REST QUEST: Francesca Tilio.

©2009 Francesca Tilio, serie ME².

Come si intitola la serie pubblicata su REST e di quante immagini è composta?
La serie è ME², vincitrice del premio Camera d'Oro al Lens Based Art Show di Torino del 2010.
Si tratta di uno dei miei primi lavori fotografici con le parrucche, sicuramente il primo associato ad una performance, diventato elemento fondamentale nei lavori successivi. Le donne che visitavano la mostra, infatti, venivano fotografate con le parrucche e gli oggetti che utilizzavo nei miei set. L'idea di una ME esponenziale, sempre diversa, congelata in vecchie pose cinematografiche e teatrali, custode di storie accennate e svelate in un'unica immagine, si completava con le ME esponenziali interpretate dalle altre donne, modelle estemporanee e surreali, parti integranti del progetto.

Quali intenzioni ti hanno guidato nell'impostazione della serie?
Sono passati diversi anni da quel progetto, avevo iniziato a fotografare da poco. L'ironia, la volontà di vedermi differente, interprete di altre ME, l'amore per il cinema di Alfred Hitchcock e per la fotografia di Cindy Sherman, la possibilità di spendere la mia esperienza teatrale attraverso un mezzo che conoscevo poco ma che mi apriva un mondo gigantesco e sconosciuto.

Quali procedure di ripresa e post produzione hai seguito?
Autoscatto attraverso telecomando a distanza, autoscatto con timer, autoscatto con l'ausilio del mio compagno. La post-produzione è veramente ridotta ai minimi termini.

Qual è in breve la tua storia nel fotografico?
Sono fotografa e creativa marchigiana, di Jesi. Lavoro da anni nell’area performativa attraverso la relazione con le persone e in particolar modo con le donne. Realizzo importanti progetti sull’autoscatto, da ME² al Pink Project, mostra itinerante a sostegno della lotta contro il cancro al seno. Nel 2015 esce il mio primo libro, Le femmine sono numeri dispari, 9 racconti x 9 fotografie x 9 pezzi musicali. Con la regista Federica Biondi sono co-sceneggiatrice del film Vicini, storia tratta da uno dei racconti del libro.

A cosa stai lavorando adesso?
Gipsytudineun blog di viaggi per occhi, orecchie e altri organi. Oggi è diventato una mostra fotografica., un progetto che esce dalla rete per diventare carta. Non un blog per grandi turisti ma per piccoli viaggiatori, un percorso attraverso la poesia della quotidianità. In breve: viaggio, scatto, penso, ascolto. Lo trovate qui:
https://francescatilio.wordpress.com

Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
Questo mio ultimo lavoro è totalmente diverso dai precedenti e forse in molti non mi riconoscono vedendolo. In realtà mi somiglia molto, trovo che la dimensione legata al viaggio, alle parole e alla musica, siano lo specchio della ME di adesso. Mi sono interrogata sul senso di Gipsytudine come titolo. Dovrebbe essere una certa attitudine al viaggio, allo spostamento, non solo fisico, e credo che ognuno abbia la propria, di gipsytudine. La mia, ad esempio, è un particolare equilibrio acquisito nel tempo che unisce la continua voglia di partire al desiderio di fotografare il viaggio, con un occhio al fotografico e l'altro alla famiglia. L'attitudine ad essere presente e assente nello stesso tempo. Lo stesso equilibrio che metto in campo nel quotidiano, la stessa presenza e assenza che sono parte di me e del femminile in generale.
Per la prima volta collaboro con un designer, Simone Alessandrini, che ha pensato per la mostra a un allestimento site specific. Una struttura leggerissima in legno, che cambia forma e dimensione a seconda del numero di opere e del luogo di esposizione.
Buona Gipsytudine a tutti.


REST 21/12/2016
CASETTA CORRADI GRASSO
PARAGGIO ROMUSSI TILIO


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