L'amicizia e l'onestà.

©2015 Fulvio Bortolozzo.
L'amicizia è un gran bella cosa. Una delle più belle della vita. Coltivare le amicizie richiede dedizione, ma si viene spontaneamente ripagati dall'attenzione affettuosa e reciproca che sprigionano. Le amicizie non si scelgono, accadono. Sono affinità elettive, empatie irrefrenabili e spesso irrazionali. Proprio per questo motivo, basare le proprie scelte culturali, che richiederebbero un minimo sindacale di onestà intellettuale, sull'amicizia non mi è mai parso un metro di misura dignitoso. E continuo a pensarla così, anche se mi capita di vivere dalla nascita in un Paese dove invece mi pare si continui in troppe situazioni a pensarla molto diversamente da me.
Nelle occasioni che ho fin qui avuto di curare qualcosa, sia esso mostra o pubblicazione, ho cercato di non farmi influenzare più di tanto dall'amicizia e dalla simpatia. O almeno ci provo seriamente. Nell'errare, condizione umana inevitabile, cerco di mantenere un freno etico. Mi impongo quindi, di fronte alla qualità di un lavoro che ritengo davvero interessante, di non restare ad esso indifferente, o persino ostile, per futili motivi di inimicizia e antipatia personale.

Scrivo queste cose per rassicurare gli amici che non sono stati fin qui inseriti da me in qualche progetto per via di questa amicizia, lo riterrei irriguardoso verso il loro lavoro. Anche tutti gli altri sappiano che non sarà il conquistarsi l'amicizia o simpatia, una sicura porta d'accesso alla mia attenzione curatoriale. Una cosa sola potrà esserlo: la qualità del lavoro. Ovviamente, per come posso percepirla io.


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