giovedì 17 dicembre 2009

Limpide e fredde

Torino, 13 aprile 2006 /8
"Candidati" © Fulvio Bortolozzo 2006. 

Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell'atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all'oblio. Anche quando gli amanti dànno volta ai corpi nudi pelle contro pelle cercando come mettersi per prendere l'uno dall'altro più piacere, anche quando gli assassini spingono il coltello nelle vene nere del collo e più sangue grumoso trabocca più affondano la lama che scivola tra i tendini, non è tanto il loro accoppiarsi o trucidarsi che importa quanto l'accoppiarsi o trucidarsi delle loro immagini limpide e fredde nello specchio.
(Italo Calvino, Le città invisibili)

mercoledì 9 dicembre 2009

Lui e i merli

Milano, 12 novembre, ultimo treno regionale per Torino.
"Appunti per gli occhi" © Fulvio Bortolozzo 2009

Se l'uomo investisse nel fischio tutto ciò che normalmente affida alla parola, e se il merlo modulasse nel fischio tutto il non detto della sua condizione d'essere naturale, ecco che sarebbe compiuto il primo passo per colmare la separazione tra... tra che cosa e che cosa? Natura e cultura? Silenzio e parola? Il signor Palomar spera sempre che il silenzio contenga qualcosa in più di quello che il linguaggio può dire. Ma se il linguaggio fosse davvero il punto d'arrivo a cui tende tutto ciò che esiste? O se tutto ciò che esiste fosse linguaggio, già dal principio dei tempi? Qui il signor Palomar è ripreso dall'angoscia.
(Italo Calvino, Palomar)

mercoledì 25 novembre 2009

Lavori in Villa


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la seconda mostra collettiva della rassegna LAVORI IN CORSO.

Le fotografie selezionate per quest'esposizione rappresentano lo "stato dell'arte" degli autori nel loro personale cammino di ricerca visiva.

Nell'intento di permettere a ciascun partecipante un riscontro diretto sul rapporto esistente tra progettualità individuale e coinvolgimento del pubblico, si è dato molto spazio alle serie d'immagini omogenee. Tutte sorrette dall'intenzione esplicita di "conquistare" un proprio significato in virtù della ripetizione, e variazione, del loro tema di fondo.

Come nella precedente esperienza, il momento espositivo, lungi dal voler essere l'occasione per tirare le fila di discorsi ancora germinali o in pieno svolgimento, viene vissuto come indispensabile punto di passaggio critico per l'irrobustimento della consapevolezza progettuale degli autori esposti.

L'auspicio del curatore di LAVORI IN CORSO II è quello di veder crescere, anche grazie ad iniziative come questa, il maggior numero possibile di nuove volontà espressive orientate ad una concezione perfomativa, procedurale e progettuale della pratica fotografica.



LAVORI IN CORSO II

1° dicembre 2009 - 10 gennaio 2010

a cura di Luigi Walker

Fotografie di Fabrizio Amort, Luca Capello, Daniele Druella, Francesco Germinara, Marco Masanotti, Marcello Torti.

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Presentazione:
martedì 1° dicembre 2009
alle ore 19:00


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle 19:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)

cel. 348.774.7360 (Bortolozzo)
e-mail info@osservatoriogualino.net
web www.osservatoriogualino.net




lunedì 23 novembre 2009

Osservare con calma

"Appunti per gli occhi" © Fulvio Bortolozzo 2009

Scoprivo che un medesimo viaggio si poteva prolungare, ripetere e moltiplicare attraverso la lettura di libri, lo studio delle mappe, l'osservazione delle immagini e delle fotografie. Scoprivo anche che quel modo di spostarsi aveva addirittura un vantaggio rispetto allo spostarsi fisicamente, nel senso che il percorso iconografico permetteva di fermarsi, osservare con calma, tornare all'immagine precedente, cosa che spesso in un vero viaggio non si ha né il tempo né la possibilità di fare.
(Ryszard Kapuściński, In viaggio con Erodoto)

domenica 22 novembre 2009

Hopper a Milano

© Fulvio Bortolozzo 2009

Una bella fila di persone mi accoglie nel cortile di Palazzo Reale a Milano. Tutti in attesa, più o meno paziente, di vedere dal vero i capolavori di Edward Hopper. L'aspettativa è grande, però, come già mi era successo con la precedente mostra di Magritte, in questo palazzo finisco per consumare anche piccole delusioni.

