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San Giorgio e il mago.

©2014 Fulvio Bortolozzo.
Avevo in animo di scrivere d'altro oggi, ma il bello di tenere un blog è anche quello di poter fare e disfare a piacimento senza dover per forza rendere conto a nessuno di quanto si fa, nemmeno a se stessi. Quindi ecco la novità. Sta qui sopra. Si tratta di una veduta fotografica della facciata a mare di Palazzo San Giorgio a Genova, presa di recente secondo i dettami della prospettiva lineare.

Chi conosce quel luogo sa che il palazzo è sconciato dalla sopraelevata che nega una sua visione prospettica se non mettendosi molto a ridosso dell'edificio. Cosa ancora più sgradevole perché il lavoro di restauro di cui è stato oggetto gli ha restituito, o inventato non saprei dire, una maestosità pittorica che meriterebbe ben altro spazio per essere goduta appieno.

Mi decisi quindi a tentare di ottenere per via fotografica quello che l'esperienza nel luogo mi impediva. Dopo aver messo in atto l'osservazione ed averla riportata in fotografia, cercando la massima precisione che potevo nel collocarmi e nel riprendere, son venuto via convinto di aver fatto una buona presa. In questi giorni vi ho messo mano in post produzione per perfezionarla e il compiacimento mi è aumentato, mi si perdoni la vanità: sono un debolissimo umano come tutti.

Fin qui tutto bene, senonché nel prendere le misure definitive per riquadrare la fotografia mi sono finalmente accorto di qualcosa che lì a Genova non avevo notato, e sì che questo palazzo l'ho osservato diverse volte in diversi momenti. La simmetria apparentemente implacabile dell'edificio non mi tornava più. L'ala destra mi risultava più lunga della sinistra. In un primo momento pensai ad un mio errore di qualche natura. Dopo varie verifiche senza risultato, mi son deciso a compiere una breve ricerca con Google. E, sopresa, l'iconografia esistente conferma quanto avevo osservato sul mio file fotografico. Un ottimo blog, anche con molte immagini del restauro, me lo testimonia: passionarte.wordpress.com/palazzo-s-giorgio-genova.

Bene, e allora? Allora una volta di più l'esperienza del fotografico mi ha permesso di rilevare qualcosa che persino di persona davanti all'oggetto del mio osservare non ero stato assolutamente in grado di notare. Deficienza mia senz'altro, ma la fotocamera e la sua pratica mi consentono di vedere meglio e capire meglio ciò che vedo da trenta e passa anni. Non mi pare poco questo riuscire a vincere il mago delle illusioni percettive con la lancia di San Giorgio della fotocamera. Questo me la rende preziosa e mi spinge a continuare ad applicarla, ad intrometterla nella mia percezione del mondo.

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2 commenti:

  1. C'è qualcosa di inquietante in questa figurazione. Non tanto nella foto in quante tale ma nel soggetto raffigurato. Una delle tante rovine messe a nuovo in cui alla faccia del tampo che passa e lascia i suoi strati un qualchesaccente e' andato ricostruendo un look "originale" ... già ma quale ? Non certo quello medioevale o quello tardo rinascimentale. No quello di cui c'erano le foto in vita. L'inquietudine deriva dalla stretta parentela con le foto USA del caro estinto cui ci hanno abtuati alcuni mattacchioni. Un morto, imbellettato e raffigurato come vivente, oddio ovviamente imbalsamato nelle sue funzioni.

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    1. Grazie Mauro, in effetti il "mago" pittorico è davvero di tipo 2.0. Aggiornato alle iconografie in stile Las Vegas che tanto attirano lo sguardo dei "disneyfotografanti" contemporanei. Ci penseranno forse i gas di scarico della sopraelevata e la salsedine a ridare prima o poi una qualche patina storica al tutto.

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