L'anima, nel migliore dei casi.


©2014 Fulvio Bortolozzo.
Fotografare è un atto tecnico, prima di tutto. Bisogna mettere in azione un congegno. Un gesto complesso che oggi può essere diretto e semplice quasi come il puntare qualcosa con il dito indice. Gesto quest'ultimo che le antiche madri insegnavano ad evitare ai loro figli, perché ritenuto molto maleducato. Come il fissare troppo intensamente e a lungo una persona. Selezionare, scegliere con lo sguardo è quindi qualcosa di aggressivo e sovversivo perché estrae dal contesto indifferenziato una percezione in particolare.

Non esiste una neutralità dell'atto fotografico. La si metta come si vuole, è un prendere, un portare via qualcosa. L'anima, nel migliore dei casi.

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