Immagini alla ricerca di occhi.

Una fotocamera è un oggetto tecnologico basato su alcune leggi fisiche fondamentali. Di per sé, non dovrebbe suscitare più interesse di una lavatrice. Se invece ha un successo così inarrestabile presso milioni di persone è perché ciò che produce non è solo un servizio utile alla persona, come dei panni puliti per esempio, ma  qualcosa di più, molto di più.

Il risultato di una fotocamera è un'immagine. Ottica, bidimensionale, oggi persino immediata, simultanea, plurimateriale e temporanea, nel senso che può apparire all'istante su display o monitor per ogni dove e per un tempo definito da chi guarda o da chi la fa guardare.

Il limite di questo tipo d'immagine resta l'accessibilità. Senza l'uso di una dotazione tecnologica almeno sufficiente essa non appare. Quindi la precondizione per fruirne è quella di appartenere al gruppo umano di quanti sono dotati delle necessarie apparecchiature. L'industria del settore ogni giorno che passa raggiunge con i suoi prodotti un numero sempre maggiore di umani a costi sempre meno elevati e quindi le barriere dell'accessibilità tendono a scomparire. Non a caso di recente il governo italiano ha deciso di far pagare il canone per il servizio radiotelevisivo pubblico nella bolletta dell'energia elettrica. La corrente elettrica diviene l'ultima barriera esistente al flusso delle immagini e quindi chi è allacciato è automaticamente connesso o connettibile con le immagini sonorizzate, non solo della televisione, ma anche di ogni altra apparecchiatura apposita, smartphone inclusi.

Ora, oggi, adesso, continuare a seguire le orme del pensatore marxista Pierre Bordieu, che nel 1965 derubricava l'uso della fotocamera ad intrattenimento dopolavoristico e pseudoartistico (arte media) della disprezzabile classe media, mi appare paragonabile a sostenere l'attualità del sistema tolemaico.

La rivoluzione copernicana nella quale siamo immersi porta in se stessa la scomparsa della novecentesca "classe media" come centro gravitazionale attorno al quale ruota la società. Le immagini ottiche tecnologiche sono alla portata di tutti, dal più aristocratico al più misero degli umani urbanizzati, entro una certa minima soglia di sopravvivenza. Prendere fotografie ormai è un'attività comune, quasi come respirare. L'umanità si divide ormai solo tra inclusi ed esclusi nel rito del consumo culturale, senza barriere intermedie possibili. Quindi l'arte media non esiste più, esistono solo immagini alla ricerca di occhi.

 


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