Per dare a Cesare quel che è di Cesare, devo subito dire che sia l'accoglienza, sia l'allestimento, danno prova della solita positiva laboriosità meneghina. Tutto è stato fatto per il meglio. Il catalogo anche. Persino di più. Nel senso che alcuni dei pezzi più importanti realizzati da Hopper si possono vedere solo lì. Qui nasce il retrogusto amaro della mia delusione. La comunicazione mediale della mostra ha, almeno con me, lavorato "troppo bene". Una mostra intitolata "Edward Hopper" aveva fatto nascere nella mia fantasia sogni di gloria. Come, per esempio, quello di poter vedere un'antologica piuttosto completa dell'artista senza dover per forza volare negli States.

Errore, errore. In realtà vengono esposti i pezzi eccellenti, davvero pochi, della collezione del Whitney Museum di New York assieme a opere iniziali e minori, bozzetti preparatori, schizzi, davvero tanti. Intendiamoci, per approfondire la metodologia operativa dell'artista, questa mostra è importante. Dal mio punto di vista, fotografico of course, ho anzi avuto un'occasione per riflettere sull'importanza, a mio parere non ancora sufficientemente indagata, dell'uso della fotocamera nei progetti hopperiani proprio osservando in mostra alcune opere finite e gli studi relativi.

Persino un piccolo set predisposto da un artista contemporaneo per far giocare il pubblico al tableau vivant, cioè alla soddisfazione di "entrare" in una composizione famosa di Hopper, Morning Sun, dava in effetti lo spunto per ragionare sulle sue scelte a volte fortemente antiprospettiche. Del tutto insufficienti invece le postazioni informatiche, contenenti solo qualche notizia e immagine.

In sintesi, si tratta, a mio parere, di una mostra molto specifica e davvero utile solo per chi già conosca Hopper e desideri capirne meglio il percorso di costruzione del suo particolarissimo modo di dipingere. In questo senso sono ben contento di averla vista, ma forse mi sarei risparmiato qualche pullman di visitatori "giocondeschi" se solo l'agenzia di comunicazione avesse, per una volta, detto la verità sul prodotto in vendita.

Lo so, pretendo troppo.

P.S.- Dopo la pubblicazione di questo post mi è stato riferito da fonte affidabile che, alla faccia della "positiva laboriosità meneghina", la mostra è stata in realtà comperata "chiavi in mano" dal Comune di Milano al Whitney Museum di New York. Mentre però nasceva a New York come mostra dichiaratamente settoriale, dedicata al rapporto tra Edward e sua moglie, qui in Italia diventa il Grande Evento farlocco nel quale sono inciampato. Bravissimi, applausi a scena aperta...


venerdì 20 novembre 2009

Un iraniano a Torino

© Mohammadreza Mirzaei

Sono davvero lieto di poter proporre al pubblico torinese un incontro-conferenza con il giovane autore iraniano Mohammadreza Mirzaei.

Mirzaei vive e lavora a Teheran. Da alcuni anni porta avanti un pensiero originale sulla realtà culturale del suo Paese, con riferimenti forti alle migliori tradizioni fotografiche internazionali. Nell'occasione di questo suo viaggio in Europa ha voluto sostare a Torino per rinsaldare di persona i rapporti virtuali che da qualche tempo intrattiene con me via Internet. Durante la serata Mohammadreza presenterà uno slide-show e commenterà i progetti in corso, mettendosi a disposizione degli intervenuti per approfondirne i vari aspetti.

Spererei proprio che la partecipazione all'evento sia degna della sua eccezionalità. Per questo motivo esorto i miei concittadini, e gli amici più vicini, a non voler mancare a questo appuntamento.


