Esattamente al contrario.

C'è stato un tempo qui in Italia, in cui se un giovanotto portava i capelli lunghi veniva chiamato "capellone" e gli venivano attribuiti tutta una serie di atteggiamenti trasgressivi, in genere sessuali, come se fossero connaturati alla lunghezza di quei capelli. Dopo vennero i baffi, e i baffuti furono preferibilmente associati alla violenza del terrorismo, in specie di sinistra.

Accade ogni volta che qualcuno "interrompe" le consuetudini di una comunità e inizia a seguire comportamenti ad essa estranei. Perché questo accada l'interruzione dev'essere prima di tutto visibile sul corpo. Per gli umani il corpo non è solo l'unica manifestazione possibile di esistenza fisica, ma anche una specie di lavagna sulla quale disegnare la propria identità. Coprire il corpo, inciderlo, dipingerlo, deformarlo, serve sempre e comunque per divenire l'immagine di se stessi. Di come si è, o si vorrebbe essere considerati dalla comunità.

La mescolanza delle culture nella società globale ha accentuato il fenomeno e nella dispersione degli individui, sempre più urbanizzati e interconnessi sulla rete, le identità si sono moltiplicate in modo esponenziale. Mai come oggi la molteplicità di immagini e identità ad esse connesse è stata così grande. Per questo motivo proprio in questi tempi si scatena la reazione assassina di chi vuole che il mondo giri esattamente al contrario.