L'unico fine o essenza.

 
©2004 Fulvio Bortolozzo

Che il fotografico sia una pratica relazionale, e quindi in potenza anche sociale, è pacifico. Che necessariamente, per questo motivo, sia veicolo di racconti, comunicazioni o altra messaggistica di ispirazione scritto-verbale no. L'atto fotografico è primariamente un atto di conoscenza compiuto nel terreno vago che sta tra la percezione umana del visibile attuata dal sistema occhio/cervello e la riproduzione tecnico-automatica che si ottiene del visibile per mezzo di una macchina. Che poi, partendo da qui, si possano costruire percorsi di senso e comunicazione è normale, ma non sono essi né ad essere all'origine del fotografico, né a costituirne l'unico fine o essenza.

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