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Visualizzazione dei post da maggio, 2021

REST 26

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In questo numero (giugno 2021) In this issue (June 2021) Stefano BARATTINI Carlo CAVICCHIO Mauro Thon GIUDICI Massimiliano GLORI Giorgio MENEGHETTI Giovanni MINERVINI Lamberto MOROSINI Alessandro PERENO REST  è una rivista  On Demand  di fotografie senza parole. I fotografi selezionati per REST realizzano serialità con immagini interessanti. REST  cambia la priorità. La percezione visiva è la prima forma di conoscenza: istintiva, pre-verbale. REST  pensa: se un'immagine non funziona, centinaia, migliaia o milioni di parole non potranno salvarla. REST  is  an  On Demand  photographic magazine without words . The photographers selected for  REST  carry out good projects with interesting pictures. REST  wants to change the priority. The visual perception is the first form of knowledge: instinctive, pre-verbal.  REST  thinks: if an image doesn't work, a hundred, a thousand, or a million words won't be enough to

Ecco la felicità assoluta.

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"Conquistarsi il tempo per le proprie passioni. Per tutta la mia vita, ogni volta che ho guadagnato dei soldi li ho usati per comprarmi del tempo. Che poi impiegavo per deambulare e reagire ad ogni immagine che si presentava di fronte a me, insomma, per fotografare: ecco la felicità assoluta." Ferdinando Scianna Fonte: altrestorie@mariocalabresi.com

ZiNE 21/1

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Photographs taken wandering around northwest area of Turin (Italy). A photographic flow produced with a criterion of archaeological collection of traces left by contemporary humanity filtered by the necessarily subjective selection of the photographer. Fotografie prese girovagando nella zona nord-occidentale di Torino. Un flusso realizzato con un criterio di raccolta archeologica delle tracce lasciate dall'umanità contemporanea filtrate dalla selezione necessariamente soggettiva del fotografo.

ZiNE 21/1

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2021  (selezione) Fotografie prese girovagando nella zona nord-occidentale di Torino. Un flusso realizzato con un criterio di raccolta archeologica delle tracce lasciate dall'umanità contemporanea filtrate dalla selezione necessariamente soggettiva del fotografo. Fotolibro stampato su richiesta  (Blurb.com) 2021  (selection) Photographs taken wandering around northwest area of Turin (Italy). A photographic flow produced with a criterion of archaeological collection of traces left by contemporary humanity filtered by the necessarily subjective selection of the photographer. Print-on-Demand photobook  (Blurb.com) ZiNE 21/1 ©2021 Fulvio Bortolozzo Le fotografie ed i testi pubblicati in questo blog sono di mia esclusiva proprietà. Chi viola il Copyright sarà perseguito a norma di legge. The photographs and texts published in this blog are my exclusive property. Who violates the Copyright will be pursued according to law. < INDIETRO / BACK

DDL Zan, l'articolo 4.

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Sull'onda della vicenda Fedez / RAI , mi son preso la briga di scaricarmi il PDF del Disegno di Legge numero 2005, noto come "Zan" nella versione approvata dalla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020. Per quello che posso capirne io, uomo della strada, mi pare uno strumento legislativo che si limita ad integrare le leggi già esistenti con l'aggiunta dell'aggravante dell'ostilità verso gli orientamenti sessuali tra i motivi che portano ad atti di violenza. A questo fine, si introducono anche iniziative educative scolastiche obbligatorie ed una giornata, il 17 maggio, dedicata a questa tematica. Fin qui, tutto bene, almeno per me. Siamo un Paese che sconta ritardi impressionanti nella difesa dei Diritti Civili rispetto ad altri Paesi europei. Ritardi che devono necessariamente essere colmati nel più breve tempo possibile. Ben venga quindi una legislazione in tal senso. Ho però un dubbio sull'articolo 4, in particolare su come è scritto e su come possa veni

Stanche ceneri.

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Duecento anni fa Napoleone moriva nell'Isola di Sant'Elena. Sembra che ne siano passati mille in realtà, anche se pur provando a resistere alla tentazione non è davvero possibile lasciar passare questa ricorrenza nel silenzio quando fin dall'infanzia ci è stato detto a scuola che questo è stato uno dei Grandi Uomini che hanno fatto la Storia, come Giulio Cesare, Alessandro Magno e pochissimi altri. Dopo due secoli trascorsi pericolosamente, forse si può comprendere con migliore evidenza che sì, Napoleone Bonaparte ha condotto alla morte ed alla gloria tanti suoi connazionali sui campi di battaglia di mezza Europa, ma che no, non è stato un grande uomo. Un grande, anzi grandissimo comandante in battaglia. Un geniale artista della guerra. Un artista che realizzava le sue opere con il sangue dei soldati morti e straziati, suoi e dei suoi nemici, con risultati ineguagliabili, almeno fino a che gli eserciti non diventarono troppo grandi, i suoi migliori assistenti non furono mor

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