UN IRANIANO A TORINO

Slide Show e conferenza di Mohammadreza Mirzaei

A cura di Fulvio Bortolozzo

Venerdì 27 novembre alle ore 18:00


Sede della conferenza:

Villa Gualino
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Informazioni:
cel. 348.774.7360 (Bortolozzo)
e-mail info@osservatoriogualino.net
web page www.osservatoriogualino.net


lunedì 9 novembre 2009

Artissima 16

Non c'è due senza tre. Rieccomi qui con il mio "pezzo" su Artissima fatto come al solito con la "muta" sequenza cronologica della fotografie scattate durante l'incursione di ieri pomeriggio.

Così, a caldo, mi è sembrata un'edizione con meno cose da vedere, ma diverse delle quali interessanti. Parecchie le ho trovate nelle gallerie tedesche, berlinesi in primis. Una presenza rilevante, forse dovuta al ventennale della caduta del Muro? Buone cose le ho incontrate anche tra Londra e New York. Fotografia sempre a piene mani. Dei Luigi Ghirri deliziosi, Struth giganteschi, Ruff anche, un Olivo Barbieri amazzonico, un bel pezzo storico di Eggleston, vari altri autori e, udite, udite nemmeno un Basilico!!!! Devo essermelo perso io, perché un'edizione di Artissima senza un po' di basilico, mi parrebbe quasi un sacrilegio ;-)


Chi desidera ri-vedere le fotografie delle due edizioni precedenti può cliccare qui e qui.

lunedì 26 ottobre 2009

Too Much or Nothing


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la sua quinta mostra fotografica.

Sotto il titolo Too much or nothing viene per la prima volta presentata come organico lavoro a quattro mani quella felice convergenza progettuale nata tra Edoardo Hahn e Francesco Nencini nell'occasione della loro recente partecipazione alla rassegna sul lavoro contemporaneo organizzata dall'Associazione Pol!femo di Milano.

Pur lavorando senza conoscere il progetto l'uno dell'altro, Hahn e Nencini raggiungono una complementarietà così strabiliante da rendere quanto mai opportuno considerare come due facce della stessa medaglia i loro esiti individuali.

Mentre Hahn sceglie il colore e un'osservazione prospettica impassibile degli interni di luoghi inspiegabilmente abbandonati da ogni persona e attività produttiva, Nencini trova in un bianco e nero voyeuristico, con echi hitchcockiani, la soluzione ideale per scrutare dall'esterno negli eccessi delle vite d'ufficio, immerse in orari impossibili e fatiche mentali altamente tossiche.

"Troppo o niente", sembra purtroppo sempre più questo il paradigma di quel lavoro su cui si fonda la nostra Costituzione. Un gravissimo regresso civile e sociale del nostro tempo che i due autori contribuiscono validamente a rimarcare.


TOO MUCH OR NOTHING

Fotografie di Edoardo Hahn e Francesco Nencini

A cura di Fulvio Bortolozzo

27 ottobre - 29 novembre 2009

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Presentazione:
martedì 27 ottobre 2009
alle ore 19:00


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle 21:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)

cel. 348.774.7360 (Bortolozzo)
e-mail info@osservatoriogualino.net



martedì 13 ottobre 2009

IL PHOTO FESTIVAL DI TORINO


Ebbene sì, quest'anno partecipo anch'io al Turin Photo Festival che apre i battenti giovedì prossimo 15 ottobre alle 18:30 nella suggestiva sede principale della ex Manifattura Tabacchi, ribattezzata per l'occasione con l'antico nome di "Città della Luce".

