Uno strano specchio in forma di finestra.

©2014 Fulvio Bortolozzo.
Più che con il disegno o la pittura, con una fotocamera si mette in atto un'azione che origina da ciò che si è in grado di percepire.

La percezione è un'attività molto complessa che impegna a fondo il cervello umano.

Nella percezione rientrano anche i pensieri. Se una cosa puoi pensarla allora puoi percepirla. Riconoscerla. Termine ultimo del percepire è difatti il riconoscere, portare a livello di coscienza qualcosa e quindi averne consapevolezza. Il semplice abbandonarsi al flusso visivo degli occhi non produce nulla di tutto questo. Deve intervenire una scelta, una soglia di attenzione va superata. Qui iniziano, e finiscono, le possibilità del fotografico. L'azione tecnica che ne consegue rispecchia ciò che il fotografante è in grado di pensare: se hai pensieri banali farai fotografie banali. In questo senso, una fotocamera è davvero uno strano specchio in forma di finestra.

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