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REST 23 | UNCHRISTMAS EDITION

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In questo numero (dicembre 2020): In this issue (december 2020): Antonio ARMENTANO, Andrea BANZATO, Riccardo BECCIO, Daniele BERTIN,Daniela BERUTTI, Gustavo BOEMI, Sandro BONALDO, Fulvio BORTOLOZZO, Giovanni CAPPIELLO, Gianni CARIONI, Pietro CASPANI, Roberto CATTINI, Gianni CAUCCI, Giuseppe CAVALLERO, Carlo CAVICCHIO, Francesco CIANCIOTTA, Luigi CIPRIANO, Paolo COLTRO, Sergio CREAZZO, Carmen DECEMBRINO, Daniela DIONORI, Giorgio DUA, Mario FERRARA, Sonia FERRARI, Domenico FIORIELLO, Federico GALLI, Edoardo GAMBA, Elena GARIGLIO, Matteo GARZONIO, Ombretta GAZZOLA, Massimiliano GLORI, Marco GUIDI, Lorenzo LEONE, Sebastiano LO TURCO, Andrea LOMBARDO, Eloj LUGNANI, Lorella MAZZELLA, Giovanni MINERVINI, Lorenzo MINI, Massimo MINIOTO, Fabio MORASSUTTO, Massimo PATELLA, Alessandro PERENO, Monica PETTENATI, Fiorella RABELLINO, Federico RANGHINO, Vito RENÒ, Luisa ROMUSSI, Caterina SANTINELLO, Franco TANEL, Enzo TRENTO, Franco ZANIN. REST  è una rivista  On Demand  di fotografie senza parole. I f

L'autore, il professionista e la comunicazione.

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La vicenda delle fotografie di Letizia Battaglia per la comunicazione di marchio della Lamborghini è ormai piuttosto nota, almeno sulla rete italofona. Chiarisco subito che le fotografie mi lasciano abbastanza indifferente. Colgo però anch'io che quelle bambine con lo sfondo delle supercar di lusso nella scena storica di Palermo hanno qualcosa di sgradevole. Problema mio e di quanti hanno sensibilità affine alla mia. Non è questo il punto che mi spinge a scrivere. Piuttosto mi pare invece molto interessante pensare al rapporto tra autorialità, professionismo e comunicazione, prendendo spunto da questo caso. Un autore, o un artista se si vuole, per me è un umano che mette insieme a suo modo qualcosa ottenendo un risultato che prima di allora non esisteva così, anche solo per alcuni aspetti. Di solito, se il risultato è molto dirompente, affronta anche un periodo, che può durare persino secoli, nel quale il suo lavoro non solo non viene compreso, ma nemmeno accettato. Eppure questi

La furbizia italica.

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Un deficit culturale, forse persino genetico, affligge le italiche genti e ne spiega i comportamenti paradossali. L'appellativo di "furbo" viene dato da noi a chi di fronte alle situazioni che lo coinvolgono escogita una soluzione ottima per i suoi interessi, non importa se a danno di altri. Il furbo suscita ammirazione, o almeno condiscendenza, perché si ritiene che in fondo abbia una mente brillante. Invece proprio la furbizia è l'indizio più evidente della sua insufficienza intellettuale. Vedere e risolvere è alla portata di chi abbia una discreta capacità di far funzionare la materia grigia che si suppone occupi lo spazio intracranico. L'evidenza dei fatti già contiene gli elementi per la soluzione. È sufficiente identificarli e metterli insieme nel modo voluto. Questo spiega una caratteristica ritenuta positiva dell'atteggiamento italiano di fronte alle emergenze. La vera sfida intellettuale però non è vedere e risolvere, ma quella di riuscire a prevedere

Cosa stavo dicendo?

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La distrazione non è più ormai un evento saltuario, un difetto dell'attenzione da evitare il più possibile per non trovarsi in difficoltà con quello che si sta facendo. Semmai è il contrario. La distrazione è lo stato normale, mentre il richiamo improvviso ed inatteso alla concentrazione su qualcosa che minaccia di interromperla viene vissuto come un fastidio, un evento ostile, a volte persino un trauma. La fotografie possono essere parte importante di questo capovolgimento comportamentale. Diversamente dalle immagini tradizionali, vengono prodotte da una macchina che una volta avviata trattiene tutto quello che l'obiettivo fa entrare in essa. Tutto, anche quello che non era stato visto, o voluto, dall'umano addetto alla macchina. Ci siamo così abituati ad avere per le mani immagini contenenti qualcosa che sul momento non era previsto e magari nemmeno voluto. Poco male, il tempo potrà far riemergere ciò che interessa quando cambierà qualcosa. Persone, animali, luoghi e cose

La morte di un professore, il pensiero e la libertà.

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Samuel Paty insegnava storia, geografia ed educazione civica in una scuola pubblica nei dintorni di Parigi, poi un brutto giorno è arrivato un giovane che l'ha decapitato per strada per qualcosa che aveva fatto e detto in classe. Da noi temo che sia stato percepito più o meno come l'ennesimo efferato fatto di cronaca.  In Francia invece la morte del professore ha suscitato un'emozione enorme che ha trovato nella commemorazione ufficiale alla Sorbona svolta da Emmanuel Macron il suo culmine istituzionale. Penso che questo dipenda dal ruolo riconosciuto alla scuola e ai docenti nella formazione delle nuove generazioni repubblicane in uno stato laico che ha come suo atto fondante la Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen del 1789. Diciassette brevi articoli che cambiano il modo di considerare l'essere umano e lo rendono indipendente da ogni legame e vincolo con ciò che non riconosce come valido per se stesso, a cominciare dalle religioni per proseguire con le

Un ringraziamento.

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Ringrazio pubblicamente davvero di cuore quegli affezionati frequentatori dei miei seminari, uno persino venuto da Milano per l'occasione, che ieri hanno voluto sfidare questo periodo virale partecipando all'incontro su Italo Insolera al Polo del '900 . Sono molto onorato di un'attenzione che si mantiene così viva ormai da vari anni e che mi stimola a proseguire nello studio e nell'approfondimento dell'iconografia fotografica. Ieri sera il tempo era ridotto ed ho potuto solo accennare ad alcune questioni cruciali che senz'altro avremo modo di approfondire nel tempo, seminario dopo seminario. Sono anche grato all'architetto Paolo Aghemo , che mi ha invitato a portare il mio contributo nell'ambito degli incontri su Insolera, all'architetto Davide Derossi , l'altro relatore dell'incontro, perché con il suo intervento mi ha dato nuovi spunti di riflessione e a tutti coloro che hanno reso possibile l'evento. Ora mi rituffo nella prepara

#5 Passaparola.

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Ieri ho avuto il piacere di chiacchierare in streaming con l'amico Steve Bisson su quello che vado facendo in fotografia. Steve da ormai dieci anni mi onora della sua attenzione nell'ambito dell'ampia attività di osservazione del fotografico contemporaneo che conduce con sensibilità e intelligente apertura di studioso alle figure e ai fenomeni che incontra. Spero che l'oretta di video possa risultare gradita a chi segue questo blog. In ogni caso, fatemi sapere. Come al solito, via e-mail .  P.S. La trascrizione in italiano della prima intervista che mi fece Steve per Urbanautica , è qui: https://borful.blogspot.com/2011/08/le-domande-di-steve.html