L'inaugurazione di "Passaggi di confine"


Alcune immagini dall'inaugurazione di venerdì 11 marzo 2011 allo spazio ZonaCottini.
Nonostante lo sciopero cittadino dei mezzi pubblici, e altri eventi concomitanti, l'afflusso di pubblico è stato molto buono, prolungato nel tempo e caratterizzato da presenze di notevole qualità. Apprezzamento generale per l'opera degli artisti con tanta curiosità espressa in varie domande rivolte anche ai curatori. La mostra rimarrà aperta fino a giovedì 24 marzo prossimo, con ingresso libero e orario continuato (Lunedì - venerdì ore 9:00–21:00; sabato ore 9:00–13:00). Maggiori info sulla mostra sono QUI.











Tre colori














Qualche appunto tricolore realizzato dal 17 al 19 marzo 2011, in occasione dei primi festeggiamenti torinesi del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
Le altre fotografie sono QUI.
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Passaggi di confine in vista



Venerdì 11 marzo 2011 alle ore 18:30 apre allo spazio ZonaCottini la seconda doppia personale di questa stagione espositiva. A presentarsi al pubblico saranno questa volta l'artista concettuale Gian Luigi Braggio con una scelta di sue opere, tutte di estremo interesse, e l'artista fotografo Mattia Mammoliti, alla sua primissima personale, con una serie dedicata al fondersi dell'opera dell'uomo, le dighe in questo caso, con la natura nella creazione di un nuovo, inatteso, paesaggio.
In qualità di co-curatore della mostra, al fianco di Paolo Aghemo, ideatore e grande animatore dell'associazione Galleria Renato Cottini, ho partecipato al montaggio della parte fotografica e di seguito pubblico qualche scatto di backstage dedicato a Mammoliti. Maggiori info sulla mostra sono QUI.












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Per la prima volta

©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera).
Quand'uno legge uno scritto di cui vuol conoscere il senso, non ne disprezza i segni e le lettere, né li chiama illusione, accidente e corteccia senza valore, bensì li decifra, li studia e li ama, lettera per lettera. Io invece, io che volevo leggere il libro del mondo e il libro del mio proprio Io, ho disprezzato i segni e le lettere, a favore d'un significato congetturato in precedenza, ho chiamato illusione il mondo delle apparenze, ho chiamato il mio occhio e la mia lingua fenomeni accidentali e senza valore. No, tutto questo è finito, ora son desto, mi sono risvegliato nella realtà e oggi nasco per la prima volta.

Hermann Hesse, Siddharta.

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