire perfettamente alla vita, è indiscutibile. Basti pensare al fatto che nessuno riuscirà mai a convincere qualcun altro a furia di parole ad apprezzare una determinata immagine: questo semplicemente accade, improvvisamente una mattina o lentamente lungo una stagione, quando un'immagine o il suo ricordo si allineano con l'esperienza individuale.
(Robert Adams, La bellezza in fotografia)

mercoledì 24 giugno 2009

Un mondo senza pace

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

La felicità ci viene concessa solo fugacemente. Nell'euforia il tempo ci sfiora senza lasciar traccia: gli alti livelli di piacere e di conoscenza lo annientano. Per contro dolore e tempo sono inseparabilmente commisti. Questo ha a che fare con l'imperfezione del creato; i culti l'hanno riconosciuta. Alcuni ne danno colpa agli dèi, altri agli uomini, altri ancora al destino. Viviamo in un mondo senza pace.
(Ernst Jünger, Il problema di Aladino)

sabato 20 giugno 2009

Fotografia, chi era costei?

"Woman" ©2009 Marta Tiezzi (fonte: Jpeggy Photoblog).

Per la cronaca, quelle di Marta Lanzius non sono fotografie, ma questo ormai lo diciamo solo per la cronaca perché la cosa in sé non importa più nessuno. Nemmeno a Marta, che, forse, nemmeno esiste.
(testo estratto dalla motivazione di Francesco Jodice per aver segnalato il lavoro "Woman" di Marta Tiezzi nell'ambito del progetto Jpeggy)


Non so se sono rimasto l'ultimo dei Mohicani, ma il fatto che quelle di Marta non siano fotografie a me interessa eccome.
So bene che lo spirito del tempo soffia contro quella cosa che fino alla mia generazione è stata chiamata "fotografia". Leggo anch'io i saggi scritti da studiosi, di varia ascendenza culturale, che mi spiegano come tutto sia ormai solo immagine, non importa più con quali mezzi realizzata.
Pur tuttavia, non capisco se per cocciutaggine senile, insufficiente capacità di riflessione speculativa o invece infantile ossessione da "fotografo della domenica", tutte queste argomentazioni non mi convincono per niente.
Al fondo di tutto il mio scetticismo credo ci sia quel preoccupante distacco ormai esistente tra parole e fatti. Tra il dire e il fare non c'è più di mezzo il tradizionale mare, ma il vuoto. Il dire è rimasto solo.
Per converso, curiosamente, si sequestrano 5.000 file fotografici ad una persona che osservava lo svolgersi della vita nel giardino di una villa appartenente al principale esponente della maggioranza.
Questo piccolo fatto di cronaca mi fa ben sperare che qualcosa della più grande "forma d'espressione visiva morente" del nuovo millennio sia invece ben vivo e vegeto.
Forse è il logos che vuole sbarazzarsene. Meglio il 3D, meglio credere che le cose basta dirle perché si avverino, un poco come fanno i maghi della finanza creativa statunitense o gli ayatollah iraniani.
Un cosa è sicura: il fotografo, quel bizzarro animale che si ostina a puntare il suo congegno verso qualcosa o qualcuno è sempre più malvisto. Così come chiunque scriva sulla Rete di quanto vede accadergli attorno. Meglio il 3D, la Second Life. Non si disturba alcun manovratore, si può sognarsi come fatina svolazzante in un mondo psichedelico e la mente può finalmente trovare il riposo tanto agognato. I fatti, la First Life lasciamoli ai pochi, sempre più pochi, che sanno come gestirli: per sè stessi e per tutti gli altri.
Game Over. (or not?)

domenica 14 giugno 2009

Overlook Hotel

Villa Gualino, Torino (Italia) ©2009 Fulvio Bortolozzo.

l'Osservatorio Gualino organizza un laboratorio dedicato allo studio e realizzazione di fotografie di luogo, usando come teatro d'azione le parti comuni e le stanze d'albergo di Villa Gualino.

