Dei piccoli avidi rospetti.

Non serve a nulla raccogliere pietre preziose.

Il raccoglitore può pure coltivare l'illusione di aver messo insieme qualcosa di importante, di vedersi onorato e apprezzato per questo lavoro da coloro che l'han visto costruire, pezzo per pezzo, la sua sudata collezione.

Può pensare che altri raccoglitori meno esperti, quelli che nel tempo gli han chiesto mille e mille suggerimenti, a volte pagandolo per questo, altre volte millantando in cambio un'amicizia immaginaria, gli saranno riconoscenti, lo citeranno come esempio virtuoso, si vanteranno di esserne discepoli e prosecutori della sua opera.

Invece no. La paga del suo lavoro sarà il silenzio. L'indifferenza, persino un po' risentita, di chi seppellendone il ricordo pensa scioccamente di sostituirlo nei suoi meriti. Come se dimenticare e far dimenticare basti per lavarsi la coscienza, per far diventare maestosi come leoni dei piccoli avidi rospetti.

(dalla raccolta di fiabe  "Luna piena, sole vuoto", AA. VV., edizione fuori commercio)

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