Ville, parchi, condomini.

Da bambino vivevo a Torino nel crescente quartiere, allora periferico, di Santa Rita. Oggi è popoloso come una media cittadina italiana e completamente inserito nel tessuto urbano torinese. Della mia seconda infanzia, la prima la vissi in altre zone della città, resta fortissimo il ricordo, o meglio la sensazione, di un piccolo parco vicino al condominio dove risiedeva la mia famiglia: Parco Rignon.

All'interno del parco c'è una graziosa palazzina settecentesca, Villa Amoretti. Così io figlio di emigrati veneti inurbato in un dignitoso condominio di periferia vivevo percezioni settecentesche. Nel mio piccolissimo, avrei poi capito Barry Lyndon, e le sue aspirazioni aristocratiche, proprio perché certe armonie, certe misure mi entrarono dentro respirando e camminando, senza averne precisa consapevolezza.

Oggi vivo in un condominio dignitoso che si affaccia su di una piazza semicentrale di Torino, al culmine topografico di quattro quartieri. Vicino alla piazza c'è La Tesoriera. Una villa settecentesca nel cui parco continua a crescere felicemente il più antico platano di Torino. Il Settecento mi appartiene. Il secolo dei Lumi è arrivato fino a me grazie alle sue sopravvivenze nell'urbano contemporaneo. Questo è il modo di formarsi di un'iconografia personale, come una mappa interattiva di ciò che si vive e di ciò che viene a vivere dentro di noi.

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