Fate entrare fotografie minuscole.

Scrivere e parlare di Fotografia è un esercizio noioso e sterile, quasi quanto il famoso chiedersi di quale sesso siano gli angeli mentre si è assediati. La Fotografia non esiste più, se mai fosse esistita prima.

La Fotografia, al singolare e con la "F" maiuscola, è un'invenzione retorica ad uso e consumo di compilazioni erudite, a volte definite pomposamente "Storia", che cercano di mettere in ordine persone e mezzi secondo il filo logico prediletto dagli estensori. Si elevano agli altari dell'adorazione, o si escludono del tutto, personaggi, periodi, tecniche e via dicendo inseguendo da un lato l'arte e dall'altro la scienza.

Esistono invece, ed in numero ogni giorno più incalcolabile, le fotografie, cioè immagini ottenute automaticamente da congegni a base ottica. Miliardi di miliardi, più fotografie che esseri umani in vita. Qui c'è un terreno fertile per tentare qualche ragionamento interessante.

Evidentemente moltissimi esseri umani trovano utile e piacevole prendere fotografie, così come guardare quelle prese da altri. C'è quindi una dimensione privata, che lo snobismo colto definisce volentieri "vernacolare", di gran lunga più praticata e influente di qualsiasi operazione "artistica".

Da questo magma ribollente, da questa fonte inesauribile oggi ben osservabile sulla rete, possono iniziare nuovi discorsi sul fotografico. Lì, fuori dal Fort Apache dei quattro "evoluti" che discettano tra loro. Aprite quel portone, fate entrare fotografie minuscole.