Oltre a proporre la visione commentata di immagini tratte dal film di culto "SHINING" di Stanley Kubrick e fotografie attinenti al tema realizzate da vari autori riconosciuti (Lee Friedlander, Stephen Shore, Alec Soth, ecc.) si terranno due sessioni pratiche di ripresa in Villa, incluso il terrazzo panoramico sommitale, per dare modo agli iscritti di verificare direttamente i concetti illustrati dal docente
.

Una selezione delle migliori fotografie realizzate dagli iscritti verrà esposta in una successiva mostra collettiva a Villa Gualino.



OVERLOOK HOTEL
Sabato 20 giugno 2009

Workshop di Fulvio Bortolozzo

Sede:
Villa Gualino
Viale Settimio Severo 63, Torino

Durata:

8 ore

Programma:

11-13 Lezione in aula (prima parte)
13-15 Pausa pranzo
15-17
Lezione in aula (seconda parte)
17-19 Prima sessione di ripresa
19-21 Pausa cena
21-22 Seconda sessione di ripresa
22-23 Valutazione finale e selezione


Costo:
80,00 Euro

Informazioni:
info@osservatoriogualino.net
348.774.7360 (Fulvio Bortolozzo)

domenica 31 maggio 2009

Vita Sospesa

Cimitero di Staglieno, Genova (Italia)" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Il risultato, particolarmente soddisfacente, ha in effetti mantenuto le aspettative previste. Le immagini, infatti, mostrano i luoghi del Cimitero non più in una particolare evidenza; non sembrano il ricovero eterno di chi, purtroppo, ha lasciato questo mondo ma, piuttosto, si mostrano come parte della città e come paesaggi i quali, attraverso la morte, tessono un dialogo differente, di nuova impronta semantica.
(testo estratto dalla presentazione del curatore Fabrizio Boggiano)



VITA SOSPESA
IV Edizione
1°- 7 giugno 2009

a cura di FABRIZIO BOGGIANO

Opere di:
FULVIO BORTOLOZZO
MICHELA CORBO

Selezione di opere degli artisti delle edizioni precedenti:
Clelia Belgrado, Connie Bellantonio, Daniela Carati, Martina Dandolo, Franca Giovanrosa, Elettra Ranno.


Sede della mostra:
Cimitero Monumentale di Staglieno
(atrio ingresso principale)
Piazzale Resasco, 16137 Genova

Inaugurazione:
lunedì 1° giugno 2009
dalle ore 10:00 alle ore 16:00


Orario di visita:
tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 16:30

Informazioni:
tel. 010.557.6874 – 010.557.6901
e-mail servcivici@comune.genova.it

venerdì 15 maggio 2009

Un libro per i fotografi

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Hai capito ormai che concepisco il libro come un'opera dove dovrebbe scorrere qualcosa di simile ad un fluido vitale.

Qualcosa dovrebbe restarti dentro dopo che l'hai sfogliato – come succede appunto con una buona opera letteraria o con un buon film – e questo qualcosa non può essere semplicemente l'aver assistito a delle acrobazie dell'occhio, per quanto straordinarie. Devi suscitare delle reazioni, dei sentimenti oltre la constatazione che sei bravo a fotografare. Per me in ogni caso non è sufficiente. Più che passerelle di fotografie servono dei progetti/libro frutto di un tuo sentito coinvolgimento con ciò che nella vita ti segna. Per alcuni può essere un nodo doloroso e mai risolto della loro vita, per altri il sogno di una notte di mezza estate.
(Luciano Zuccaccia, "Un libro per i fotografi", testo estratto dall'intervista a Roberto Salbitani)

giovedì 14 maggio 2009

Ci vediamo da Mario

©2009 Fulvio Bortolozzo

Ne parlavamo l'altra sera con Roberto Salbitani e altri amici durante una bella serata piacentina. Un giorno incontrai Mario Giacomelli e quel giorno segnò un passaggio importante per la mia vita, di uomo e di fotografo. Oggi ripubblico su CAMERA DOPPIA quello che scrissi, e mostrai, il giorno in cui Mario abbassò le serrande del suo bar esistenziale. Per leggere, e vedere, basta cliccare sulla foto.