Gli autori selezionati sono oltre sessanta e ho già intravisto durante l'allestimento una variegata ricchezza di proposte che renderà particolarmente attraente la manifestazione. Questa ultima fase di preparazione del festival non è poi meramente tecnica perché ogni autore viene chiamato ad appendere da sè le opere e persino le didascalie, "autoprodotte" secondo i criteri grafici ricevuti dall'organizzazione. Una formula davvero inedita, escogitata dai curatori Mauro Villone e Lidia Urani forse per contenere i costi, ma che ha il pregio di mettere a contatto diretto gli autori i quali, nello scambiarsi martelli, ganci e biadesivo in questo strano "cantiere dell'arte", finiscono per parlarsi di fotografia e vita vissuta. In un ambiente tradizionalmente chiuso ed autoreferenziale come quello della fotografia torinese si tratta a mio avviso di una piccola, ma estremamente positiva, "rivoluzione culturale".

Per mia parte, espongo in quella sede solo un paio di notturni torinesi di 40x50cm estratti dalla serie "Scene di passaggio (Soap Opera)" . Un tempo opere di queste dimensioni sarebbero state considerate normali, o persino "grandine", ma nel festival fanno la figura di miniature se paragonate a molte altre opere che rincorrono i metri quadri con la notevole generosità consentita dagli attuali sistemi di stampa digitale.

Oltre a questa presenza nella Città della Luce che ha lo scopo di "fare gruppo" e condividere con gli altri l'esperienza espositiva, ho altri due appuntamenti che mi riguardano.

Il primo è venerdì 16 ottobre alle ore 19 presso la giovane galleria Artefilia / My Personal Gallery di via Barbaroux 40/D. Si tratta di una videoproiezione dal tema "Spazi urbani: l'estetica della trasformazione". Partendo da un excursus visivo sul mio lavoro, e da riflessioni sulla tradizione fotografica cui faccio riferimento, proporrò all'attenzione dei presenti alcune considerazioni sul continuo divenire dell'urbanizzazione come sostanziale forma estetica "permanente" del nostro tempo. Chi fosse interessato alla cosa, avvisi della sua presenza perché i posti sono limitati.

Il mio secondo appuntamento è l'inaugurazione di una piccola personale che ho intitolato SPAZI URBANI, sempre nell
a galleria Artefilia / My Personal Gallery di via Barbaroux 40/D, alle ore 18:30 di martedì 20 ottobre prossimo. Nell'occasione esporrò alcune recentissime opere dedicate alla trasformazione urbana torinese. Penso perciò di poter dare buone soddisfazioni agli amici e conoscenti che vorranno darmi il piacere della loro presenza durante il momento inaugurale.


SPAZI URBANI
Fotografie di Fulvio Bortolozzo.
20-31 ottobre 2009

Sede:
Artefilia / My Personal Gallery
Via Barbaroux 40/D, Torino

Videopresentazione:
"SPAZI URBANI: L'ESTETICA
DELLA TRASFORMAZIONE"
venerdì 16 ottobre 2009, ore 19
(ingresso libero - prenotazione consigliata)

Inaugurazione della mostra:
martedì 20 ottobre 2009, ore 18:30

Orario di visita:
dal lunedì al sabato, ore 16-19:30
Il mattino su appuntamento (domenica chiuso)

Informazioni e prenotazioni:
cel. 348.774.7360 (Fulvio)
e-mail fulvio@bortolozzo.net
cel. 335.778.7136 (Elena)
e-mail elena.artefilia@hotmail.it


giovedì 1 ottobre 2009

CONFINI 07

L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la quarta mostra fotografica di un ciclo espositivo che si concluderà nel dicembre 2010.

L’idea di una rassegna fotografica che sia allo stesso tempo un momento di verifica ed un trampolino per autori che propongono immagini di ricerca e mostrano buona progettualità nasce nel 2001 da MassenzioArte ed è subito affiancata nella selezione e progettazione da PhotoGallery. Dal 2009 alle location storiche di Roma e Firenze si affiancano partner di rilievo come Osservatorio Gualino di Torino e Lanterna Magica di Palermo.
Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia.



CONFINI 07
Fotografie di Angelina Chávez, Susan Kammerer, Marco Ioannucci, Stefano Parrini.
6 - 25 ottobre 2009

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 6 ottobre 2009
dalle ore 17:30 alle ore 20:30


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)
e-mail info@osservatoriogualino.net