Donna Fotografa 2012

©2012 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Ieri sera nel salone del Circolo Ricreativo Dipendenti Comunali di Torino è avvenuta la cerimonia conclusiva del concorso Donna Fotografa, organizzato dalla Sezione Fotografica e giunto alla sua XVI edizione. Le partecipanti quest'anno sono state 40 e tra queste ne sono state selezionate 10 per l'esposizione della serata. Oltre alle selezionate, anche le partecipanti sono state inserite nei due audiovisivi proiettati al numeroso pubblico intervenuto. Il numero di stampe fotografiche accettato per ciascuna era limitato ad otto, nel formato massimo di 40x50, con libertà di tema. Fin qui la cronaca.

La novità di quest'anno è stata che, su invito del presidente Maurizio Mangili, sono stato chiamato a far parte della giuria incaricata di selezionare i 10 lavori da esporre. L'altro giurato era la signora Tilde Giani Gallino, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo all'Università di Torino. Insieme abbiamo visto i lavori, letto le presentazioni e selezionato quelli che abbiamo ritenuto più convincenti, dando preferenza alla coerenza tra progettualità e soluzioni visive. Non sta ovviamente a me dire se abbiamo lavorato bene o male, ma quando ho poi rivisto ieri sera le opere sia esposte sia proiettate devo dire che mi sono sentito sereno e soddisfatto delle scelte compiute.

Come ho anche detto durante la cerimonia, prima di dare lettura delle motivazioni che avevo redatto sulla base delle considerazioni emerse in giuria, sono rimasto favorevolmente colpito dalla qualità di pensiero e libertà d'azione dell'insieme delle partecipanti. Tanto che durante l'esame dei lavori, tranne che in un paio di occasioni, non mi sono mai posto il problema se stessi guardando opere di un uomo o una donna. Questo mi fa pensare che stia finalmente e felicemente, terminando il tempo delle manifestazioni necessariamente "al femminile" (una sorta di "quota rosa fotografica") perché le nuove generazioni stanno crescendo nella condivisione di sensibilità e intelligenza su un piano sempre più accomunante. Anzi, come vedo capitare nello sport, le nostre ragazze stanno oggi dando l'impulso più dinamico e positivo, conseguendo risultati internazionali che fanno ampiamente onore alla nazione. L'onda lunga dell'abbattimento di barriere e condizioni inizia a dare segni importanti. Certo molto resta da fare e la condizione femminile subisce ancora forti oppressioni di genere a tutti i livelli, ma intravedo una spinta e una energia che mi lasciano sperare per il meglio. Anche per questi motivi, sto vedendo con entusiasmo affacciarsi molte donne all'espressione fotografica e proprio da loro mi pare giungano gli impulsi più vitali e innovativi.


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