Vedere con chiarezza.

La possibilità di analisi nel tempo e nello spazio, dei segni che formano la realtà, la cui interezza ci sfugge da sempre, consente così alla fotografia, grazie alla frammentarietà, di essere più vicina al non delimitabile e cioè l’esistenza fisica.

Per questo non mi interessano: le immagini e i momenti decisivi, lo studio o l’analisi del linguaggio fine a se stesso, l’estetica, il concetto o l’idea totalizzante, l’emozione del poeta, la citazione colta, la ricerca di un nuovo credo estetico, l’uso di uno stile.

Il mio impegno è vedere con chiarezza, per questo mi interessano tutte le funzioni possibili, senza separarne nessuna, ma assumerle globalmente per potere di volta in volta, vedere e rendere riconoscibili i geroglifici incontrati.

Luigi Ghirri
(dall'introduzione di Kodachrome, 1978)