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Il Maestro è nell'anima.


"Il Maestro è nell'anima e dentro all'anima per sempre resterà." (Paolo Conte)

Questo sabato ho infine trovato il giusto momento. Da mesi mi ripromettevo di andare a vedere la mostra antologica che Roberta Valtorta ha dedicato a Roberto Salbitani negli spazi del Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo. La mostra durerà fino al 6 aprile prossimo e consiglio subito vivamente i miei lettori di non perdere questa occasione per incontrare l'opera di Salbitani.

Rimandavo perché io lo conosco Salbitani. Dall'aprile del 1997, quando mi decisi a frequentare un suo workshop a Mogginano sul racconto fotografico. In quell'occasione ebbi pure la fortuna di conoscere Mario Giacomelli, da Salbitani invitato per la domenica. Un'evento memorabile per me. Ne scrissi qui: http://www.bortolozzo.net/lw/scritti/mario/giacomelli.html

Lo conosco e lo incontro ogni tanto Roberto. Qualcosa ci lega, dico io, ma allo stesso tempo la vita ci allontana. Ogni volta il piacere di ritrovarsi è palpabile. L'ultima volta lo incontrai a Milano all'inizio dello scorso dicembre, ero in compagnia di Fausto Raschiatore e ci stavamo recando da Pol!femo per l'inaugurazione di CONFINI 11. Salbitani ci incrociò poco fuori della Stazione Centrale; perso nei suoi pensieri non ci vide. Lo chiamai io e subito sorrise. Stava andando alla sua personale di Villa Ghirlanda. Incontro breve, denso, pieno della solita energia che sempre provoca lo stargli insieme.

Da allora tergiversai fino ad ora nell'andare a mia volta a Villa Ghirlanda ad incontrare il suo lavoro di una vita. Il perché l'ho forse capito visitando la mostra. Il mondo di Salbitani mi entra dentro con una forza rara. Scatena emozioni profonde e complesse, affrontarlo tutto insieme è quindi uno sforzo considerevole.

Un autore inclassificabile. Moderno e antico, cupo e vitale, un ossimoro in carne ed ossa. Ogni sua immagine è una concentrazione di sentimenti, memorie, riferimenti, soluzioni inattese. Magistrale e allo stesso tempo outsider in perenne smarcamento dall'idea che potresti farti di lui. Capisco, ma non comprendo affatto, che il riconoscimento pieno gli sia stato a lungo negato mentre veniva elargito più facilmente ad altri. Ora questo del MuFoCo è quasi un risarcimento epocale, più che dovuto, e spero che da qui possa finalmente iniziare una piena collocazione del suo nome nel contesto di quella fotografia contemporanea italiana che davvero ha segnato il suo tempo dagli anni Settanta ad oggi.

Segnalo il libro-catalogo edito da Postcart in occasione di questa antologica. Curato con molta attenzione e notevole intelligenza critica da Roberta Valtorta. Lo si può comperare in mostra e merita indubbiamente a mio parere di comparire nelle biblioteche di studiosi e appassionati di fotografia contemporanea.

ROBERTO SALBITANI
STORIA DI UN VIAGGIATORE
a cura di Roberta Valtorta 

MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA
Villa Ghirlanda, via Frova 10
20092 Cinisello Balsamo – Milano

Fino al 6 aprile 2014

Orario di apertura:
mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle 19.
sabato e domenica dalle ore 11 alle 19.

Ingresso libero
E info@mufoco.org

T +39 02 6605661
F +39 02 6181201


POST SCRIPTUM
Per elaborare a mia volta tutta la profondità dell'impatto con le fotografie di Roberto Salbitani, uso la sua stessa strategia verso l'invasione iconica e metto in fila le fotografie mie che ho fatto alle sue durante la visita. Non suoni irriverente, anzi. Un umile omaggio, questo vuole essere, e come tale desidero venga preso da chi le vorrà vedere.



































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2 commenti:

  1. Buongiorno Fulvio,
    è da un po' che seguo Camera Doppia e vorrei ringraziarti per i sempre interessanti spunti di riflessione che ci offri con i tuoi post.
    In particolare grazie per questa meravigliosa segnalazione. Non conoscevo questo fotografo e, appena viste alcune sue immagini, non ho potuto resistere dall'acquistare il libro che accompagna la mostra. Non potendo visitarla di persona, in questo modo potrò conoscere meglio Roberto Salbitani.
    Sei riuscito a raddrizzare un fine settimana cominciato male. Grazie, a te ed al potere terapeutico della fotografia. :)

    PS: avendo letto del tuo incontro con Mario Giacomelli, sarei curioso di sapere come mai non apprezzava Luigi Ghirri, che, a mio avviso, merita di essere considerato uno dei più grandi fotografi del 900 - come pure Giacomelli, ovviamente.

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  2. Ti ringrazio molto Federico per il tuo commento. Sono contento di averti portato qualcosa di positivo. Sul perché Giacomelli non apprezzasse Ghirri ci sarebbe un discorso ampio da fare. In sintesi, un autore appartenente al pensiero moderno, come Giacomelli, che vede nella forma dell'immagine il centro e l'origine del suo significare restava spiazzato dall'uso apparentemente "banale" del fotografico che veniva praticato da autori concettuali come Ghirri e altri a lui vicini. All'epoca risposi alle critiche di Giacomelli dicendogli pubblicamente che come si poteva parlare di una fotografia prima e dopo Giacomelli, così c'era una fotografia prima e dopo Ghirri. Non controbattè.

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